San Valentino, la festa degli innamorati

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foto tratta da Fiera di San Valentino a Bussolengo

Felice giorno dell’amore! Sì, perchè al di là delle distorsioni consumistiche e commerciali che il giorno di San Valentino ha assunto in sè negli ultimi anni, questo è davvero un giorno particolare. E i nostri avi lo sapevano bene. Difatti oggi era la festa pagana che celebrava la fertilità.
Fin dal quarto secolo A. C, il popolo rendeva omaggio al dio Lupercus con un rito al quanto singolare. Gli uomini e le donne partecipavano ad una specie di gioco: ognuno scriveva il proprio nome su foglio e lo deponeva in un’ urna; un bambino, poi, estreva a caso un nome di una donna e di un uomo che avrebbero convissuto insieme in intimità per un anno intero, affinchè il rito della fertilità fosse compiuto. L’anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie. Insomma, potremmo dire che era una riffa dell’amore ante tempo.
I Lupercalia si celebravano dal 13 al 15 febbraio, mese purificatore, in onore del Dio Fauno nella sua accezione di Luperco, protettore del bestiame ovino e caprino dall’attacco dei lupi. Plutarco ne dà una descrizione minuziosa nelle Vite Parallele. I rituali venivano celebrati nella grotta chiamata appunto Lupercale, sul colle romano del Palatino dove, secondo la leggenda, i fondatori di Roma, Romolo e Remo, sarebbero cresciuti allattati da una lupa. Plutarco riferisce che il giorno dei Lupercalia, venivano iniziati due nuovi luperci nella grotta del Lupercale; dopo il sacrificio di capre i due nuovi adepti venivano segnati sulla fronte intingendo il coltello sacrificale nel sangue delle capre appena sacrificate. Il sangue veniva quindi asciugato con lana bianca intinta nel latte di capra, al che i due ragazzi dovevano ridere. Dopo un pasto abbondante, tutti i luperci, compresi i due sorteggiati, dovevano poi correre intorno al colle saltando e colpendo con fruste sia il suolo per favorirne la fertilità sia chiunque incontrassero, ed in particolare le donne, le quali per ottenere la fecondità offrivano volontariamente il ventre.
Con l’avvento del Cristianesimo, alla Chiesa questa pratica parve sporca e primordiale, così decise di fare sostituire il dio Lupercus in un santo, San Valentino. Fu Papa Gelasio, nel 496 D.C., ad annullare la festa pagana decretando che venisse seguito il culto di San Valentino.
San Valentino, nacque a Interamna Nahars, l’attuale Terni, nel 176 d.C., dedicò la vita alla comunità cristiana e alla città di Terni dove infuriavano le persecuzioni contro i seguaci di Gesù. Fu consacrato vescovo della città nel 197 dal Papa San Feliciano, poi divenne il protettore dell’amore in tutto il mondo. È considerato il patrono degli innamorati poiché la leggenda narra che egli fu il primo religioso che celebrò l’unione fra un legionario pagano e una giovane cristiana.
Alla sua diffusione, soprattutto in Francia e in Inghilterra, contribuirono i benedettini, attraverso i loro numerosi monasteri, essendo stati affidatari della basilica di San Valentino a Terni dalla fine della seconda metà del VII secolo.
In tutto il mondo, in questa giornata si è soliti scambiarsi bigliettini, donare fiori e cioccolatini. Ma perché si mangia il cioccolato? In passato il cioccolato era considerato un prodotto molto raffinato e non facilmente reperibile. Era un dono prezioso. Ma ricordiamo anche che è afrodisiaco, dona energia e accende le nostre emozioni positive. Il cioccolato, è perfetto per realizzare una torta o qualche dolcetto per comunicare amore ai nostri cari. Un gusto autentico che regala una coccola golosa.
Ma ci sono anche paesi in cui è proibito festeggiare San Valentino. Non si festeggia in Russia ed in altri stati dell’ex Unione Sovietica di religione ortodossa: i governi hanno vietato questa festività dato che non è prevista nel calendario religioso.

1 commento

  1. 14,02,2918 – By Nino Maiorino – Purtroppo le distorsioni consumistiche hanno invaso tutte le festività annuali, pure quelle più intime e familiari, come da qualche anno io ed altri evidenziamo cercando di far comprendere che alcune di esse andrebbero vissute diversamente, come ad esempio quelle del Natale e della Pasqua, che oramai sono divenute occasioni per cafonaggini incredibili da parte di marmaglie avvinazzate che gironzolano dalle prime ore del mattino per ingozzarsi con porcherie che beneficiano solo bar, friggitorie et similia. Battaglie purtroppo perse in partenza, le cafonaggini imperano, ma non dobbiamo arrenderci. Buon S. Valentino.

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