Cava, una sanità di serie B

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Sebbene la notizia sembra incredibile, purtroppo il distretto Asl di Cava de’ Tirreni è diventato di serie B.

Infatti, stando a quanto si legge nella comunicazione della Direzione Generale dell’Asl della provincia di Salerno, prot. 208994 del 19 ottobre scorso, indirizzata ai Direttori Sanitari e Amministrativi dei Presidi ospedalieri aziendali dei Distretti sanitari di Base, sono sospese le prestazioni specialistiche non urgenti presso i poliambulatori distrettuali di Battipaglia, Sarno/Pagani, Cava/Costa d’Amalfi.

Non vengono indicati i motivi di tale decisione, giustificata con un frettoloso richiamo a presunte ragioni logistiche o insufficienza di spazi solo per Sarno/Pagani, ma non è dato di sapere perché anche quelli di  Battipaglia e Cava/Costa d’Amalfi siano stati coinvolti.

E il fatto che quello di Cava sia stata penalizzato unitamente agli altri due non ci fa essere meno perplessi per il fatto di “aver compagno al duol scema la pena”.

Fra l’altro, se anche per Cava la causa fosse la mancanza di spazio, la cosa sarebbe veramente incredibile perché a Cava, come presumiamo anche gli altri distretti, l’unica cosa che non manca sono i locali, considerato quanti immobili liberi di proprietà pubblica siano inutilizzati.

Ma, per quanto riguarda Cava, la situazione sembra divenuta endemica, non solo per il poliambulatorio di Via Gramsci, che è una vergogna per una città come la nostra perché alloggiato in quella specie di capannone prefabbricato che già all’epoca non avrebbe dovuto essere utilizzato, proprio in considerazione dei tanti immobili liberi e disponibili nel Comune.

Ma a Cava c’è un’ altra vergogna cittadina, perché c’è un altro importante presidio sanitario, quello dell’ U. O. di Igiene Urbana, Ambientale ed Epidemiologica, diretta dal dott. Giovanni Baldi, la quale è alloggiata in un fatiscente locale  sotto il palazzo del Comune, nel quale è finanche difficile poter accedere, attraverso la Villa comunale, con ingresso accanto agli orinatoi pubblici, attraverso il quale debbono accedere anche bimbi piccolissimi per le vaccinazioni obbligatorie e persone anziane con patologie importanti.

Ci risulta che il dott. Baldi da anni stia chiedendo, finora inutilmente, una sistemazione più decorosa e igienica, ma sembra che chi di competenza abbia fatto finora orecchio da mercante.

E se si pensa che negli ultimi mesi, quelli della pandemia da Covid-19, questo presidio è stato quello maggiormente impegnato per contrastare la diffusione del virus, meraviglia come, in questa situazione logistica degradata, abbia potuto operare con i risultati che tutti gli riconoscono.

Tutto questo è stato più volte denunciato anche dallo Spi-Cgil metelliano.

Purtroppo le competenze sono frazionate, e anche per questo motivo il sindaco Servalli, pure avendo la buona volontà di risolvere questi problemi, ha le mani legate da una burocrazia purtroppo deleteria che vincola coloro che debbono decidere.

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