Il M5S tra esplosioni e implosioni

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Dal Caso Grillo e il figlio stupratore allo stallo di Conte per la rifondazione del Movimento

Sembra che, tra le intemperanze di Grillo, le presunte violenze sessuali a due ragazze da parte del figlio Ciro e compagni, il boicottaggio di Roberto Casaleggio, Giuseppe Conte, che si è assunto l’onore e il grande onere di rifondare il Movimento, sia come i capponi di Renzo, o, peggio, un vaso di terracotta, costretto a viaggiar in compagnia di molti vasi di ferro, e rischi di andare improvvisamente in frantumi.

Ma prima di addentrarci nel discorso su ciò che sta accadendo al M5S è il caso di ricordare i risultati delle elezioni politiche del 2018 e confrontarli con le previsioni aggiornate al 13 maggio 2021: 

ELEZ.2018 ELEZ.2018 SONDAGGI
 CAMERA  SENATO  13.5.2021
LEGA 17,37 17,62 22,8
FDI 4,35 4,26 18,9
PD 19,72 19,12 19,8
M5S 32,66 32,21 16,4
FI 14,01 14,42 6,2

 

Quindi è più che fondata la previsione che, dopo l’intemperanza di Grillo, Conte fallirà: e senza Conte il M5S continuerà a calare e se oggi è al 4° posto è possibile che, considerato che non esiste un leader alternativo, i grillini continueranno a perdere terreno.

Il solo partito vincente, oggi, è FdI Giorgia Meloni, che dal 4,3% alle politiche 2018, oggi i sondaggi lo danno al 18,9%.

Il PD sembra stabile, unico vero perdente è FI di Berlusconi che dal 14% è crollato al 6,2%.

Comunque al top si colloca la Lega di Salvini che, sebbene in costante calo, è in cima alla lista col 22,8%. Ma mentre la Lega, camaleonticamente, sembra aver cambiato pelle, o forse ha solo cambiato casacca, il M5S sembra in procinto di implodere.

E chi pensa che molto probabilmente il fatto che le elezioni, grazie alla ferrea direttiva di Mattarella e alla disponibilità di Draghi, siano state scongiurate anche per il timore che i partiti dalle stesse sarebbero usciti molto ridimensionati, probabilmente non sbaglia.

Ma a Conte comunque un errore di tattica lo si deve addebitare, perché al momento opportuno ha taciuto su un fatto di estrema gravità, che ci riporta proprio alla vicenda del presunto stupro delle due ragazze, e del farneticante video che, il 19 aprile scorso, il Comico ideatore e fondatore del M5S ha improvvidamente divulgato tramite tutti i media.

Da quel farneticare Conte avrebbe fatto bene a prendere immediatamente le distanze, fissando in tal modo una netta demarcazione tra Grillo e il Movimento che sta cercando di costruire, e avrebbe preso due piccioni con una fava: mettere fuori gioco definitivamente Grillo, che oggi costituisce una palla al piede per tutti, e far capire alla gente che il partito che egli tenta di rifondare non ha nulla a che vedere con l’ex M5S il quale, anche per l’effetto Grillo, è sulla china della implosione.

Come è stato argutamente osservato qualche mese fa proprio su questo giornale, i casi di figli di personaggi politici o di Governo coinvolti in azioni giudiziarie non mancano, ma non si era mai giunti a sceneggiate di questa portata; è vero che “ ‘e figlie so’ piezz’ ‘e core”, ma spesso sono pure pezzi …di altro genere.

Quello che accadde la notte tra il 15 e il 16 luglio 2019 è ormai noto, ampiamente lo hanno riferito tutte le TV pubbliche e private, ed è stato pure oggetto di disquisizioni e commenti in tanti talk-show, spesso a sproposito.

Due ragazze di 19 e 24 anni, in vacanze in Sardegna, la prima italo-svedese, le cui iniziali sono S.J., chiamata Silvia, e la seconda, R.M., chiamata Roberta per comprensibile riservatezza, sarebbero state ripetutamente vittime di violenza di gruppo da parte di Ciro Grillo e tre amici, nella villa di Cala di Volpe di proprietà del comico genovese. La seconda sarebbe stata violentata mentre era in stato di totale incoscienza, dormiva, e solo dopo avrebbe messo a fuoco ciò che era accaduto.

Molte scene di quello che è accaduto sono state filmate dagli stessi giovani che poi hanno divulgato i filmati, tra l’altro risultati veritieri nel corso delle indagini avviate solo una settimana dopo, quando una delle ragazze ha avuto il coraggio di denunziare l’accaduto.

