La stampa vittima del conflitto Russia – Ucraina

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Al conflitto tra la Russia e l’Ucraina anche la stampa internazionale sta dando il suo contributo, non solo in termini di impegno sui campi di battaglia per divulgare al mondo gli orrori che questa “guerra lampo” sta facendo, ma anche in termini di vite umane.

Se sui vari scenari di guerra non ci fossero gli inviati dei giornali e dei social-media a filmare e a raccontare ciò che sta succedendo, il mondo intero conoscerebbe solo parte della verità, basandosi su ciò che dicono i due belligeranti; la presenza degli inviati fa conoscere altri aspetti che diversamente resterebbero ignoti.

Purtroppo, però, questo comporta notevoli rischi anche per i nostri colleghi e finora sono state sei le vittime di questa guerra.

Queste sono le sei vittime:

(1) L’ultima in ordine di tempo, è Oksana Baulina, del sito indipendente The Insider, uccisa durante il bombardamento di un centro commerciale nel distretto di Podolsky mentre filmava la distruzione provocata dal lancio di razzi russi. The Insider è una Community di “consumatori influenti”, come amano definirsi, che si scambiano opinioni tramite social-media e lo stanno facendo anche in occasione di questo conflitto per denunciarne la barbarie.

(2) L’Unione Nazionale dei Giornalisti dell’Ucraina (NUJU) ha confermato oggi che il giornalista ucraino Viktor Dedov è morto l’11 marzo a Mariupol a causa del bombardamento del suo appartamento. La Federazione europea dei giornalisti (EFJ) nel porgere le sue condoglianze alla famiglia e agli amici del giornalista, chiede ancora una volta all’occupante russo di fermare i bombardamenti di obiettivi civili in Ucraina. Viktor Dedov era uno degli operatori più importanti della stazione televisiva ucraina Sigma-TV. Era a casa quando due bombe hanno colpito il suo appartamento. La famiglia non ha potuto nemmeno seppellirlo perché un’altra granata ha provocato un incendio nella casa quattro giorni dopo le prime esplosioni.  Viktor Dedov è il quinto giornalista a perdere la vita a causa dell’invasione russa dell’Ucraina.

(3) Yevheniy Sakun, cameraman ucraino di Live-Tv ucciso il 1 marzo durante un attacco missilistico alla torre della TV a Kiev.

(4) Brent Renaud, giornalista statunitense ucciso da colpi di arma da fuoco a Irpin, il 13 marzo. Ex giornalista americano 51.enne del New York Times era esperto di documentari, pluripremiato produttore televisivo e programmatore cinematografico, veterano e grande esperto di servizi di guerra. Sembra sia stato ammazzato da un soldato russo mentre filmava, a una ventina di chilometri da Kiew, una colonna formata da donne e bambini in fuga dalle bombe russe. Si sospetta che sia stato proprio questo il motivo per il quale i russi lo abbiano ammazzato. A seguito della morte di Renaud, nel mentre la Casa Bianca ha espresso tutto il suo disappunto per quella che considera una esecuzione in piena regola, minacciando ritorsioni, il sindaco di Irpin ha deciso di bloccare da quel momento l’accesso in città a tutti i giornalisti per motivi di sicurezza.

 (5) Pierre Zakrzewski, operatore di Fox News, il 55enne cameraman irlandese della Fox, volto molto noto e amato, è stato ammazzato il 14 marzo da una raffica di proiettili mentre era in macchina a Horenka insieme al giornalista e corrispondente di Fox News Benjamin Hall, il quale è in condizioni gravi in ospedale ed ha già perso una gamba.

(6) La sesta giornalista ammazzata è Oleksandra “Sasha” Kuvshynova, ucraina, uccisa il 14 marzo pure a Horenka, nella stessa sparatoria durante la quale ha perso la vita Pierre Zakrezewski; nonostante la sua giovane età, era anch’essa giornalista esperta e appassionata, che l’ha portata a lavorare con un team di Fox News, e svolgeva il suo servizio per la tv ucraina. Sasha si impegnava anche ad aiutare gli altri, in particolare coloro che avevano sofferto dall’inizio della guerra. Aveva fondato anche una organizzazione, chiamata ua.life.delivery , che era uno dei punto di riferimento dei volontari da tutta Kiev per fornire aiuti umanitari a cittadini, organizzazioni mediche e soldati.

Oleksandra “Sasha” Kuvshynova, qualche settimana prima della morte, aveva pubblicato sulla sua pagina FB questa poesia:

Intermezzo – Questa volta, quando c’è solo un tocco tra di noi, vedo il cielo davanti. Non ci sono parole per te, ho migliaia di vite, per contare i passi che farò per noi. Mi tengo stretto ogni momento il tuo sorriso. Tra il mio cuore e il mattino i secondi ardono furiosamente. Il mio cuore è caldo, la consonanza suona.

Giovane, entusiasta e appassionata.

Riposi in pace insieme ai colleghi vittime, come lei, di questa tragedia.

 

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