Integrazione scolastica e buon senso
Il dibattito sul tetto agli alunni stranieri richiede pragmatismo e flessibilità. L'integrazione scolastica deve unire il rispetto delle origini all'apprendimento di lingua e cultura italiana
Il numero di alunni di origine straniera nelle classi suscita ancora forti polemiche politiche. Sulla questione viene richiamato anche Sergio Mattarella, che oltre trent’anni fa, da ministro dell’Istruzione, raccomandava di contenerne la presenza in ogni classe. Polemiche che lasciano il tempo che trovano. Piuttosto occorre buon senso e onestà intellettuale da parte di tutti. Un limite alla presenza di studenti stranieri è utile se favorisce una reale integrazione. Una simile misura deve quindi evitare ghettizzazioni e prevedere deroghe dove necessario. La scuola deve sempre accogliere e rimanere il luogo principale di inclusione, con la conoscenza della lingua e della cultura italiana a fare da pilastro. Questo percorso deve avvenire senza discriminazioni e nel rispetto delle identità di origine. Serve approcciarsi al tema con pragmatismo, evitando strumentalizzazioni dannose per il Paese.




