Pompei, stasera al Klimax “Ceneri ardenti”: nuova raccolta poetica di Elvira Venosi in arte Selvaggia Leone

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Dopo il successo della prima raccolta di poesie d’amore e d’eros, “Rea d’Amore” de Il Quaderno edizioni (2019), la poetessa nocerina Elvira Venosi, dal ruggente pseudonimo Selvaggia Leone, dona ai suoi lettori altre emozioni, ancora più vive e ardenti.

Si intitola “Ceneri ardenti” la sua seconda raccolta lirica, edita dalla stessa casa editrice, introdotta dalla prefazione dello scrittore Pino Imperatore e con analisi psicologica delle liriche e dell’autrice stessa a cura della psicologa e psicoterapeuta dott.ssa Fabiola Esposito.

 

Si tratta di una raccolta di poesie che, come scrive Pino Imperatore, narrano l’Amore vero, l’Amore come dovrebbe sempre essere: totale e totalizzante, privo di filtri e condizioni. E infatti l’autrice scende in campo a viso aperto (scegliendo di mettere letteralmente la sua “faccia” già dalla copertina) per rendere omaggio alle storie d’amore vissute o, anche semplicemente sognate, collocandole nel posto più intimo: il cassetto dei ricordi, dove, seppur terminate, restano ancora vive, ancora “ardenti”.

Strutturalmente la raccolta ripercorre le tre fasi di un incontro amoroso: il “Cercarsi”, in cui domina la ricerca della bellezza dell’anima, superiore a ogni tipo di bellezza estetica; lo “Scoprirsi”, in cui l’autrice toglie qualche velo e, senza freni inibitori, racconta le sue passioni; e il “Mancarsi”, dove il vuoto d’amore per la fine di una storia riesce a riempire i cassetti dei ricordi dell’autrice, la quale si sente comunque grata nei confronti di coloro che le hanno permesso di provare ancora l’illusione dell’amore. Ed è proprio in quest’ultima parte della raccolta che emerge l’importante raggiungimento di nuove consapevolezze da parte di Selvaggia, ma soprattutto di Elvira, che nella sua prima opera, si era definita rea, colpevole di aver amato, vivendo in maniera quasi ossessiva l’abbandono o il rifiuto.

Stasera alle 20:00 al Klimax di Pompei l’autrice si abbandonerà nel reading poetico, accompagnato dal sottofondo musicale del flauto del maestro Andrea Parisi, facendo ardere i suoi versi alle falde del Vesuvio, carica già della lava incandescente del secondo premio appena ricevuto dal Centro Artisti Salernitani, nell’ambito del Concorso Letterario “La Piazzetta” XXII edizione, con una silloge estratta dalla sua nuova pubblicazione e dall’omonimo titolo. 

Lo scrittore Pino Imperatore sottolinea le passioni, la libertà espressiva, la spontaneità e l’anticonformosmo della poetessa, che non si risparmia, non si nasconde, non cerca sotterfugi, ma dice ciò che pensa, si espone, si mette in discussione senza trucchi e finzioni. È raro rintracciare una sincerità simile nella poesia contemporanea, fatta eccezione per Alda Merini. Se nella vita avrete la fortuna di incontrare una persona come Selvaggia, tenetevela ben stretta e non fatele mai del male. Vi regalerà gioie ineguagliabili.”

La dott.ssa Fabiola Esposito, nel definire “Ceneri ardenti” come un orgasmo emotivo che, in quanto tale, ne rende la lettura spasmodica e ansimante, sostiene che la sua “lettura    mantiene l’impegno atteso da colui che lo sceglie anche solo per il titolo, fa estraniare ad ogni verso riconducendoci in un sogno, in uno spazio mentale estraneo a tutto ciò che è mera cognizione, per vivere, verso dopo verso, quanto di più vicino possibile al canto dell’anima di ognuno di noi.”

 Elvira Venosi è una madre, è laureata in Giurisprudenza e lavora come impiegata della Provincia di Salerno, ente al quale renderà omaggio il prossimo venerdì 16 luglio, presentando l’opera presso l’Arco Catalano di Palazzo Pinto di Via Mercanti, Salerno, con la conduzione del giornalista del Corriere della Sera Gabriele Bojano.

 

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