La serata era iniziata nella nota discoteca Billionaire di Flavio Briatore, un locale certamente non alla portata di tutti, segno che anche le ragazze avevano una discreta disponibilità finanziaria; quella sera conoscono i quattro amici, fanno comunella, dividono le spese dello champagne, si divertono, probabilmente le bollicine portano tutti su di giri, non tengono conto dell’orologio; quando le due vogliono ritirarsi non trovano un taxi, il quartetto si offre di ospitarle nella villa di Grillo, le due accettano, ed è lì che vengono commesse le violenze, ripetutamente e fino alla metà della giornata successiva.

Non è escluso che inizialmente le due ragazze non si siano opposte agli approcci dei giovani, ma è importante leggere una nota legale che spiega bene ciò che si definisce violenza.

Da “La legge per tutti” riportiamo questo trafiletto: “Affinché non vi sia violenza sessuale è necessario che il rapporto sia voluto dal primo all’ultimo attimo. Un “no” dell’ultimo minuto potrebbe far scattare lo stupro, benché i preliminari siano stati consenzienti. È bene saperlo se non si vuol rischiare una successiva denuncia”.

“Attenzione -prosegue la nota- perché il dissenso potrebbe anche essere tacito: in un clima di paura per la propria incolumità, ad esempio, la vittima potrebbe essere indotta ad accettare le avances solo per evitare conseguenze peggiori. Potrebbe allora risultare difficile, per chi è preso dalla foga e dall’eccitazione, capire quando non è stupro. Alcune pronunce della Cassazione tuttavia possono costituire un valido fanale per far luce su questo spinoso argomento e comprendere quali sono i confini del reato di violenza sessuale”.

Per obiettività è anche il caso di evidenziare che, probabilmente per la incertezza nella puntuale ricostruzione dei fatti, le indagini sono durate oltre un anno, i risultati della Procura sono stati formalizzati solo a novembre scorso, tempo abbastanza lungo che fa comprendere come siano state difficoltose, il che fa pensare che gli stessi inquirenti abbiano avuto qualche problema. Ma la cosa non è ancora conclusa perché i difensori dei giovani hanno chiesto altro tempo per ulteriori indagini di parte.

Ma tutto questo non può giustificare in nessun modo la farneticante recriminazione di Benne Grillo, giunta al punto di offrirsi lui stesso al posto del figlio agli inquirenti, quasi che una azione penalmente rilevante potesse trasferirsi ad un altro soggetto.

Una delle accuse di Grillo alle ragazze è che la denuncia sia stata presentata qualche giorno dopo, ma Grillo ignora che la legge prevede che possono trascorrere fino a sei mesi, perché una violenza non è come una indigestione, la metabolizzazione è lenta e difficile, ed è per questo che la legge oggi concede fino a sei mesi per denunziarla. Grillo finge di ignorare anche che in altri paesi democratici, come gli Usa, le denunce di violenze subite dalla donne vengono fatte anche a distanza di decenni, e sono sempre state accolte, spesso mettendo alla gogna, anche dopo decenni, i violentatori.

Ma Grillo è andato anche oltre, chiedendo una perizia delle ragazze violentate; una cosa che non sta né in cielo né in terra, segno evidente che ormai non connette più, ha perso i lumi della ragione, si è ormai messo fuori gioco, nell’imbarazzo dei big del Movimento, e non solo di Conte.

Secondo tanti penalisti, è prassi consolidata quella di denigrare, da parte dei violentatori, le donne oltraggiate, mentre sarebbe più umano, oltre che logico, credere sempre alle vittime, come ha scritto anche Dacia Maraini, fino a prova contraria.

E una delle cose che pure imbarazzano è stata la levata di scudi contro l’Avv. Giulia Buongiorno, Senatrice della Lega, ex Ministra dell’ultimo Governo Conte, da sempre impegnata nella difesa delle donne vittime di violenza, la quale sarebbe colpevole di aver accettato di difendere le due ragazza. La Buongiorno ha dichiarato: “Il tentativo di fare spettacolo sulla pelle altrui è una farsa ripugnante. Cercare di trascinare la vittima sul banco degli imputati, cercare di sminuire e ridicolizzare il dolore, la disperazione e l’angoscia della vittima e dei suoi cari sono strategie misere e già viste, che non hanno nemmeno il pregio dell’’inedito’.

La levata di scudi contro la Buongiorno è ulteriore gaffe che contribuisce alla implosione del movimento grillino.

Ormai per come sono messe le cose, è più che probabile che anche Conte sia tagliato fuori, e non si sa quale sarà il destino del M5S.

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