Cava de’ Tirreni, debiti del Comune e sindaco Servalli: realtà e favole

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Si rimane esterrefatti nell’ascoltare e vedere il sindaco Servalli nel suo ultimo video in cui parla del debito accumulato dal nostro Comune.

A fronte di un debito di 58 milioni di euro il nostro primo cittadino, con un sorriso inquietante e tutt’altro che rassicurante, garantisce che non ci saranno conseguenze per le tasche dei cavesi. Roba da non crederci, neanche per un attimo. Come se non ci fossero già state delle conseguenze, con l’aumento spropositato delle tariffe lo scorso autunno.

Le vogliamo ricordare giusto per un rapido riepilogo? Parcheggi, asilo nido, mensa e trasporto scolastico, impiantistica sportiva, servizi cimiteriali, matrimoni civili.

Servalli continua nella sua narrazione dei crediti vantati dal Comune, ritenuti tuttora esigibili. Si tratta, a suo dire, di tasse non pagate dai cittadini negli ultimi anni.

Di certo sarà così, ma quella del Sindaco è una favola pericolosa. E’ presto detto. Buona parte di questi crediti molto probabilmente non verranno mai riscossi. Il pericolo piuttosto è che nei prossimi anni questi crediti potranno aumentare, anziché diminuire.

Il motivo? Molto semplice. Il carico fiscale che devono sopportare i cittadini-contribuenti è da tempo troppo alto. La pandemia ha fatto il resto. Nei prossimi mesi poi, anche in conseguenza dei venti di guerra, la nostra economia potrebbe subire pesanti rallentamenti. Con evidenti, ulteriori, gravi ricadute sui redditi delle famiglie.

Nella nostra città, poi, peggio che andar di notte. Molte delle nostre attività commerciali sono già da tempo prossime alla canna del gas. Figurarsi nei prossimi mesi, se non ci sarà un’assai improbabile inversione di tendenza.

In breve, dobbiamo prepararci al peggio. Speriamo solo in termini economici.

Questa la realtà. Drammatica e poco rassicurante. Servalli, invece, continua a minimizzare e a rappresentare una situazione edulcorata. Troppo attenuata e non rispondente affatto all’inesorabile e inequivocabile verità dei numeri del debito comunale.

La conferma che la situazione finanziaria del nostro Comune è gravemente compromessa, viene anche da uno degli annunci fatto da Servalli nell’ultima seduta consiliare. Si tratta del cambio di destinazione d’uso di alcuni immobili di proprietà comunale al fine di poter venderli. E, quindi, realizzare quattrini per tappare i buchi di bilancio.

Tanto per capirci, saranno messi in vendita, da quello che si sa, la Biblioteca comunale, il Municipio Vecchio, ovvero Palazzo Buongiorno. Stessa sorte per Villa Iris all’Annunziata, dove c’era la Comunità di recupero Incontro che ora ospita Casa Nazareth. Pezzi pregiati, insomma, non solo appartamenti popolari e garage.

In pratica, continua la vendita, e ci auguriamo non la svendita, di immobili a più non posso, senza preoccuparsi di depauperare così il patrimonio comunale.

La morale è scontata. Negli anni, i precedenti amministratori comunali hanno portato in dote al nostro Comune non poche proprietà, anche grazie ai lasciti avuti. Oggi, invece, Servalli e soci stanno liquidando il patrimonio comunale. Il nostro patrimonio, quello di tutti i cavesi.

E c’è da preoccuparsi per gli allarmi, per nulla infondati visti i numeri in rosso del bilancio comunale, lanciati in proposito dalle opposizioni.

Peggio ancora se, come sembra, risponderanno, in tutto o solo in parte, alla verità dei fatti le due ultime denunce dell’avvocato Alfonso Senatore. Si tratta di un bel po’ di soldini. La prima, sull’utilizzo dei fondi vincolati relativi ai proventi delle sanzioni stradali. La seconda, su quelli derivanti dal pagamento dei parcheggi nelle strisce blu.

In conclusione, una domanda viene spontanea. Come fa Servalli a mostrare tanta convinzione nel suo disinvolto tentativo di tranquillizzare i cavesi?

Mah, un mistero.

Irresponsabilità? Sciatteria politico-amministrativa? Incapacità di comprendere la realtà della situazione finanziaria del Comune che guida? Semplice propaganda?

Chissà!? Molto probabilmente, però, più che ai cittadini, il sindaco Servalli rivolge il messaggio ai suoi consiglieri comunali. Per così dire, “parlare a nuora, perché suocera intenda”. D’altra parte, sono quelli che poi dovranno votare il piano di riequilibrio. Sono anche quelli che da mesi sono costretti a dare spiegazioni credibili ai propri elettori. Gli stessi che dovranno assumersi la responsabilità politica, amministrativa e contabile di scelte purtroppo sempre più obbligate e impopolari.

In conclusione, Servalli tenta di indorare la pillola. D’altronde, non può fare altrimenti. I consiglieri della sua maggioranza dovranno, tutto sommato, essere convinti nel mettere autonomamente, in un certo qual modo, la loro testa sul ceppo.

Se è corretta la nostra interpretazione, allora dobbiamo complimentarci con il sindaco Servalli per questa sua assai singolare moral suasion.

E poi ci accusano di parlare sempre male del nostro primo cittadino…

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Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte, edita nel 2006, Appunti sul Governo della Città, edita nel 2009, e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso, edita nel 2018, nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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