COMUNALI 2020 Alfonso Senatore: “Fare pulizia, a costo di perdere, no ai voltagabbana, l’obiettivo è la coerenza”

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“Il comando deve essere nelle mani di uno solo, ma la discussione deve essere il sale della maggioranza”

Nel suo viaggio di avvicinamento alle prossime elezioni comunali quest’oggi Ulisse incontra l’avvocato Alfonso Senatore, da sempre controverso protagonista nel bene e nel male della politica cittadina, sia come assessore e consigliere comunale che consigliere provinciale. Un passato politicamente burrascoso vissuto quasi sempre “pericolosamente” a destra e ora sostenitore convinto di Salvini e della Lega.

 

Tenendo presente alcune linee guida, come il pragmatismo, la necessità del buon governo e della buona politica, da dove si deve partire per costruire una proposta politica alternativa all’attuale governo municipale?

Parlare di alternativa all’attuale maggioranza, vuol dire, innanzi tutto, doversi attrezzare per mettere a punto un piano di rinascita della città, o, più semplicemente predisporre un programma che non sia uno specchietto per le allodole, come lo è stato per chi è ancora al timone di comando, ed i risultati mancati sono sotto lo sguardo attento dei cavesi. Sottolineo che di esigenze dei cittadini non corrisposte da risultati concreti, ve ne sono in quantità industriale, ma a me interessa soddisfare quelle che avverte la maggioranza del popolo, non quelle che hanno il solo scopo di acquisire consenso elettorale.

Rinnovamento, cambiamento, discontinuità  e poi, da ultimo, anche la svolta buona dopo essere passati per rottura e rottamazione, sono parole ormai abusate ed logore, forse perfino fuorvianti se non prive di senso. Allora, una nuova proposta politica come la possiamo connotare?

Non si tratta di una nuova proposta politica, non è la ricerca di uno slogan per fare presa sull’elettorato, più semplicemente è parlare e, soprattutto scrivere, in linguaggio chiaro e comprensibile, avendo come principale obiettivo non rincorrere fantasmi e fantasie, ma abbandonare, una volta per tutte, quel conformismo dilagante che vuole il dire “sì” a tutti, tenersi buono l’elettorato, confondendolo con dei cenni di assenso a tutto ciò che viene richiesto, pur sapendo che è operazione da non farsi. In definitiva mettere in soffitta l’ipocrisia politica, che pare avere sempre la meglio sulla concretezza, sull’onestà, quella intellettuale, che difetta, non nel primo cittadino (ma non mi riferisco al Servalli), ma nei consiglieri comunali e, a volte, anche negli assessori.

Partiamo dalla scelta degli uomini. Quali sono i requisiti ideali per essere candidato a sindaco? E come si arriva alla scelta di un candidato sindaco?

Non esiste un vademecum per rispondere al requisito ideale di sindaco, esiste un Curriculum Vitae che deve avere tra le caratteristiche fondamentali, la rettitudine, le competenze, supportate da risultati, e non essere catapultato da chi “comanda” in questo o quel partito, insomma non essere un “raccomandato”: la città non ha bisogno di un robot, ma di un “capace”. Al momento non mi frantumo il cervello per cercare il “soggetto” da immortalare per tappezzarne i muri di Cava, bensì mi industrio per stilare i “desiderata” al fine di ritrovare “la piccola Svizzera” con un Sindaco che governi bene.

E per i candidati a consigliere comunale? C’è qualche controindicazione, in altre parole qualche ragione ostativa all’ingresso in lista di un candidato?

