Per risparmiare… la regola dell’1%

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In questa nuova serie su come risparmiare, suggerimenti tratti da articoli di una rivista economica, parliamo di come risparmiare soldi, pagare meno tasse, tentare di contrastare l’inflazione, tenere i quattrini in banca.

Di questi tempi non sempre si riesce a risparmiare quanto si vorrebbe, e noi italiani, che siamo un popolo di formichine, ne soffriamo; ma probabilmente, seguendo qualche suggerimento, quanto dovremmo riusciamo a contenere i danni.

Una volta esistevano i “salvadanai”, che in un certo periodo, superata la fase dell’immediato dopo guerra e della ricostruzione, venivano regalati anche dalle banche per abituare al risparmio, probabilmente dovremo tornare, in un modo o nell’altro, a quelle abitudini.

Iniziamo con la “regola dell’1%”.

Il caro energia e l’inflazione hanno fortemente diminuito il potere di acquisto degli stipendi, ed è sempre più difficile mettere da parte qualcosa e fine mese anche per coloro che vivono di reddito fisso costante.

Anzi accade che, in periodi di forti stress e preoccupazioni, si facciano spese spesso inutili; se il futuro rappresenta una forte incognita, capita che si ceda all’impulso di acquistare, spinti talvolta da un marketing frastornante, pressante e incontrollato.

La persona si sente appagata per l’acquisto fatto, ma tale sensazione è fugace: solo dopo ci si rende conto di aver acquistato qualcosa di non preventivato e di cui non si aveva bisogno.

Occorre, quindi, tenere sotto controllo l’impulso all’acquisto e non lasciarsi prendere dall’immediato senso di gratifica.

Quindi oggi risparmiare può apparire impossibile, e tanti si domandano se esiste qualche regola, qualche segreto per riuscirci, e probabilmente la regola dell’1% può essere una chance.

Questa regola è stata “inventata” dal “guru” della finanza Glen James, australiano, conduttore del podcast (trasmissione radio via internet) finanziario australiano My Millennial Money, i miei soldi millenari nel 2018.

La sua attuale comunità conta oltre 85.mila persone, interconnesse per incoraggiarsi in vicende di vita, di danaro, di affari, di carriere, ed altro.

Glen James è un consulente finanziario in pensione ed ha avuto molte esperienze nell’aiutare le persone a gestire le proprie risorse finanziarie e promette di evitare spese inutili e risparmiare il più possibile, partendo dal presupposto che, una volta sistemati i soldi, la vita comincerà a sistemarsi di conseguenza.

Il modo in cui funziona la regola dell’1% è veramente semplice: quando si desidera acquistare qualcosa bisogna verificare che il prezzo dell’oggetto, un libro, un vestito, o anche un pezzo d’arredo per la casa, non superi l’1% del proprio stipendio annuo lordo.

Nel caso in cui l’oggetto desiderato superi l’1% bisogna attendere qualche giorno prima di effettuare l’acquisto.

Così si ha il tempo di “raffreddare” l’impulso di comprare solo per gratificazione istantanea, e si avrà il tempo di riflettere se quella spesa è necessaria o se si può farne a meno.

Se si guadagna uno stipendio di 40.000 euro lordi l’anno, il proprio budget massimo per un solo acquisto ammonta a 400 euro; perciò, anche se si è tentati di acquistare il nuovo modello di un cellulare a 800 euro, e non perché quello attuale è rotto,meglio lasciar stare, attendere 24 ore, anche 48 ragionando poi a mente fredda; ma pure se quello attuale è rotto, uno o due giorni di tempo faranno riflettere sulla opportunità di acquistare un prodotto così costoso o se non vale la pena di sceglierne uno più economico.

“Raffreddando” l’istinto a comprare, ci si renderà conto di quanto in realtà quel desiderio sia un bisogno indotto e non reale, e nel caso si riveli “reale” certamente non farà male attendere solo 1 oppure 2 giorni.

In questo modo non solo si ricorderà sempre il proprio budget massimo di spesa, ma a lungo andare ci si renderà conto di tutte le spese “inutili”, iniziando così a risparmiare.

La regola dell’1% è quindi importante non solo perché consente alle persone di individuare e rispettare il proprio budget, impedendo spese inutili e quindi aiutando a risparmiare, ma aiuta a sviluppare anche per la propria “elasticità” mentale: infatti fornisce alle persone una forma mentis orientata a prevenire lo spreco di denaro bloccando l’impulso compulsivo di comprare qualcosa per gratificazione, o in sostituzione di un qualcosa di indefinito a cui molti tendono, pur non sapendo cosa è.

Spesso, a causa degli elevati ritmi lavorativi o di studio o di impegni familiari si può far fatica a ritagliarsi del tempo per sé da poter dedicare a un’attività piacevole, a un proprio hobby: applicando questa regola sarà possibile individuare quelle “finestre temporali” libere da poter impiegare per sé, che siano anche solo 15 minuti: circa l’1% di 24 ore.

Quindi è bene seguirla.

In conclusione, per chi è abituato a riflettere sulle proprie azioni, questa regola sembra la scoperta dell’acqua calda, come il consiglio, dato qualche tempo fa, di cuocere l’acqua con il fuoco spento.

E non sembra che ci voglia un “Guru” della finanza per insegnarla: ma evidentemente se quel Guru ha raccolto intorno a se più di 85.mila persone, buon per loro e, evidentemente, anche per lui.

Arrivederci alla prossima puntata.

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