Cava de’ Tirreni, una tesi che racconta l’identità cittadina: la memoria degli Archibugieri SS. Sacramento diventa ricerca accademica
La giovane Stefania Sorrentino discute una tesi che ricostruisce la doppia memoria — storica e leggendaria — della Pergamena Bianca e il ruolo degli Archibugieri SS. Sacramento nella tradizione cavese. Un lavoro che unisce Public History e didattica per portare la storia locale nelle scuole
Sta per essere discussa questa mattina, presso il corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria, la tesi di Stefania Sorrentino dal titolo “Memoria storica di Cava de’ Tirreni attraverso il contributo degli Archibugieri SS. Sacramento”, relatore il prof. Claudio Azzara e correlatore il prof. Giovanni Araldi.
La ricerca ripercorre le radici della memoria cittadina a partire dalla Pergamena Bianca del 1460, concessa da Ferrante d’Aragona ai cavesi per la resistenza all’assedio angioino. Accanto al fatto storico documentato, la tesi analizza la leggenda seicentesca — nata dalla falsificazione dello storico Ottavio Beltrano — secondo cui alcuni cavesi avrebbero salvato il sovrano durante la battaglia di Sarno. Da questa duplice narrazione, reale e mitica, prende forma nel Novecento la Disfida dei Trombonieri, e in particolare il gruppo degli Archibugieri SS. Sacramento, fulcro dell’indagine.
Attraverso l’approccio della Public History e grazie alle interviste ai capitani del sodalizio, Sorrentino mette in luce il valore identitario, comunitario e culturale che questa tradizione continua a rappresentare per Cava de’ Tirreni. Il lavoro si chiude con una proposta didattica per la scuola primaria, ispirata ai modelli di Dewey, Bruner, Vygotskij e Montessori, che mostra come la storia locale — e la storia orale — possa diventare un vero strumento di ricerca per i bambini.
Un contributo che unisce rigore storico, partecipazione comunitaria e innovazione educativa, restituendo centralità a una delle tradizioni più rappresentative della città.