E’ il momento topico del futuro dell’amministrazione, all’atto di formare la/e lista/e tu, potenziale sindaco, devi passare al setaccio i profili di chi vorrebbe entrare nel consesso comunale, adottando una semplice opera di “purificazione”, tralasciando le operazioni di simpatia, di valutazione del consenso elettorale, di negazione del passato politico dei soggetti, evitando di assistere alle capriole di alcuni soggetti, che ancora oggi gravitano tra i consiglieri, personaggi che sono passati nell’arco di un ventennio dai repubblicani alla destra, da Forza Italia alla Margherita e finanche ai socialisti, per accreditarsi nella nuova destinazione dei transfughi, che oggi viene definita lista civica. Fare pulizia, a costo di perdere, ma avendo sempre come obiettivo il raggiungimento della coerenza, dell’essere fedeli ad un pensiero e non farsi accreditare tra i voltagabbana…

E’ il momento dei migliori, a prescindere dalle provenienze e dalle origini: non è importante da dove si viene, ma è importante dove si vuole andare insieme per il bene superiore di un grande amore, che per i Romani fu Roma, per i cavesi, Cava, – per ritornare ai fasti della grande Cava, di cui molti ricordano le peculiarità!!!

Partiti, movimenti civici, associazioni politiche: come si mettono insieme in un progetto politico? Formando una lista unitaria o più liste, distinte tra partiti e civici? Molte liste in competizione portano più partecipazione e voti o solo confusione, polverizzazione e soprattutto abbassamento del livello qualitativo del personale politico?

La frammentazione del voto, in conseguenza della presentazione di molteplici liste, ha il solo scopo di favorire chi della confusione ne fa un campo di battaglia: non significa proporre la quantità a dispetto della qualità, ma, solo in alcuni casi, dare spazio alle persone che intendono fornire un contributo partecipativo alla risoluzione dei problemi di diverse categorie di cittadini. Dare possibilità alle numerose associazioni che operano sul territorio, siano esse onlus o frutto di volontariato, di essere coinvolte nell’agone politico è un segno di ampia democrazia, per cui sono favorevole che ognuna di queste presenti un paio di elementi validi che abbiano dimostrato in seno al loro còmpito di raggiungere ottimi risultati. Gli assessori, poi, occorre siano il risultato di un filtraggio nell’ambito della società civile, con le loro peculiarità dimostrate sul campo, per cui non dovrebbero, ma devono essere competenti, di fatto, in quel settore, insomma sono per dei tecnici che abbinino anche dimestichezza politica: utopia? In buona parte sì, ma non impossibile provvedere ad assegnare una delega, per esempio, con il còmpito di interessarsi della sicurezza, ad un uomo delle forze dell’ordine distintosi in passato, anche recente, per interventi degni di menzione. Così dicasi per gli altri assessorati, fin dove è possibile accantonare i volèri del più votato o del politico di quello schieramento che vanta posizione di prestigio a livello nazionale.

E la Giunta, quali dovrebbero essere i criteri di selezione degli assessori e quali i requisiti che devono possedere? I componenti della Giunta vanno indicati prima delle elezioni?

Per evitare quanto evidenziato nella precedente risposta, occorre che la squadra assessoriale non coinvolga i candidati al consiglio Comunale, pertanto è necessario ed indispensabile che siano resi i nominativi già in sede di campagna elettorale, in quanto, se scelti con raziocinio e valutazione delle capacità, potranno essere sottoposti al giudizio degli elettori, con notevole anticipo sul loro operato, e quindi con la possibilità di conoscere ed approfondire pregi e difetti, lavorativamente ed eticamente, dei papabili.

Il buon governo spesso viene messo in discussione dalla mancanza di chiarezza nella definizione dei ruoli, dei poteri e dei rapporti che devono intercorrere tra sindaco, assessori e consiglieri. Insomma, gli equilibri sono molto difficili da raggiungere e tenere tra le varie componenti della maggioranza. Qual è il modo migliore per ovviare a questa oggettiva difficoltà?

Il comando deve essere nelle mani di uno solo, ma la discussione deve essere il sale della maggioranza: il pepe deve essere presente per solleticare il confronto, anche duro, tra diverse scuole di pensiero, infatti, quante volte capiterà di dover decidere su questioni delicate, dove sarà difficile far prevalere il buon senso, e ne scaturirà la pervicacia di qualcuno sulla disponibilità dell’altro, e sarà il momento del pugno duro di far prevalere l’interesse comune a quello di una parte.

