Cava de’ Tirreni, quei gettoni di presenza malandrini…

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E’ proprio adeguata la famosissima frase del poeta romanesco Gioacchino Belli “Io sò io, e voi nun zete un cazzo…”, riportata nel commento fatto dal nostro direttore Petrillo qualche giorno fa in merito alla non commentabile decisione dell’aumento dei gettoni di presenza dei Consiglieri che partecipano alle riunioni delle Commissioni.

Frase che io traduco “state al vostro posto e non rompeteci le scatole, subite e state zitti”, come sembra che i Consiglieri abbiano detto assumendo quella decisione.

Il che dimostra sempre più sfacciatamente l’arroganza, nei confronti della popolazione, del potere dei politici metelliani i quali fanno quello che vogliono, non accettano critiche, e non si rendono conto dei danni che hanno fatto e fanno alla città, e che ormai sono diventati invisi alla maggior parte degli elettori.

Questi sono atteggiamenti che non si comprendono, non si condividono e non si giustificano.

Cava è un comune sovra indebitato, e si dovrebbero adottare politiche di contenimento delle spese, cominciando da quelle politiche e amministrative: su questo tutti si dicono d’accordo, ma all’atto pratico nessuno fa nulla di concreto.

Non è possibile dimenticare, infatti, che in una riunione precedente (vedi riferimento nell’articolo di Ulisse del 26 ottobre cliccando sul link), ci fu una accesa discussione su alcuni emendamenti della minoranza alla proposta di bilancio che tendevano a integrare i fondi previsti per le categorie più deboli riducendo le indennità previste per Sindaco, assessori e Consiglieri comunali: tranne quello a favore dei giovani, “tutti gli altri emendamenti furono bocciati”.

Però la maggioranza garantì che avrebbe provveduto a ridurre le indennità con un successivo provvedimento, cosa che finora non ha fatto; quindi la riduzione delle indennità di Sindaco e Assessori è rimasta, allo stato, lettera morta, ma i Consiglieri, di maggioranza e opposizione (con il solo voto contrario della rappresentante del Partito della Rifondazione Comunista) hanno approvato l’aumento dei loro gettoni.

Per capire di cosa parliamo è opportuno sapere che il gettone di presenza gratifica quei Consiglieri che partecipano alle riunioni delle Commissioni, e grava sulle tasche dei contribuenti per 18 euro nei Comuni tra 1000 e 10.mila abitanti, sale a 22,21 euro in quelli tra 10.mila e 30.mila abitanti, aumenta a 36,15 euro nei Comuni tra 30.mila e 250.mila abitanti: in questa fascia rientra la nostra città.

Le proposte di modifica vengono presentate dagli stessi Consiglieri.

Fino alla delibera di variazione la regola vigente qui a Cava, era quella di riconoscere un solo gettone per Consigliere nel caso di partecipazione a più Commissioni riunitesi nella stessa giornata di mattina (8:00 – 14:00) e pomeridiano (dalle 14:00 in poi); se un Consigliere partecipava a più commissioni durante la stessa giornata, al massimo poteva fruire di due gettoni da 36,00 euro se presente almeno in una commissione in mattinata e l’altra nella fascia pomeridiana.

Ora non è più così, perché con la modifica lo stesso Consigliere percepirà un gettone per ognuna delle Commissioni riunitesi nella stessa giornata alle quali ha preso parte: tre gettoni se avrà partecipato a tre Commissioni, 5 se avrà partecipato a 5 Commissioni.

E’ chiaro che in tutto questo il Sindaco non ha ufficialmente voce in capitolo, giacché sono stati gli stessi Consiglieri a decidere e deliberare, come prevede la legge.

Ma è chiaro anche che il Sindaco e gli Assessori possono esercitare una pressione, una “moral suasion”, specialmente in un periodo tanto particolare, contraddistinto da un deficit “monstre” che ha costretto il Comune a fare un piano pluridecennale per azzerare il pregresso, e i cittadini a tirare la cinghia per far fronte alle maggiori imposte, tributi, tariffe.

Da parte dei Consiglieri l’aumento dei gettoni di presenza nelle Commissioni, è stata una decisione scellerata che influisce sulla onorabilità di tutti loro, anche per come si è svolta la riunione, una decisione presa quasi alla chetichella, in una riunione durata poche decine di minuti, durante la quale non è nemmeno stata letta la richiesta propedeutica alla discussione in Consiglio: insomma il Consiglio ha deliberato mettendosi una mano sugli occhi e dicendo “approvo”, e tutti d’accordo, maggioranza e opposizione, con la unica eccezione di Rifondazione Comunista.

Ma quale segnale ha dato questa gente alla popolazione, la maggior parte della quale è in affanno per problemi economici?

E quando il cittadino apprende che tutti, proprio tutti, sono d’accordo ad aumentarsi i gettoni -che a mio avviso, in un Comune con una situazione di bilancio tanto pesante, dovrebbero essere proprio aboliti- cosa deve pensare?

E se pensa che questo modo di fare sia un comportamento privo di morale, forse sbaglia?

Situazione che definire “vergognosa” è poco: io al loro posto mi sarei vergognato.

I cavesi dovranno ricordare i nominativi di questi Consiglieri alle prossime elezioni.

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