Cava e la solita «monnezza»

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Riconosco che da qualche giorno mi sono scatenato vedendo in giro per  Cava cumuli di rifiuti di tutti i tipi: buste di umido (a volte umido anche senza busta), di indifferenziata, di plastica, di carta, per non parlare di vetro, ma anche di masserizie e, un poco lontano dal centro, di altre porcherie a volte non identificate, come quello che ha fotografato e commentato un cronista di un quotidiano provinciale un paio di giorni fa.

La molla che mi ha fatto scattare è stato un cumulo di immondizie, completato dall’ennesima camera da letto dismessa, smontata e buttata per strada (non mancava il materasso) lasciata in bella vista di fronte all’ex inceneritore, uno dei punti di sversamento di rifiuti di ogni genere da parte di incivili cittadini, per i quali diverse amministrazioni hanno sempre promesso a parole iniziative per evitare scempi di tale genere, tra le quali telecamere e maggiore sorveglianza, salvo poi a venire puntualmente meno.

La mia segnalazione è stata seguita da innumerevoli altre per iniziative di altri cittadini che si sono sempre attivati nelle denunce di tali illeciti sversamenti, e fanno sentire le loro giuste e fondate proteste tramite gli unici organismi che in questo momento danno ascolto e visibilità, come i social network e i giornali locali; prima di tutti la pagina FB del collega Livio Trapanese il quale quotidianamente si batte per richiamare l’attenzione delle autorità comunali e di quanti a ciò preposti affinché Cava, che ancora vive nel ricordo della città di eccellenza, di quando veniva definita “la piccola Svizzera”, si distingua dalle altre del circondario almeno per una maggiore pulizia delle strade, per un più puntuale servizio di raccolta dei rifiuti; purtroppo l’impegno di Livio e di tanti cittadini cavesi è vanificato non solo dalla maleducazione e dalla inciviltà di tanti cittadini ignoranti e maleducati che ancora si ostinano a gettare la spazzatura dove più a loro fa comodo, ma anche dalla mancanza di attenzione delle autorità comunali, politiche e amministrative, che sembrano disinteressarsi completamente del problema.

Poi si scopre che esistono vari gironi di degrado legato dalla spazzatura, almeno tre.

Il primo è il girone del centro città, per intenderci quello che potrebbe essere tracciato da un ideale compasso posizionato sulla Casa comunale tracciando una specie di ovale dal Cimitero a Piazza San Francesco e da Pregiato a Via Filangieri il quale, essendo più intensamente abitato e quindi più controllato da un maggior numero di cittadini bene o male (ma più male che bene) risulta essere quello meno sporco.

C’è poi c’è il girone successivo, quelle delle immediate periferie, praticamente un ovale appena a ridosso del primo, le cui condizioni sono pressoché indecorose giacché, proprio per la assoluta mancanza di controllo, incivili cittadini considerano questi luoghi come terra di nessuno e non si fanno scrupolo di depositare ciò che abbiamo appena evidenziato (ma è solo un esempio) di fronte all’inceneritore.

E infine c’è il terzo girone, che definirei infernale, quello delle estreme periferie (ad esempio Sant’Anna, Croce, San Giuseppe al Pozzo, San Martino e Casa Brenda, Contrapone, Corpo di Cava) che risulta quasi completamente abbandonato a se stesso, con punte di “eccellenza” come quella di Croce bene evidenziata dall’articolo che citavamo prima. Ed è la situazione più raccapricciante laddove si pensi che, nel mentre in alcuni posti del secondo girone vengono depositate masserizie e magari inerti, più lontano si scoprono depositi di materiale di non facilmente identificabile natura, cosa che fa sospettare trattarsi di materiale anche tossico e comunque pericoloso per la salute dei cittadini.

E a nulla valgono i quotidiani richiami che, anche tramite i social, vengono rivolti sia ai cittadini, affinché siano più coscienziosi, sia alle autorità, affinché siano meno assenti. E nemmeno il neonato corpo volontario degli  Ispettori Ambientali Comunali, che svolge gratuitamente un’opera meritoria, che purtroppo non è composto da un numero sufficiente per il controllo del vasto territorio comunale, riesce ad incidere decisamente sul fenomeno.

E allora cosa fare?

Tallonare quotidianamente le autorità cittadine, Sindaco e Vice Sindaco in testa, affinché ripromuovano quelle campagne di sensibilizzazione che, a suo tempo, diedero buoni risultati; mettere in atto, da parte del Comune, magari d’intesa con comuni limitrofi, un efficiente controllo del territorio attraverso una capillare rete di telecamere, delle quali beneficerebbero “in primis” le FF. OO. per il contrasto alla delinquenza, e, in subordine, servirebbe anche per il controllo degli sversamenti illegali di spazzatura; ma a tal proposito deve essere chiaro un discorso preliminare, vale a dire che sarà perfettamente inutile montare una rete di telecamere se, poi, nessuno le controlla, sorveglia e le manutiene, sarebbero solo quattrini buttati al vento.

E inoltre, effettuare un più accurato controllo dell’intero territorio comunale, del centro ma maggiormente delle periferie, sia da parte delle attuali risorse sia della Polizia locale, sia del personale di Metellia, che dimostra affidabilità e competenza, ma non escludendo anche ulteriori controlli costanti magari da parte dei portalettere e non solo (è una mia vecchia idea e non vedo perché non possa essere tenuta in considerazione), vale a dire di tutti coloro che, svolgendo un servizio pubblico, sono tenuti a girare continuamente su tutto il territorio cittadino.

Sarebbe anche necessario potenziare il corpo degli  Ispettori Ambientali Comunali, lanciando una campagna per incrementarne l’organico, da utilizzare prevalentemente nelle periferie, prossime ed estreme.

Mi fermo, ma con una pressante, e spero non inutile,  raccomandazione al Sindaco e alle autorità cittadine: ma volete darvi una mossa, o aspettate che anche Cava divenga una di quelle città del circondario che tutti ricordano non per le bellezze e l’efficienza, ma per i cumuli di rifiuti anche di tempi recenti?

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