Caro Servalli, ex Sindaco mio… un’estate di fuoco senza gabinetti

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…una estate di fuoco, fra gabinetti, parcheggi e animalisti

Proprio non si può dire che, nonostante la grande calura di questa torrida estate -che dovrebbe portare ad allargare arterie e vene della circolazione sanguigna, così da determinare una maggiore tranquillità derivante anche dalla spossatezza- le cose al Comune vadano per il giusto verso.

Frattanto ai problemi patologici della amministrazione, che partendo dal disavanzo da ripianare, è ormai inutile ripetere, ora si sono aggiunti anche i gabinetti del piano terra della sede comunale i quali, come denunciano le dipendenti, sarebbero non solo insufficienti, ma pure non a norma: e accusano te di non preoccupartene!

Non ho capito perché solo il piano terra, sembra che per quelli ai piani superiori vada tutto bene: uno dei tanti misteri metelliani.

E giacché siamo in tema, voglio allargare il campo e parlare dei gabinetti pubblici che in una città come Cava, seconda della provincia dopo il capoluogo, sono pressoché inesistenti!

Io sono sia oriundo, perché proveniente da un “paesucolo” che, per pochi abitanti, è sempre sul punto di diventare secondo al posto di Cava; ma vivendo a Cava da un quarantennio e conoscendola a menadito specialmente nelle zone del centro e delle immediate periferie, so che i tradizionali “vespasiani” o gabinetti pubblici sono sempre stati quasi inesistenti.

Ce n’è uno al lato della stazione FFSS, nel giardinetto recentemente dedicato alle vittime delle Fiobe, ma non ti dico e non ti racconto cos’è, invitandoti solo a fare una sosta. Poi c’è un gabinetto pubblico all’interno della Villa comunale centrale, e pure quello non so se tu l’abbia mai visitato, e in verità non so nemmeno se sia ancora aperto perché all’inizio della pandemia venne chiuso. E infine c’è quello all’interno della stazione ferroviaria, finalmente aperto dopo anni di inattività, ma solo grazie alla ristrutturazione dello stabile da parte delle FFSS.

C’è anche l’alternativa dei gabinetti pubblici costruiti dal vulcanico fra Gigino quando ristrutturò chiesa e convento di San Francesco, che funzionavano a pieno regime in quel periodo; ora, purtroppo, visto il ridimensionamento del complesso e i ridotti orari di attività, su di essi non si può più fare affidamento.

Fortunatamente la tradizione ospitale metelliana non fa mancare il suo soccorso a chi deve fare la pipì, altrimenti sarebbero …contorcimenti amari!

Ma tu, caro ex Sindaco mio, il problema dovresti affrontarlo, e magari recupereresti qualche consenso.

Ma non è certamente ai gabinetti che mi voglio fermare, perché ero partito dai problemi legati ai parcheggi pubblici, e non tanto per le tariffe orarie che il Comune, tramite Metellia, ha ampiamente ritoccato al rialzo, suscitando le ire della cittadinanza, almeno nella prima fase, visto che, successivamente, sembra si sia rassegnata.

Ora l’attenzione della cittadinanza è puntata sul grande parcheggio di Via Tara Genoino, praticamente quello realizzato pure da fra Gigino alle spalle dell’Ospedale di Santa Maria dell’Olmo, finalizzato principalmente alle esigenze ospedaliere, agli operatori amministrativi e sanitari, e ai parenti dei degenti; all’epoca il parcheggio era a prezzo modico (1 euro al giorno), era sorvegliato e di notte era chiuso.

