Cava de’ Tirreni, i telefonini dell’Ausino: l’assenza di trasparenza di Servalli & C.

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il sindaco Vincenzo Servalli (foto Aldo Fiorillo)

La vicenda dei telefonini acquistati dell’Ausino, denunciata dal consigliere comunale Marcello Murolo, ha un retrogusto amaro. Ha il sapore di una vicenda poco chiara, dove la reticenza è la spia di qualcosa di ingombrante che imbarazza. Un po’ come essere stati sorpresi con le dita nella marmellata.

Sia chiaro, non c’è da scandalizzarsi se un ente pubblico, o una società di capitale interamente pubblico come l’Ausino, fornisce dei telefonini, così come ogni altro supporto tecnologico, al proprio personale. Anzi, ciò è funzionale al buon andamento dell’attività dell’ente o società in questione. Questo, però, non toglie il fatto di restare quantomeno interdetti dall’acquisto di telefonini particolarmente costosi. Di questi tempi, poi. E, per fare cosa?

Ad ogni modo, non è escluso che ci siano state delle buone ragioni. Per carità, tutto può essere. Quel che è sconcertante, ma anche intollerabile, è l’assenza di una risposta ad un’interrogazione di un consigliere comunale. E’ inaccettabile e istituzionalmente indecoroso che su questa vicenda non ci sia stata una risposta da parte dell’Amministrazione comunale. Del sindaco Servalli, in primo luogo.

Cosa si nasconde dietro questo silenzio? Imbarazzo per una spesa ingiustificata o che altro? E’ soltanto una questione di sciatteria istituzionale? O peggio è solo protervia e dispregio per ogni regola di correttezza e trasparenza nell’azione amministrativa?

Chissà. Molto probabilmente, però, questo è un modo d’essere di Servalli e soci. Diversamente non si spiegherebbero molte cose. Ad esempio, che qualche consigliere comunale di opposizione si è visto costretto, in un recente passato, a rivolgersi al Prefetto per avere delle risposte alle proprie interrogazioni. Allo stesso modo, anche se spiace riconoscerlo, diventano comprensibili e giustificabili le denunce che taluni esponenti politici hanno presentato alla magistratura ordinaria e contabile.

Detto questo, se la trasparenza è un optional per l’Amministrazione Servalli, all’Ausino non è il massimo.

Basta vedere un po’ il suo sito istituzionale. Quello del Comune metelliano è un obbrobrio. Inguardabile, obsoleto. Privo di qualsiasi requisito di accessibilità, usabilità…

Quello dell’Ausino è funzionale e moderno, ma spesso è una sfinge. Delibere del Consiglio di amministrazione e dell’Assemblea dei soci così come le Determine dirigenziali aggiornate al 2021. Di questi atti poi, tranne le delibere assembleari, si può scaricare un foglio excel con la sola descrizione dell’oggetto. In pratica, non è possibile la consultazione del singolo atto. Per non parlare poi dei consulenti e collaboratori, il cui elenco fermo a marzo 2018. Difficile pensare che in questi ultimi, circa cinque anni non ci siano stati altri incarichi di consulenza e collaborazione. Tirando le somme, tutto ciò non è certo il massimo della trasparenza.

Ad ogni modo, la vera questione di questa vicenda dei telefonini è di natura etica e politica. A ciò non sfugge nessuno dell’attuale governance dell’Ausino. Figurarsi il sindaco Servalli e la sua maggioranza.

Questo è. Tuttavia, a parte la vicenda dei telefonini, le opposizioni farebbero bene ad aprire gli occhi. Ora che hanno pure la disponibilità di qualche gettone in più di presenza (sic transit gloria mundi), dovrebbero essere meno distratte. Prestare quindi molta più attenzione alla gestione dell’Ausino. Porre cioè in essere un’attività di controllo e di vigilanza più rigorosa e stringente. Nell’interesse dei cittadini. In particolare, di noi cavesi, più di altri vessati come utenti e tartassati quali contribuenti dal nostro Comune.

A cominciare dai concorsi attualmente in atto all’Ausino, ma di questo prossimamente di certo avremo modo di parlarne.

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Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte, edita nel 2006, Appunti sul Governo della Città, edita nel 2009, e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso, edita nel 2018, nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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