L’albero ritrovato

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“… Era perduto ed è stato ritrovato…” diceva il padre del Figliol Prodigo nella parabola evangelica; non trovo espressione migliore per dare il benvenuto al rinnovato albero natalizio cavese che ho voluto vedere illuminato domenica sera “di persona personalmente”, per dirlo alla Camilleri.

Bello, sobrio ed elegante: e lo dico non per scusarmi dei precedenti commenti negativi espressi sull’accaduto, sui quali torno tra poco, ma solo per dovere di coscienza, avendo ricevuto in mattinata una critica abbastanza piccata da chi si è sentito il responsabile della vicenda, alquanto amareggiato per quello che ho scritto.

Tanto più bello rispetto a quello montato fino alle precedenti festività, il cono verde rovesciato che ho sempre criticato; per me rimane brutto pure se è lo stesso montato a Sorrento: evidentemente lì sembra meno brutto e invasivo perché è al centro della grande Piazza Torquato Tasso, mentre qui a Cava invadeva Piazza Duomo e Corso Umberto.

Sulla vicenda di quest’albero devo tornare per due motivi, prima di tutto per complimentarmi con chi l’ha scelto, ma anche per la correttezza che deve distinguere i cronisti seri e obiettivi dai critici a prescindere.

Torniamo ai fatti.

Già inizialmente avevo espresso il mio apprezzamento per il fatto che l’albero fosse stato fatto, giacché in un primo momento sembrava che il Sindaco non lo volesse per doveroso rispetto dei tanti cittadini cavesi deceduti per il Covid-19 e del lutto che ha colpito l’intera comunità.

Poi si è convinto per dare un segno di continuità e di speranza per il futuro, e bene ha fatto: purtroppo ha deciso in ritardo.

Tanti furono i commenti positivi e negativi sul nuovo albero, con i quali vennero invasi i social, molti scherzosi, qualcuno non benevolo, sui quali inizialmente tutti sorvolammo.

E sarebbe stato preferibile che anche il Sindaco avesse sorvolato; ma con la sua dichiarazione del 10 dicembre suscitò il malumore generale.

Sulla stessa ho espresso le mie perplessità in quanto non solo ha dato ragione ai dileggiatori, facendo intendere che senza le loro critiche nessuno si sarebbe accolto di nulla, ma ha dato origine ad una polemica che certamente sarebbe stata evitata.

L’affermazione che quello montato fosse diverso da quello commissionato ha suscitato non poche perplessità in quanto se, una volta montato, fosse stata subito constatata la difformità, avrebbe dovuto essere immediatamente rimosso e rimandato al mittente per le modifiche, sarebbe stata la cosa migliore. Invece, venne montato, illuminato, e rimase al suo posto per due giorni.

Questo ha fatto supporre che nessuno del Comune fosse stato presente al montaggio, cosa che è stata categoricamente smentita dal mio piccato interlocutore e non ho motivo di dubitarne per la serietà della persona; ma ribadisco la mia convinzione che doveva essere restituito all’istante.

La curiosità di conoscere lo svolgimento dei fatti ha portato a scartabellare tra i documenti pubblicati sul sito istituzionale e, quindi, alla delibera dirigenziale che spiega chiaramente il difficoltoso parto.

E cioè che se n’è occupato il Dirigente del Settore Lavori Pubblici, Manutenzione e Patrimonio, il quale, al via libera del Sindaco, ha tentato di fare una gara tra diverse ditte, ma nessuna si è dichiarata disponibile ad eccezione della ditta De Filippo srl di Mercato San Severino alla quale è stato dato l’appalto per la fornitura e montaggio dell’albero e per la installazione di stelle luminose sulla facciata delle chiese cittadine: il tutto con una spesa euro 30.mila, iva inclusa. Tutto questo è scritto nella Determina 713 del 15.11.2020.

Il costo è sembrato eccessivo, 30.mila euro non sono noccioline, in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando mi sembra quantomeno inopportuno spendere in questo modo il denaro pubblico; parte di quei fondi avrebbero potuto essere destinati all’aiuto di chi fa fatica a tirare avanti e talvolta è in condizione di non poter comprare il cibo quotidiano.

Non credo inopportuno il paragone con l’albero di Natale appena montato in Piazza Venezia a Roma, che è costato 140.mila euro, trasporto da Varese, montaggio e allestimento inclusi,  pure se per dimensioni non è paragonabile a quello di Cava; il confronto conferma che il costo del nostro sembra esagerato, almeno per la nostra realtà; non si sa quanto sia costato quello di Salerno, ci dicono  molto di più, ma questo non significa gran che.

E’ doveroso, infine, prendere atto che, in base alle informazioni del Dirigente responsabile dell’appalto, non solo le modifiche apportate saranno totalmente a carico della ditta, ma non è escluso che il prezzo che sarà pagato potrebbe essere notevolmente inferiore a quello convenuto, anche per il danno di immagine che la vicenda ha provocato alla città.

Restiamo in attesa della conclusione della vicenda per renderne conto ai nostri fedeli lettori.

1 commento

  1. 15.12.2020 – By Nino Naiorino – Ho appena letto un articolo sull’albero natalizio montato a Nocera Inferiore, costato quanto il nostro; ritengo che quello cavese sia molto più bello ed elegante.

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