Veniamo al programma. Innanzi tutto, come si procede alla sua stesura? E quali i punti, diciamo almeno cinque, più qualificanti a suo avviso?

Il programma, questo miraggio, non questo sconosciuto: è la cartina di tornasole per l’amministrazione, l’avrà elaborato una mente diabolica oppure un gruppo di persone con i piedi ben piantati in terra? Sono per la seconda ipotesi, fondandola su poche idee, ma concretamente realizzabili, non lanciare fumo negli occhi ma aggrapparsi ai progetti fattibili, a quelli sui cui finanziamenti si può contare, a basare le speranze sui fondi esistenti, a non stravolgere i bilanci perché “lo avevo promesso e lo devo mantenere”. Ho a disposizione molti progetti, stilati in sede di tesi di laurea, diversi anni addietro ma molto attuali, da parte di un tecnico cavese. Mi affascinano, catapulterebbero Cava in un mondo che sogniamo, ma li vaglierò accuratamente uno ad uno per stabilire quali potranno essere realizzati, o meno, nei cinque anni di durata del mandato elettorale, ma anche oltre, mettendo le basi anche per chi verrà dopo, sia questa o che sia un’altra amministrazione.

Su alcune questioni, come ad esempio l’abusivismo edilizio, l’organizzazione comunale, la gestione dei rifiuti, la lotta agli sprechi e la revisione della spesa, la sicurezza e la mobilità urbana, è necessario un linguaggio di verità. Quali le parole giuste?

Sui problemi atavici, ma non solo di Cava de’ Tirreni, non oso dare soluzioni definitive, ma penso sia più onesto e fattibile, parlare di riduzione del fenomeno e mi sovvengono le parole di un frate che, seduto al confessionale, ascoltava i peccati della persona che chiedeva l’assoluzione, confrontando l’entità delle trasgressioni con quelle manifestate durante la confessione precedente, e notava la diminuzione delle “cadute”: “ Sono felice per il decremento degli errori “ ed è quello che inseguirò, cioè un’inversione di tendenza dei fenomeni di abusivismo, sprechi, delinquenza, e tutto ciò significherebbe aver intrapreso la strada del vivere meglio e forti della civiltà imperante.

Uno slogan per la campagna elettorale nel quale i cavesi potrebbero riconoscersi?

No agli slogan, sì alla verità che deve accompagnare il lavoro durante la vita politica di ognuno.

Le parole d’ordine saranno: Decisionismo, Buon Senso , Azione e Pensiero in contemporanea, sempre pronti ad ammettere gli errori, correggendoli pure con passi indietro migliorativi .

Cava città della Cultura e del Turismo, suo destino prioritario, dei bambini e del loro Teatro festival Comico : “Farfariello”, con apertura della Badia al mondo intero.

Una Cava Sicura, la cui mobilità sia a dimensione umana, dove la sua macchina comunale sia perfetta in ogni suo settore; dove l’ordinario sia straordinario e già questo basterebbe a cambiare il volto di Cava gestita con amore, equilibrio , onestà e saggezza, promuovendo la figura del “buon padre di famiglia” che rispetta tutti e si fa rispettare ,  che risparmia per investire e reinveste il guadagno per la sua famiglia, edificando opere che restino eterne e non provvisorie nel tempo.

In poche parole c’è bisogno di un uomo o di una donna, che profondano le loro capacità (contornati da professionisti di alto spessore e livello ) disponibili a dedicare, donare dieci anni della loro vita per un sogno realizzabile: grande Cava, quella comunità che i nostri padri , con enormi sacrifici, consegnarono integra, da perpetuare, puntando sempre “ad maiora”, o, viste le difficoltà, “per aspera ad astra” !

 

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