Poi, defenestrato e condannato al confino fra Gigino, quel parcheggio è stato “occupato manu-militari” dal Comune, sottraendolo ai Frati di San Francesco, i quali sembra non abbiano opposto alcuna resistenza (una rogna in meno per loro), e affidato a Metellia la quale sembra che, oltre ad occuparsi delle tariffe orarie, più volte riviste, che comunque sono rimaste molto onerose, l’ha lasciato alla cura (si fa per dire) della cittadinanza, col risultato che l’area, abbastanza vasta, durante il giorno viene utilizzata dalle auto, ma nelle ore notturne, visto che rimane aperta, è diventata luogo di ritrovo di scalmanati che si divertono prevalentemente a infastidire i pochi cittadini che abitano nei dintorni, e i ricoverati dell’Ospedale che non riescono a dormire.

L’ultimo episodio si è registrato da qualche settimana fra urla a squarciagola e litigi tra ragazzi, risse, bottiglie che volavano e traffico in tilt nel cuore della notte; e la situazione si aggrava nei weekend.

Tant’è che molti, oltre a inoltrare proteste a te e ai VV.UU., si sono rivolti anche a questo giornale segnalando l’emergenza, e pure Gigino Petrone è intervenuto, col consueto vigore, contro la movida fracassona in quel parcheggio, precisando che “deve essere chiuso alle dieci di sera per far cessare l’enorme disagio che vivono gli abitanti della zona a causa della movida selvaggia e fuori controllo”.

Caro Servalli, a me sembra un suggerimento di assoluto buon senso, che può essere accolto e che la Metellia può con facilità mettere in atto, ovviamente dopo gli opportuni interventi tesi ad evitare che qualcuno, alla chiusura, rimanga prigioniero all’interno dell’area; e alla Metellia non costerà alcunché perché già si avvale di personale che controlla le soste delle vetture, e a qualcuno di essi può essere attribuito il compito di chiuderla di sera e riaprirla la mattina successiva.

Ma l’appetito vien mangiando, e alla pessima utilizzazione del parcheggio di San Francesco, si è aggiunto il parcheggio di Via Gramsci, quella vasta area alle spalle dell’ambulatorio ASL metelliano.

Anche questa area, purtroppo, nelle ore notturne viene utilizzata da teppisti, e giovinastri che ne fanno di tutto i colori, tra feste, bisticci e via dicendo, disturbando i fabbricati circostanti i cui abitanti sono costretti, nonostante il caldo, a dormire tappati in casa per attenuare i rumori.

Qualcuno ha dichiarato: “Si sente di tutto, finanche spari di petardi e lanci di bottiglie. La scorsa notte mia madre non ce l’ha fatta più e ha telefonato ai Carabinieri alle tre e mezza. Qualche giorno prima, invece, poco dopo le due di notte, è intervenuta un’ambulanza. Più di chiedere l’intervento delle forze dell’ordine non possiamo fare e ci è capitato di sentirci dire anche che non ci sono pattuglie disponibili. Purtroppo ci stanno rendendo la vita impossibile”.

Ma qui la situazione è più complicata perché la vasta area non è recintata, e ipotizzare opere di recinzione è problematico, vista anche la situazione deficitaria del Comune: ben vero potrebbe intervenire Metellia, ma alla fine sempre “Pantalone” paga.

Caro Servalli, io una soluzione c’è l’avrei, anche se so che verrò bersagliato sui social da improperi e anche insulti da parte degli animalisti, sempre pronti a difendere pseudo abusi ai danni degli animali: ricordi quando si rizelarono contro fra Gigino per la “sagra dello struzzo”?

Cosa c’entrano gli animalisti, mi chiederai, ed io subito ti rispondo che in estate spesso quell’aria viene utilizzata dai Circhi equestri, utilizzo che io, animalisti a parte, non solo incrementerei, ma addirittura agevolerei.

Così prenderesti due piccioni con una fava: il Circo sorveglierebbe tutta la zona, evitando assembramenti non graditi, e ti consentirebbe di risolvere il problema gratuitamente, almeno per qualche anno.

Ovviamente dovrai sopportare le proteste degli animalisti, ma ne senti tante, una in più certamente non ti toglierebbe il sonno.

O no?

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