Pandemia, vaccini e… pavoni

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“Siate seri” suggeriamo ai tecnici e ai politici ai quali è affidato il nostro Paese.

Specialmente in alcune occasioni che, nonostante la serietà del momento che attraversiamo, vengono trasformate in una specie di Circo equestre, in una “kermesse – vistoso apparato folcloristico” indebita, in uno spettacolo assolutamente fuori luogo.

Quando da più parti si implora, anche a gran voce, “serietà”, non si può non essere d’accordo, parchè in questa fase drammatica della pandemia, la quale ormai ci assilla da oltre un anno, e che ad oggi nel nostro paese ha fatto circa 130.mila morti con circa 4.milioni di contagiati conclamati, spettacoli del genere non si possono tollerare.

Specialmente se si tratta delle vaccinazioni, che la quasi totalità della popolazione implora, nella certezza che solo la vaccinazione della intera popolazione possa finalmente porci al riparo dal pericolosissimo virus; con la viva speranza che questa certezza non vada delusa.

E principalmente le massime autorità del paese dovrebbero essere coscienti della drammaticità del momento, ed essere più sobrie nelle esternazioni e nelle manifestazioni collegate, evitando atteggiamenti che sanno solo di spettacolo, certamente fuori luogo.

Diamo atto al Capo del Governo, Mario Draghi, dello stile sobrio ed essenziale che lo distingue, probabilmente derivante anche dal suo carattere algido, che non lo ha mai fatto uscire, almeno fino a questo momento, dai rigidi binari di dire e fare solo le cose essenziali, e dobbiamo anche dare atto che questo comportamento distingue la maggior parte dei suoi collaboratori: purtroppo non tutti, e qualche volta persino qualche tecnico si lascia tentare dalla spettacolarizzazione.

Abbiamo visto, ieri, i filmati di ciò che è accaduto in Emilia Romagna il 9 aprile scorso al centro vaccinale della Fiera di Bologna, visitato dal Generale Francesco Paolo Figliuolo, Commissario straordinario per l’emergenza Covid.19, il quale prima ha incontrato in Regione ìl Presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, l’Assessore alla Sanità Raffaele Dionini, e l’Assessore alla Protezione Civile Irene Priolo; frattanto ad attenderlo nell’Hub vaccinale della Fiera c’erano il Sindaco di Bologna Virginio Merola ed i Direttori Generali delle “Auls – Azienda Unità Sanitaria Locale”, Paolo Bordon, Chiara Gibertoni e Anselmo Campagna.

Intendiamoci, non sembra sconvolgente che il Commissario straordinario nazionale per l’emergenza Covid.19 giri l’Italia per accertarsi che il suo lavoro sia apprezzato e produca risultati; queste sue visite sono pure uno stimolo agli Enti locali affinché si diano da fare.

Ma sinceramente quella specie di parata in grande stile per la visita ad un Hub vaccinale ci è sembrata una grande arlecchinata, con tanto di nastro da tagliare, codazzi di cavalier serventi e portaborse: mancavano solo la Banda dei Carabinieri e la Fanfara dei Bersaglieri, e magari le esibizioni della pattuglia aerea delle Frecce Tricolori, e lo spettacolo sarebbe stato al top!

E al diavolo giornalisti e cineoperatori mobilitati per chiedere come stiano andando le cose, e che stavano per rimanere con tanto di naso quando, terminato il solito predicozzo del “grande capo”, con ennesima ripetizione di notizie rassicuranti sulla assoluta innocuità dei vaccini e  con relativo elogio alla efficienza Emiliana, si stava rapidamente allontanato, seguito dal consueto codazzo, fingendo di non sentire i giornalisti che lo attorniavano; però gli è andata male, perché si è accorto che un cineoperatore stava filmando quella sua fuga e ha immediatamente cambiato atteggiamento e si è “concesso” a qualche risposta, non dimenticando di elogiare anche la stampa per l’indispensabile ruolo: solite chiacchiere inutili.

Confessiamo che probabilmente qualche risentimento nei confronti del personaggio lo abbiamo, da quando in una trasmissione televisiva si presentò in grande uniforme con una sfilza di mostrine e medaglie al petto; ora sembra che almeno da questo punto di vista sia diventato più sobrio, solo la tuta militare e l’immancabile penna alpina sul cappelluccio.

Ma non sembra aver smesso di pavoneggiarsi, di ostentare compiacimento di sé, di darsi arie disalvatore della patria.

Per correttezza non possiamo negare che da quando il Generale Figliuolo ha preso in mano le redini del comparto le cose stiano andando meglio, il piglio e il decisionismo militare fanno non solo effetto ma danno certamente risultati, anche se sembra che le 500.mila dose di vaccini da somministrare quotidianamente siano, al momento, solo una più illusione.

Può darsi che questo non dipenda da lui, ma da una serie di motivi, non ultimo l’affanno delle case farmaceutiche nei produrre il numero di vaccini richiesti; ed è per tutto ciò che un comportamento più defilato non guasterebbe.

Diverso l’approccio del politici, primo fra tutti il Presidente Bonaccini, il quale si è concesso ai giornalisti ma ancora di più alla popolazione, intrattenendosi anche con una persona anziana la quale si era presentata alla manifestazione per esporre al Generale Figliuolo il suo caso personale, la vaccinazione della figlia disabile: e in verità Bonaccini non solo gli ha parlato, ma ha anche risolto quasi immediatamente il problema tant’è che qualche giorno dopo è stato messo in rete il filmato della ragazza che si stata vaccinando.

Populismo e semina elettorale?

Può darsi, ma la popolazione ha bisogno anche di ciò, specialmente in questo triste periodo, che richiede costante incoraggiamento e trasmissione di pillole di fiducia.

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