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Lucano rilancia Siher, De Luca affonda: la sinistra tra simboli, piazze e contraddizioni

La proposta di candidare Youssef Siher divide e accende il dibattito: mentre le tensioni di piazza spingono consensi al centrodestra, emerge il nodo vero — trasformare il dissenso in politica per evitare nuovi strappi

Lucano rilancia Siher, De Luca affonda: la sinistra tra simboli, piazze e contraddizioni

Il mitico eurodeputato di Alleanza Verdi e Sinistra Mimmo Lucano ha lanciato la proposta di candidare Youssef Siher alle prossime elezioni. “Sarebbe un simbolo” aggiunge Lucano, sostenendo che Siher è un bravo ragazzo, uno studioso, un politologo. Insomma, in Parlamento non sfigurerebbe, anzi, a suo dire, a sfigurare saranno molti dei deputati del centrodestra.

Non c’è da meravigliarsi più di tanto. A sinistra, specie AVS, sono sempre alla ricerca di qualche bandierina da mettere in campagna elettorale. E’ stato così per Aboubakar Soumahoro, anche se poi è andata a finire male, e per Ilaria Salis dopo le “sue prigioni” in terra d’Ungheria.

Diametralmente opposta, invece, è l’opinione di un altro mitico personaggio: Vincenzo De Luca. Per il sindaco di Salerno “siamo passati da Che Guevara a Youssef. Non ci sono neanche più i rivoluzionari, abbiamo queste mezze pippe”.

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Due considerazioni a questo punto sembrano scontate.

La prima è che le violenze e gli atti di teppismo avvenuti in queste settimane così come l’atteggiamento “comprensivo” di parte della sinistra non fanno altro che portare consensi al centrodestra. Fratelli d’Italia, stando agli ultimi sondaggi, è in risalita consolidando così una ripresa che si registra già da qualche settimana. Dalle ultime rilevazioni emerge chiaramente che se la maggioranza degli intervistati è solidale con le ragioni dei manifestanti, nel contempo non giustificano minimamente la violenza.In altre parole, la maggioranza degli italiani ritiene che le manifestazioni che sfociano nella violenza vadano condannate, non ascoltate.

La seconda considerazione è di segno opposto.  Tralasciando le considerazioni tranchant, sebbene non campate in aria di Vincenzo De Luca, portare Youssef Siher in Parlamento non è affatto un’operazione sbagliata. Parlamentarizzare il dissenso, la protesta, significa far entrare nel circuito delle istituzioni democratiche temi che diversamente resterebbero appannaggio delle piazze. E’ questo il modo migliore per disinnescare i conflitti e lo scontro extra-istituzionale.

In conclusione, Youssef Siher non è Che Guevara, ma è un figlio del nostro tempo. E il Che, con tutto il rispetto, non lo è affatto.

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Foto di Pasquale Petrillo

Pasquale Petrillo

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore…

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