L’accordo Renzi-Calenda… un vaso di terracotta costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro

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L’accordo Renzi-Calenda è alla fine andato in porto. Era scontato, ma a quanto pare nella realtà non è stato facile mettere insieme questi due leader con i loro rispettivi partiti.

Non scopriamo certo adesso la forte personalità e la scaltrezza fiorentina di Matteo Renzi. Le ultime vicende hanno poi ribadito quale soggetto politico particolarmente difficile e complicato sia Carlo Calenda.

Insomma, per quanto abbiano idee sostanzialmente simili, i due sono come polli di un unico pollaio. E’ quindi assai difficile, se non impossibile, farli andare d’accordo.

Renzi, che avrà molti difetti ma è un politico fine e vero, ha capito che doveva mettersi di lato e dare il proscenio a Calenda. Almeno per questa campagna elettorale. Poi si vedrà…

Questi gli uomini. Il dato politico è che in modo almeno embrionale nasce il terzo polo. Gli italiani, il prossimo 25 settembre, avranno un’opzione moderata in più. Scegliere se votare uno dei due schieramenti contrapposti oppure questa nuova aggregazione politica intermedia (fermo restando le altre opzioni fuori dalle coalizioni, a partire dai Cinque Stelle).

Diciamo che con il patto Renzi-Calenda nasce una significativa offerta elettorale per i moderati. Per quegli elettori, cioè, che finora sono stati costretti a scegliere tra centrodestra e centrosinistra. Per questo è evidente il tentativo di rosicchiare voti a destra quanto a sinistra. L’obiettivo? Creare le premesse di un futuro, consistente rassemblement autonomo e indipendente di moderati e riformisti.

E’ un’operazione politica che in tanti attendevano e che molti altri temevano e adesso temono. Non sarà però un tentativo di facile realizzazione. Da destra e sinistra cercheranno di schiacciare questa iniziativa con l’obiettivo di farla morire in fasce.

Il tentativo però va fatto. Ora o mai più per un centro autonomo e moderato. Nella consapevolezza, però, che in questa campagna elettorale la lista di Calenda e Renzi, ricordando il Manzoni ne I promessi sposi, sarà un “vaso di terracotta costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro”.

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Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte, edita nel 2006, Appunti sul Governo della Città, edita nel 2009, e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso, edita nel 2018, nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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