Conte e il nodo Russia
Le parole di Giuseppe Conte sul presunto allarmismo del Pd sulla minaccia russa riaprono una frattura profonda nel campo progressista. La replica di Provenzano conferma la distanza strategica tra M5S e Pd sulla sicurezza europea
Le ultime dichiarazioni di Giuseppe Conte sulla Russia destano più di una preoccupazione. Il leader del M5S accusa il Pd di dare credito a una narrativa allarmistica sulla minaccia russa per giustificare il riarmo, sostenendo che «stanno costruendo una minaccia russa per convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti». Conte avverte inoltre che i progressisti non possono adottare la linea di FdI. Un’impostazione del genere appare sconcertante. La Russia di Putin non è un attore innocuo, ma l’aggressore di un Paese libero, responsabile di bombardamenti e di vittime civili documentate. Ignorarlo significa distorcere la realtà del conflitto. Provenzano, responsabile esteri del Pd, ha replicato con fermezza, ricordando che il sostegno all’Ucraina discende dal principio di legittima difesa sancito dall’articolo 51 dell’Onu. La distanza tra Pd e M5S sulla sicurezza europea è ormai evidente — e tutt’altro che marginale.





