scritto da Pasquale Petrillo - 02 Gennaio 2026 08:55

Strage a Capodanno

Nel rogo di Crans-Montana 47 morti, 115 feriti e 16 italiani ancora dispersi. A Napoli e provincia aumentano i feriti per i botti rispetto allo scorso anno: 57 persone hanno avuto bisogno di cure, tra cui 11 minorenni. A livello nazionale calano invece gli interventi dei vigili del fuoco, mentre Milano registra solo casi lievi

foto Giovanni Armenante

Il devastante incendio di Capodanno in un locale svizzero di Crans-Montana ha causato 47 vittime e 115 feriti, molti in condizioni gravissime. Il ministro Antonio Tajani ha confermato che tra i feriti risultano identificati 13 italiani. Altri 6 sono dispersi. Questo è il fatto più grave e terribile. E purtroppo, straordinariamente tragico e sconvolgente. Il bilancio, per così dire ordinario, del Capodanno 2026 a Napoli e nell’hinterland ha fatto registrare un aumento dei feriti causati da botti e fuochi pirotecnici: 57 persone hanno richiesto cure mediche, contro le 36 dell’anno precedente. In città i feriti sono 42, tra cui 7 minorenni già dimessi, mentre in provincia se ne contano 15, con 4 under 18. Sedici pazienti restano in osservazione, ma nessuno in condizioni critiche. A livello nazionale i vigili del fuoco segnalano 770 interventi legati ai festeggiamenti, in calo rispetto agli 882 dell’anno scorso. Emilia Romagna e Lombardia guidano la classifica delle operazioni, mentre Sardegna e Molise non registrano episodi. A Milano numerosi interventi del 118, ma tutti classificati come codici verdi. Che dire? Non è certo il modo migliore per iniziare il nuovo anno. La tragedia di Crans-Montana è devastante e solleva seri interrogativi sulla sicurezza del locale coinvolto. Quanto al Napoletano, purtroppo, si ripetono le solite, pessime abitudini. Sarebbe auspicabile un modo più civile di festeggiare l’arrivo dell’anno nuovo, ma, a quanto pare, ancora non si riesce a farlo diventare realtà.

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte (2006), Appunti sul Governo della Città (2009), e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso (2018), Il trionfo della mediocrità (2025), nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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