Istat, l’offerta di asili nido nel Belpaese

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foto Angelo Tortorella

In Campania appena il 7,6% dei posti disponibili negli asili nido rispetto alla possibile utenza, in Valle d’Aosta sono invece il 44,7%, mentre la media nazionale è del 24%

 

Nell’anno scolastico 2016/17 sono stati censiti sul territorio nazionale 13.147 servizi socio-educativi per l’infanzia. I posti autorizzati al funzionamento sono circa 354mila, pubblici in poco più della metà dei casi.

E’ quanto fa sapere i l’Istat con una nota stampa diffusa oggi.

I posti disponibili coprono il 24% del potenziale bacino di utenza (bambini residenti sotto i 3 anni). Tale dotazione è ancora sotto al parametro del 33% fissato dall’Unione europea per sostenere la conciliazione della vita familiare e lavorativa e promuovere la maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro.

La diffusione dei servizi risulta molto eterogenea sul territorio. I posti variano da un minimo del 7,6% dei potenziali utenti in Campania a un massimo del 44,7% in Valle D’Aosta.

La dotazione di servizi sul territorio penalizza i comuni più piccoli rispetto ai capoluoghi di provincia.

La spesa media dei comuni per gestire i servizi pubblici o privati convenzionati è molto variabile tra le regioni. Si passa da un minimo di 88 euro l’anno per un bambino residente in Calabria a un massimo di 2.209 euro l’anno nella Provincia Autonoma di Trento.

A partire dall’anno scolastico 2011/12 si registra un calo dei bambini iscritti nei nidi comunali e convenzionati con i comuni. Dal 2012 si riducono anche le risorse pubbliche disponibili sul territorio. Nel triennio 2014-2016 rimangono sostanzialmente stabili sia gli utenti serviti sia la spesa dei comuni.

Il calo degli utenti riguarda principalmente i nidi comunali gestiti direttamente mentre aumentano le gestioni affidate ai privati, dove i costi medi per bambino a carico dei comuni sono decisamente più bassi. (fonte ISTAT)

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