Mozziconi nei parchi, l’allarme di Legambiente
I nuovi dati di Park Litter confermano la presenza massiccia di mozziconi nei parchi italiani. In Campania, nei monitoraggi di Napoli, rappresentano oltre la metà dei rifiuti raccolti. Sarebbe utile conoscere anche la situazione di Cava de’ Tirreni
Sono piccoli rifiuti, spesso quasi invisibili, ma rappresentano una presenza costante negli spazi pubblici: i mozziconi di sigaretta.
A riportare l’attenzione sul fenomeno sono i nuovi dati dell’indagine Park Litter 2026 di Legambiente, diffusi alla vigilia di Puliamo il Mondo, in programma dal 18 al 20 settembre.
Dal 2018 al 2026, nei 610 transetti monitorati nei parchi urbani italiani, Legambiente ha censito e rimosso 94.624 mozziconi, pari al 39,58% dei 239.063 rifiuti complessivamente catalogati.
Un dato significativo, che conferma come i mozziconi costituiscano una delle principali tipologie di rifiuti rinvenute nelle aree verdi urbane.
Numeri nazionali che pongono una domanda anche per Cava de’ Tirreni: qual è la reale presenza di questo tipo di rifiuto sul territorio cittadino?
Conoscere i dati di Cava
Sarebbe interessante capire se esistano già rilevazioni effettuate durante iniziative di pulizia ambientale e volontariato.
Una prima richiesta potrebbe essere rivolta a Legambiente Cava, per verificare l’eventuale disponibilità di dati relativi ai mozziconi raccolti negli anni.
Ma un quadro più completo potrebbe essere costruito coinvolgendo anche il Comune di Cava de’ Tirreni, l’Assessorato all’Ambiente, i gestori dei servizi di igiene urbana, le altre associazioni, le scuole, gli esercizi commerciali e i cittadini.
L’obiettivo non sarebbe soltanto contare i mozziconi, ma capire dove si concentrano, quali aree risultano maggiormente interessate e quali interventi possono essere più efficaci.
Il dato campano
Il tema assume particolare interesse anche alla luce di un recente monitoraggio realizzato da Legambiente Campania in 11 spazi verdi di Napoli e provincia.
Su 822 rifiuti raccolti e catalogati, 431 erano mozziconi di sigaretta, pari al 52,4% del totale.
È un dato che non può essere automaticamente trasferito a Cava de’ Tirreni, perché riguarda un campione diverso. Rappresenta però un elemento territoriale importante e rafforza l’opportunità di verificare quale sia la situazione nelle altre città campane.
Dal Centro Storico alle periferie
Un eventuale monitoraggio cavese non dovrebbe riguardare soltanto i parchi.
I mozziconi possono accumularsi lungo i marciapiedi, nelle piazze, alle fermate dei mezzi pubblici, nei pressi degli esercizi commerciali e nei luoghi maggiormente frequentati.
Particolare attenzione potrebbe essere dedicata al Centro Storico, dove il decoro urbano assume un’importanza particolare per residenti, attività commerciali e visitatori. Ma la rilevazione dovrebbe estendersi anche ai parchi, alle frazioni e alle aree periferiche, così da ottenere una fotografia complessiva della città.
Conoscere la distribuzione del fenomeno potrebbe consentire di valutare interventi mirati, come una maggiore presenza di posacenere e raccoglitori dedicati nei punti più frequentati, oltre a campagne informative e attività di sensibilizzazione.
Educazione prima delle sanzioni
La risposta non può essere affidata soltanto ai controlli.
Serve soprattutto un lavoro di educazione ambientale, capace di spiegare che quello che può sembrare un piccolo gesto individuale, ripetuto migliaia di volte, diventa un problema per l’ambiente e per il decoro urbano.
Scuole, associazioni, commercianti, Comune e gestori dei servizi di igiene urbana potrebbero collaborare a campagne rivolte ai cittadini e, in particolare, a chi fuma.
Anche Puliamo il Mondo può diventare un’occasione per raccogliere rifiuti, ma anche per osservare e classificare ciò che viene trovato, trasformando le attività di volontariato in una fonte di dati utili per future iniziative.
Una fotografia per intervenire meglio
L’obiettivo, dunque, non è lanciare un allarme sulla situazione di Cava senza avere ancora dati specifici.
È esattamente il contrario: raccogliere quei dati per capire quale sia la situazione reale.
A Legambiente Cava si potrebbe chiedere se esistano rilevazioni già effettuate. Al Comune e all’Assessorato all’Ambiente si potrebbe proporre un monitoraggio dedicato, coinvolgendo gli altri soggetti che operano sul territorio.
Solo attraverso una fotografia condivisa sarà possibile capire quali siano le aree più esposte e quali strumenti possano risultare più efficaci: dalla prevenzione alla sensibilizzazione, fino agli eventuali interventi di pulizia e controllo.
Perché anche un mozzicone può raccontare il rapporto di una comunità con i propri spazi comuni.
Dal Centro Storico ai parchi, dalle piazze alle periferie, conoscere il fenomeno è il primo passo per affrontarlo. E la cura della città passa anche da un gesto semplice: non lasciare a terra ciò che può e deve essere conferito correttamente.






