Lasciatemi sfogare…

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Ricordo una vecchia canzone, “Lasciami cantare”, cantata da un complesso musicale poco noto chiamato “L’Orchestra Bagutti”.

Mi vien di citarla perché la crisi esistenziale provocata dalla pandemia, accompagnata da altre crisi esistenziali collegate o meno, ci ha fatto perdere il gusto di goderci quelle pochissime gioie che ancora la vita ci riserva, e per noi cronisti quella principale di scrivere un bel pezzo, che soddisfi principalmente noi e poi, speriamo, i lettori.

Tanti sono gli argomenti, a cominciare proprio dalla Pandemia sulla quale quotidianamente ci martellano esperti di tutti i generi, ad iniziare da quelli veri, Bassetti, Locatelli, Gallo, Di Capua, Crisanti, e tanti altri che tanto esperti non sembrano.

E fino a quando si tratta professionisti, nulla da dire, ci arricchiscono, pure deprimendoci, perché siamo comunque assetati di sapere, di aggiornarci, in un continuo auto-esaminarci per renderci conto se i nostri comportamenti sono tutelanti per noi stessi, i nostri familiari e le persone che ci circondano.

Certamente non è facile distaccarci da tutto ciò, ma dobbiamo farcene una ragione, cercando di non prenderne una malattia, e di distogliere qualche volta il pensiero per poterci dedicare, appunto, a cosa diverse, come, per noi lo scrivere.

E non è facile: prendiamo, ad esempio, il programma Non è l’Arena di Massimo Giletti, uno dei più seguiti la domenica sera, il quale da settimane sta battagliando in merito ad fantasmagorico “Piano Pandemico”, sul quale si è creato un aspro scontro a livello europeo, con ricadute sul sistema sanitario nazionale e, alla fine, sul Ministro Speranza.

A livello europeo lo scontro è tra il Prof. Ranieri Guerra, ex direttore generale dell’Ufficio Prevenzioni del nostro Ministero della Salute, attualmente Direttore Vicario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, quindi non l’ultima ruota del carro, ma un professionista di primo piano a livello mondiale, il quale è entrato in rotta di collisione con uno dei suoi collaboratori, Francesco Zambon, docente di Filologia romanza presso l’Università di Trento, appassionato di Allergologia.

Zambon è laureato in lettere e filosofia, area scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche, ed è Professore ordinario presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Trento.
Non ho ben capito cosa ci facesse Zambon in un organismo come l’OMS, nel quale si suppone ci siano solo alti specialisti in materia sanitaria; l’ho chiesto a Giletti, spero che mi risponda: se non lo farà, mi dispiacerà, e lo tempesterò di messaggi.

Ma in attesa di ciò, e di vedere come andrà a finire la diatriba sul mancato aggiornamento del “Piano pandemico” qui da noi, che sarebbe stato responsabile di un eccesso di contagi e di decessi, non è peregrino interrogarsi sul ruolo dell’attuale Ministro della Salute Roberto Speranza il quale in proposito sembra orientato all’ermetismo e al silenzio.

Più volte chiamato in causa da Giletti, non ha ritenuto di partecipare alla trasmissione né di fornire una risposta, tant’è che Giletti si è arrabbiato: “noi facciamo il nostro mestiere, facciamo domande” ha detto, alle quali chi è senza macchia dovrebbe dare risposte.

In verità, il Ministro Speranza, non ha mai risposto a domande precise sul Piano pandemico, sembra non lo abbia fatto nemmeno alla Magistratura di Bergamo che lo ha interrogato sull’eccesso di contagi e decessi in quella città nella primavera scorsa.
E nemmeno Brusaferro, oggi portavoce del CTS – Comitato Tecnico Scientifico del Ministero della Salute, ha saputo fornire spiegazioni.
Che il “Piano” esistesse sembra un fatto certo, ma è altrettanto certo che è improvvisamente scomparso, che abbia preso il volo, e questo richiama alla memoria un’altra antica canzone, “Vola colomba bianca vola” che Nilla Pizzi portò al successo al Festival di Sanremo nel 1952.

Insomma, non si capisce come il “Piano” sia improvvisamente sparito, se fosse o meno aggiornato, se il Ministro Speranza ne fosse a conoscenza oppure no.
Perché se lo era, e sapeva che non era aggiornato, avrebbe dovuto farlo aggiornare, e se non lo ha fatto è stato poco previdente.
Se invece non ne sapeva niente, c’è una responsabilità politica ancora maggiore.
E giacché il “Piano” è sparito, la posizione del Ministro Speranza si aggrava.
In ogni caso l’unica soluzione possibile sembrano essere le sue dimissioni: il suo comportamento somiglia molto a quello dell’ex Guardasigilli Alfonso Bonafede, che non ha mai chiarito cosa sia successo per la nomina del Responsabile del DAP – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, prima proposta al Giudice Di Matteo e poi negategliela.
E anche quella inchiesta fu merito di Giletti e del suo programma “Non è l’Arena”.

Come le ciliegie a primavera
Come appare evidente, gli argomenti si rincorrono, sembrano appetibili come le ciliegie a primavera, una ne mangi e l’altra ti tenta, e così vai avanti fino a quando non hai terminato il cestino; e questo è un bell’esercizio per chi scrive, si fa tentare come dalle ciliegie, gli argomenti si susseguono a ritmo serrato, e non si riesce a porre un freno.
E se questo non vuol dire essere diventati schiavi della pandemia e degli annessi e connessi, qualcuno sa dirmi come chiamarlo?
E così mi sono in parte sfogato.

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