Cava de’ Tirreni, elezioni comunali 2026. Il centrodestra serra i ranghi: Raffaele Giordano in campo, ora la sfida è tutta politica
Il centrodestra provinciale converge con decisione su Raffaele Giordano candidato sindaco a Cava de’ Tirreni per le Comunali 2026. Una scelta solida, mai davvero in discussione, che impone unità senza giochetti. Ma guai a sentirsi già vincitori: la storia insegna che le campagne elettorali si combattono pancia a terra. Intanto il centrosinistra è ancora fermo sulla scelta del candidato
La decisione dei vertici provinciali del centrodestra di convergere sul nome di Raffaele Giordano come candidato sindaco a Cava de’ Tirreni rappresenta uno dei passaggi politici più significativi in vista delle Comunali 2026. Non solo perché arriva in una fase in cui le coalizioni stanno definendo i propri assetti, ma soprattutto perché Cava è da sempre un laboratorio politico complesso, in particolare per il centrodestra che, quasi sempre, ha patito amaramente le sue divisioni interne.
Sia chiaro: quella di Giordano non è stata affatto una scelta sofferta. È il migliore candidato che oggi il centrodestra cavese può mettere in campo.
La decisione ufficializzata ieri dissipa definitivamente ombre e insinuazioni su una candidatura che qualcuno voleva far apparire traballante. In realtà, da due anni a questa parte, è stata solidissima e mai realmente in discussione. Non a caso Giordano è in campagna elettorale già dallo scorso novembre, con tanto di manifesti affissi in città.
La scelta dei vertici provinciali mette fine anche ai mal di pancia, più o meno tattici, di Forza Italia dopo l’ingresso del trio di consiglieri comunali Barbuti, Mandara e Santoriello. Il messaggio che arriva da Salerno è chiaro e non si presta a equivoche interpretazioni: gli azzurri appoggiano convintamente Raffaele Giordano. Diversamente si è fuori da Forza Italia e dal centrodestra. In una parola, a differenza di quanto accaduto spesso in passato, non si ammettono giochetti. Punto.
La convergenza su Giordano potrà intercettare quella fascia di elettorato che negli ultimi anni ha oscillato tra disaffezione e ricerca di volti nuovi? Molto probabilmente sì. Ma il dato più significativo è un altro: l’unità vera, e non di facciata, del centrodestra metelliano.
Al momento, il centrodestra appare talmente compatto e avanti nella campagna elettorale – che si concluderà il 24 e 25 maggio – da far pensare a una vittoria facile. Forse sarà così. Le campagne elettorali, però, non vanno mai affrontate con sufficienza.
Chi, come me, ha qualche anno in più sulle spalle, non può non ricordare ciò che avvenne nel 1994. Fatte le dovute differenze e a parti invertite, impossibile dimenticare la “gioiosa macchina da guerra” di Achille Occhetto, allora segretario del PDS, alla guida della coalizione di sinistra “Alleanza dei Progressisti”. Occhetto sentiva la vittoria già in tasca. E invece il successo andò clamorosamente alla coalizione di centrodestra guidata da Silvio Berlusconi, sceso in campo con la neonata Forza Italia.
Altro contesto, ben altri personaggi. Ma la lezione resta: le campagne elettorali si fanno pancia a terra e le urne sanno essere sorprendenti.
Raffaele Giordano avrà molto lavoro da fare. Dovrà convincere i cavesi di essere l’uomo giusto per guidare la città. E dovrà rassicurare l’elettorato sulla qualità della squadra che lo accompagnerà.
La situazione amministrativa cittadina non è mai stata così delicata e complessa. Inutile tornare sui guasti prodotti dagli attuali amministratori, così come sulle ristrettezze finanziarie che incombono. Con l’aggravante di una macchina comunale che boccheggia e soffre una carenza paurosa di personale.
Ai nuovi amministratori, a Giordano come ai suoi avversari, non si può che augurare il meglio. Li attende il compito di colmare buchi enormi nell’azione amministrativa. E non solo le buche delle strade cittadine.
La scelta del centrodestra, intanto, mette ancora più in evidenza il ritardo del centrosinistra, alle prese con l’individuazione del candidato sindaco. Si continua a traccheggiare su quella che appare come l’unica opzione in campo: Giancarlo Accarino.
A meno che il Pd non tiri fuori dal cilindro una soluzione più forte, più credibile e quindi più competitiva.
Tutto può essere. Mai dire mai. Le vie del Signore sono infinite. E forse anche il Pd cavese imboccherà quella giusta.







