La manovra economica si discuterà alla Camera il prossimo 27 dicembre

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Il presidente della Camera Roberto Fico convocherà l’aula di Montecitorio per discutere la manovra giovedì 27 dicembre, con prosecuzione prevista venerdì 28. Il lavoro della commissione Bilancio si svolgerà invece sabato 22 e domenica 23.

Il presidente della Camera Roberto Fico convocherà l’aula di Montecitorio per discutere la manovra giovedì 27 dicembre, con prosecuzione prevista venerdì 28. Il lavoro della commissione Bilancio si svolgerà invece sabato 22 e domenica 23. Tra le novità del  maxi-emendamento del Governo che recepisce l’intesa con l’Ue sulla manovra e permette all’Italia di evitare la procedura d’infrazione c’è quella che riguarda l’Iva con aumenti per 23 miliardi nel 2020 e circa 29 miliardi sia nel 2021 che nel 2022.

Gli aumenti delle aliquote saranno sterilizzati totalmente nel 2019 ma l’aliquota ridotta del 10% aumentera’ dal 2020 di 1,5 punti percentuali e l’aliquota ordinaria al 22% salirà di 1,1 punti percentuali nel 2020 e di 2 punti percentuali dal 2021, oltre agli incrementi già disposti nel testo del ddl Bilancio. Di fatto, quindi, l’aliquota ridotta passerà dal 10 al 13%, e quella ordinaria salirà al 25,2% nel 2020 e al 26,5% nel 2021.

Per effetto della nuova clausola, che prevede anche aumenti delle accise da 400 milioni l’anno dal 2020, il nuovo obiettivo di gettito sara’ pari a 23,07 miliardi nel 2020 e 28,8 miliardi nel 2021 e 2022.

Ecco tutte le cifre che la manovra economica conterrà se sarà approvato l’emendamento del governo presentato al Senato.

Tassazione per le pensioni d’oro
Il taglio sulle pensioni d’oro (che sarà valido dal 2019 per 5 anni) sarà del 15% per i redditi compresi tra 100mila e 130mila euro lordi e arriverà al 40% per quelle superiori ai 500mila euro. Cinque in tutto le aliquote previste.

Previsto un taglio:
– del 25% per gli assegni compresi tra 130.001 e 200mila euro,
– del 30% per quelli compresi tra 200.001 e 350.000 euro,
– del 35% tra i 350.001 e i 500.000 euro.

Taglio all’adeguamento delle pensioni oltre i 1500 euro
Taglio per 3 anni dell’adeguamento delle pensioni oltre i 1.522 euro al mese (3 volte il minimo): la decurtazione maggiore, fino al 60%, scatta per gli assegni oltre i 4566 euro. L’indicizzazione piena ci sarà solo per le pensioni fino a 1.522 euro, poi sono previste sei fasce di tagli. L’adeguamento sarà infatti del 97% per assegni tra fino a 2029 euro, 77% fino a 2537 euro, 52% fino a 3042 euro, 47% fino a 4059 euro, 45% fino a 4566 euro e 40% oltre 4566 euro, che è nove volte il minimo.

Il piano per la vendita del patrimonio immobiliare
Deve essere messo a punto “entro il 30 aprile” il nuovo “programma di dismissioni immobiliari” che punta a ottenere non meno di 950 milioni aggiuntivi nel 2019 e altri 150 milioni l’anno nel 2020 e 2021. Il piano individuerà le “modalità di valorizzazione dei beni” dello Stato, della Difesa, come le caserme in disuso, e delle altre pubbliche amministrazioni. Agli enti locali che contribuiscono andrà una quota degli introiti tra il 5 e il 15%.

Blocco delle assunzioni
Presidenza del Consiglio, ministeri, enti pubblici non economici, agenzie fiscali e università non potranno assumere personale a tempo indeterminato prima del 15 novembre 2019. Non compaiono invece gli enti locali. Secondo la  Relazione tecnica i risparmi sono pari a 100 milioni in termini di indebitamento netto.

Web tax
Arriva la nuova web tax sui servizi digitali. La nuova misura con aliquota al 3% sui ricavi dovrà essere versata entro il mese successivo a ciascun trimestre.
Verrà applicata ai soggetti che prestano servizi digitali e che “hanno un ammontare complessivo di ricavi non inferiore a 750 milioni e che hanno un ammontare di ricavi derivanti dalla prestazione di servizi digitali non inferiore a 5,5mln di euro. Nelle casse dello Stato dovrebbero entrare 150mln nel 2019, 600mln nel 2020 e 600mln nel 2021.

800 mln contro dissesto idrogeologico
Per l’avvio e la realizzazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico sono stanziati 800 milioni di euro per il 2019 e 900 mln per ciascuno degli anni 2020 e 2021. Alla copertura degli oneri – spiega la relazione tecnica – si provvede tramite la riduzione del Fondo per gli investimenti delle amministrazioni centrali. (fonte Confcommercio)

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