Casseruole contro la movida

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La notizia mi è piaciuta assai. Qualche notte fa, nel rione Sanità a Napoli, allorquando la movida fracassona dei vicoli ha cominciato a eccedere e a disturbare il sonno degli abitanti della zona, qualcuno ha preso una singolare iniziativa.

E’ uscito sul balcone armato… di pentole e coperchi e ha cominciato a battere forsennatamente l’una contro l’altro, richiamando così l’attenzione degli altri abitanti i quali immediatamente si sono adeguati, e sono usciti sui balconi con le stesse armi.

In men che non si dica il frastuono delle pentole e i coperchi ha superato quello della musica della movida, e i festaioli in strada sono rimasti frastornati, unitamente ai baretti che diffondevano la musica, i quali hanno pensato bene di interromperla.

La scaramuccia tra pentolai e caciaroni in strada è cessata, ma dopo un poco i baretti hanno ricominciato.

A quel punto anche i “pentolai” hanno risposto per le rime e, ricomparsi sui balconi con pentole e coperchi, hanno reso pan per focaccia!

La cosa è andata avanti per un bel po’, e alla fine sembra che finalmente i “pentolai” l’abbiano avuta vinta e i caciaroni in strada hanno dovuto… chjecarsela a libbretta, (piegarsela a libretto) napoletanamente parlando, hanno desistito e sono andati via.

Sembra che la cosa sia piaciuta anche agli abitanti di altri quartieri pure afflitti dallo steso problema, i quali si starebbero organizzando per il prossimo fine settimana.

E anche a costo di inimicarmi ulteriormente gli arroganti imprenditori della movida cavese, nonché il loro affabile Presidente, il sistema lo suggerisco agli esasperati cittadini che subiscono la caciara dei maleducati habitué della movida, specialmente a fine settimana, come ottimo sistema per allontanarli, certamente meglio dei catini di acqua o di qualche liquido che potrebbe danneggiare i bei faccini e giubbini sottostanti.

E mi meraviglia che questa idea non sia venuta all’attivissimo  presidente del Comitato Ordine e Quiete Giuseppe Salsano, il quale da anni si sta battendo come un leone per risolvere il problema, purtroppo con scarsi risultati.

In verità quando inizialmente si è attivato in tal senso, molti anni fa, il problema era circoscritto solamente a Via Felice Parisi, al lato della Mediateca; poi, come tutte le cose “buone”, si è estesa anche al Borgo Scacciaventi e alla parte finale di Corso Umberto, coinvolgendo numerose famiglie che hanno perso la loro pace e il loro sonno.

Io, nei panni di Salsano, un pensiero del genere lo farei, magari creando un ulteriore Comitato dei “pentolai” antimovida.

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