scritto da Carolina Milite - 03 Ottobre 2026 08:04

San Francesco torna festa nazionale: il 4 ottobre riscopre anche le sue tracce in Campania

Il 4 ottobre torna così a essere una festa nazionale e quest’anno, per una coincidenza significativa, cade nell’ottavo centenario della morte di Francesco

Dopo quasi cinquant’anni, il 4 ottobre torna a essere festa nazionale in Italia. La ricorrenza di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, è stata reintrodotta dalla legge 8 ottobre 2025, n. 151, entrata in vigore il 1° gennaio 2026. Il provvedimento istituisce ufficialmente la festa nazionale di San Francesco d’Assisi e richiama i valori della pace, della fratellanza, della tutela dell’ambiente e della solidarietà.

La festività era stata soppressa nel 1977. Il suo ritorno nel calendario nazionale arriva nell’anno dell’ottavo centenario della morte di Francesco, una figura che da otto secoli continua a superare i confini della devozione religiosa.

San Francesco è infatti uno dei santi più conosciuti e amati nel mondo, ma la sua figura ha assunto nel tempo un valore che va oltre la fede cattolica. La semplicità, la scelta di vivere accanto agli ultimi, il rapporto con la natura e con gli animali, il senso di fraternità e l’attenzione verso l’ambiente sono diventati parte di un patrimonio culturale riconoscibile anche al di fuori della dimensione religiosa.

C’è poi un episodio che, a distanza di otto secoli, continua a essere ricordato come uno dei momenti più significativi della sua vicenda. Nel 1219, durante la Quinta crociata, Francesco arrivò in Egitto e incontrò il sultano al-Malik al-Kamil. Un incontro avvenuto nel pieno di un conflitto e diventato nel tempo uno dei simboli del dialogo tra mondi e religioni differenti.

Ma per ritrovare Francesco non è necessario guardare soltanto alla grande storia. Le sue tracce sono rimaste anche nei territori italiani, dove episodi, tradizioni e luoghi hanno continuato a custodirne la memoria.

In Campania, una delle storie più conosciute è quella di Agropoli, dove la tradizione lega la presenza del Santo alla celebre predica ai pesci. Francesco, secondo il racconto tramandato, avrebbe raggiunto uno scoglio sul mare dopo aver constatato l’indifferenza degli abitanti e avrebbe iniziato a parlare ai pesci, che si sarebbero avvicinati numerosi alla riva.

Al di là della tradizione popolare, la presenza di Francesco ad Agropoli è stata oggetto di ricerche storiche e documentarie. Ed è proprio questo intreccio tra storia e memoria ad aver reso lo scoglio di Agropoli uno dei luoghi campani più fortemente associati alla figura del Santo.

Dalla costa cilentana all’Irpinia, la memoria francescana cambia forma. A Montella, nel convento di San Francesco a Folloni, è custodito il cosiddetto Sacco di San Francesco. Secondo la tradizione, nell’inverno del 1224, mentre i frati erano isolati dalla neve, sarebbe comparso davanti al convento un sacco contenente pane, inviato da Francesco che si trovava in Francia. La storia è rimasta legata al convento per secoli, tanto da diventare parte integrante della sua identità.

La curiosità, questa volta, arriva dalla scienza. Una ricerca archeometrica ha datato il tessuto del sacco tra il 1220 e il 1295 e ha individuato nelle fibre la presenza di ergosterolo, un biomarcatore associato anche alla produzione di pane. Gli stessi ricercatori hanno precisato che i risultati non possono dimostrare il miracolo, ma hanno rilevato una corrispondenza significativa tra la reliquia e la tradizione che la accompagna.

E dalla Campania il racconto torna ad Assisi, attraverso Sessa Aurunca.

Nella Basilica inferiore di San Francesco, infatti, sono rappresentati due momenti di un episodio attribuito al Santo e ambientato proprio a Sessa. La vicenda, raccontata nelle fonti francescane, riguarda un giovane rimasto ucciso nel crollo improvviso di una casa e la preghiera della madre che ne avrebbe invocato il ritorno alla vita. Ma, al di là dell’elemento miracoloso del racconto, ciò che colpisce è che quella storia legata a una città della Terra di Lavoro sia entrata nella grande storia dell’arte francescana e sia stata rappresentata nella Basilica di Assisi.

Sono tracce diverse, legate a territori diversi, ed è attraverso queste storie che si comprende quanto la figura di Francesco abbia attraversato la storia italiana, entrando nella cultura, nell’arte e nella memoria dei luoghi ben oltre la dimensione strettamente religiosa.

Il 4 ottobre torna così a essere una festa nazionale e quest’anno, per una coincidenza significativa, cade nell’ottavo centenario della morte di Francesco. La festività cade però di domenica e quindi, per molti, non comporterà una giornata aggiuntiva di riposo.

Diplomata al liceo classico, ha poi continuato gli studi scegliendo la facoltà di Scienze Politiche. Giornalista pubblicista, affascinata da sempre dal mondo della comunicazione, collabora con la rivista Ulisse online sin dalla sua nascita nel 2014, occupandosi principalmente di cronaca politica e cultura. Ideatrice, curatrice e presentatrice di un web magazine per l'emittente web Radio Polo, ha collaborato anche col blog dell'emittente radiofonica. Collabora assiduamente anche con altre testate giornalistiche online. Nel suo carnet di esperienze: addetto stampa per eventi e festival, presentazione di workshop, presentazioni di libri e di serate a tema culturale, moderatrice in incontri politico-culturali.

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