La pochezza del governo Conte e il rilancio del Paese

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Il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte (foto tratta dal sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri)

A tenere banco è ancora il coronavirus.

Preoccupano, infatti, i nuovi focolai di contagio, che riguardano anche la nostra regione. Non è da trascurare, del resto, il fatto che ieri, dopo tanti giorni, sono aumentati anziché diminuire i contagiati in terapia intensiva. Non è un buon segnale.

Dobbiamo, purtroppo, ammettere che con l’arrivo dell’estate e il ritorno alla vita pressoché normale, il livello di attenzione in tutti noi si è abbassato di molto. E’ un errore che non dobbiamo commettere, ma che stiamo, con evidente disinvoltura e una certa quasi inconsapevole leggerezza, commettendo con un certa frequenza. Valgono, invece, sempre le regole del distanziamento sociale e delle precauzioni minime da prendere, come l’assiduo lavaggio delle mani e la mascherina quando occorre. E sperare che Dio ce la mandi buona.

L’altra preoccupazione, non meno grave, è quella legata agli effetti politico-economici provocati dal lockdown per il coronavirus.

La crisi economica si avverte già adesso, ma i timori più forti oltre che assai fondati sono per il prossimo autunno. Il pericolo che molte aziende non ce la faranno e dovranno chiudere i battenti, licenziando migliaia di lavoratori, è un incubo che assale tutti gli italiani.

Questo vuol dire che occorre sin d’ora avviare una forte azione di rilancio economico, nella speranza di ridurre ai minimi termini l’acuirsi della crisi economica e produttiva.

Purtroppo, il governo Conte sembra non avere le idee chiare in proposito. Finora sono venute fuori decine e decine di proposte, dalla riduzione dell’IVA alla semplificazione dell’azione amministrativa, ma quelle che mancano sono le decisioni.

In effetti, stiamo ancora a discutere se avvalerci del prestito di diverse decine di miliardi del fondo cosiddetto MES, da spendere per le spese sanitarie ed affini, ma non emerge nella maggioranza, e quindi nel governo, una visione unitaria su quelle che dovrebbero essere le scelte delle azioni di rilancio da porre in essere.

Vero è che l’Unione Europea ancora non ha messo a punto la sua politica di sostegno al rilancio dell’economia post-coronavirus, e che i quattrini veri potrebbero cominciare ad arrivare dalla fine dell’anno prossimo, ma noi siamo ancora più in ritardo su quello che dovremmo fare. Insomma, parliamo, ma non decidiamo. Proponiamo, ma non progettiamo.

Per ora, il nostro governo, e il premier Conte ne è il testimone più splendido, chiacchiera molto, ma non decide nulla o quasi. In pratica, si rinvia tutto.

Questo è quello che l’attuale maggioranza fa emergere. Purtroppo, dall’opposizione non è che cogliamo segnali più rassicuranti, nel senso che ci si ferma in un atteggiamento di ostilità e diffidenza politica nei riguardi dell’Unione Europea, e basta. E’, questa, una linea politica che andava bene fino a qualche mese fa, ma oggi, con le pezze nel fondo schiena che ci ritroviamo, possiamo fare a meno dell’Unione, pur con tutti i suoi difetti? Il dubbio è a dir poco legittimo.

Siamo allora, per farla breve, in un cul-de-sac.

L’attuale maggioranza è parolaia ed inconcludente. L’opposizione non sembra avere una strategia politica adeguata, in sintonia con il momento storico che stiamo vivendo.

E allora? A quali santi rivolgerci? Nessuno può rispondere adesso a questa domanda tanto legittima quanto terribile.

Non si intravede nulla all’orizzonte.

Nuove elezioni? Forse verrebbe fuori un governo più forte e omogeneo, questo sì, ma più credibile rispetto ai mercati internazionali e nei rapporti con l’Unione Europea? Forse no.

Allora, la soluzione potrebbe essere un governo guidato da Draghi? E’ un’ipotesi suggestiva, ma al momento da scartare. Oggi, infatti, attorno a lui non si formerebbe una nuova maggioranza. Forse domani, quando saremo come Paese con l’acqua alla gola, nel disastro completo e tra le macerie. Meglio non augurarselo, quindi.

Non ci resta, obtorto collo, che sperare in questo governo, magari turandoci il naso a più non posso. Nel senso che dobbiamo sperare che cambi passo e produca qualcosa di buono per tutti noi.

Voi ci credete in questa ipotesi? A ognuno di voi la risposta. Personalmente, non ci credo, ma ci spero molto. Con tutto il cuore.

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Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte, edita nel 2006, Appunti sul Governo della Città, edita nel 2009, e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso, edita nel 2018, nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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