A colloquio sul futuro della sanità a Cava de’ Tirreni con Luca Pastore di Rifondazione Comunista

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“Noi siamo abituati a parlare con i fatti e non siamo disposti a perdere tempo e a farci coinvolgere in polemiche sterili quanto inutili”

 

Laureato in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali, giornalista pubblicista, presidente della Sezione ANPI di Cava de’ Tirreni e componente del Comitato Politico Provinciale e Regionale di Rifondazione Comunista, Luca Pastore è tra i più attivi politici componente del Gruppo lavoro Sanità di Rifondazione Comunista. Lo abbiamo incontrato per parlare del futuro della sanità nella nostra città.

“Noi non abbiamo lanciato un’idea, abbiamo candidato la nostra città a polo della medicina territoriale”

 

Un mese fa il Circolo Rifondazione Comunista “Francesco Gagliardi” ha lanciato l’idea di realizzare un Ospedale di Comunità per aree distrettuali tra 80.000 e 100.00 abitanti. La prima  domanda che le pongo è questa: lei immagina di poterlo realizzare nella nostra città o rischiamo che un comune viciniore più piccolo ci sfili questa possibilità?

Noi non abbiamo lanciato un’idea, abbiamo candidato la nostra città a polo della medicina territoriale. Un progetto non platonico ma realizzabile perché finanziato dal Recovery fund. Certo non abbiamo molto tempo, se continuiamo a disperdere tempo ed energia in discussioni inutili potremmo perdere questa possibilità.

Ci spiega cos’è un Ospedale di Comunità? In altre parole, cosa lo differenzia dal nostro attuale nosocomio e dall’Umberto I di Nocera?

L’ospedale di comunità è destinato a pazienti con disturbi non gravi o con condizioni cliniche che necessitano di interventi sanitari continui. Una struttura di ricovero breve, intermedia tra l’assistenza domiciliare e quella Ospedaliera. L’ospedale di comunità va a colmare il gap tra i servizi territoriali e quelli ospedalieri, per prendersi cura di tutte quelle persone che non necessitano di un ricovero ospedaliero ma a cui occorre un’assistenza sanitaria che non potrebbero ricevere a domicilio.

E lei pensa che ci siano i fondi necessari e più ancora la forza politica per mettere la nostra realtà comunale al centro dell’attenzione della politica che conta, ovvero quella regionale di De Luca?

Come accennavo prima, la questione economica non è un ostacolo perché i fondi sono previsti nel Recovery fund, chiaramente saranno stanziati solo in presenza di una programmazione credibile. Abbiamo lavorato tanto e abbiamo elaborato un progetto serio ed oculato che permetterà alla nostra città di ritornare al centro dell’attenzione politica. Sappiamo di navigare in acque agitate, ma questo non ci fermerà dal perseguire il nostro obiettivo che è quello di ridare ai nostri cittadini un’assistenza sanitaria organizzata e adeguata ad ogni tipo di problema.

 

“il Recovery fund ci sta dando una possibilità che va colta”

 

Rifondazione ha anche evidenziato che il progetto di una nuova sanità nella nostra città riguarda anche la realizzazione una Casa di Comunità per i pazienti cosiddetti cronici, Una Rete Complessa per l’Assistenza Domiciliare con centrali per telemedicina e una Casa del Parto collegata ai consultori. Non è un libro dei sogni?

Questi non sono sogni, il Recovery fund ci sta dando una possibilità che va colta. Le case di comunità sono una soluzione organizzativa con funzioni di hub di prossimità per le cure primarie, al suo interno ci saranno gli ambulatori dei medici di famiglia, servizi infermieristici, servizi sociali e spazi per l’attività di prevenzioni, tutti questi servizi sono essenziali ma troppo spesso trascurati.

Collegato alla Casa e all’Ospedale di Comunità ci sarà un potenziamento delle strutture tecnologiche e degli strumenti; è previsto un potenziamento del livello di digitalizzazione con un ruolo centrale destinato alla telemedicina. Questo progetto prevede inoltre la realizzazione delle Case del parto, con percorsi di affiancamento personalizzati e collegati ai consultori e la realizzazione dei COT (centri operativi territoriali) che assicureranno il collegamento tra gli ospedali e la rete delle emergenze-urgenze.

Rifondazione è una delle forze di maggioranza che sostengono l’Amministrazione Servalli. Lei crede che oggi, per come si sono messe le cose al Comune sia da un punto di vista politico che finanziario, questa maggioranza ha ancora un futuro e con essa i progetti sulla sanità portati avanti da Rifondazione?

La situazione politica e finanziare del comune non è semplice, inutile negarlo, ma i progetti di Rifondazione Comunista prescindono dalla situazione che viviamo.

Noi siamo abituati a parlare con i fatti e non siamo disposti a perdere tempo e a farci coinvolgere in polemiche sterili quanto inutili. Il tempo degli hospital center è passato e Cava all’epoca perse l’occasione, abbiamo una seconda possibilità per ricostruire la sanità in questo territorio, non possiamo e non dobbiamo perderla.

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