Cashback e Lotteria degli scontrini: verità, falsità e rischi

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Una premessa è obbligatoria, i due sistemi, ovvero Cashback e Lotteria, tendono ad invogliare ad acquistare solo con pagamenti tracciati, e sono finalizzati da un lato ad incrementare gli acquisti a sostegno della economia del paese fortemente penalizzata dalla crisi derivante dalla perdurante pandemia, ma anche ad arginare l’evasione fiscale che con il pagamento contante è molto più facile; a chi non è capitato di ricevere, più o meno consenziente, uno scontrino fiscale d’importo inferiore al prezzo pagato?

Insomma, con i due sistemi il Governo vuol prendere i classici due piccioni con una fava!

Però “Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”, dice un vecchio proverbio, e, come in tanti altri casi, anche sul tanto decantato e reclamizzato “Cashback è opportuno ricordarlo.

Il sistema non è stato inventato ora, già esisteva da anni, e si configurava nella organizzazione di una specie di consorzio, come un centro commerciale, al quale partecipava un determinato numero di esercenti i quali, ad ogni acquisto, rilasciavano una carta fedeltà sulla quale si accumulavano punti spendibili presso tutti gli esercenti aderenti.

La modifica apportata attualmente non à altro che un perfezionamento del vecchio sistema, nel senso che molti più esercenti hanno aderito alle vaie “piattaforme”, ora diventate virtuali, quindi la platea di esercenti si è notevolmente ampliata.

Però, l’adesione comporta rilevanti rischi.

Proprio negli ultimi giorni mi è capitato di incorrere in una disavventura derivante dalla mia fiducia, probabilmente eccessiva, nelle istituzioni, pubbliche e private, che ti invogliano a fare cose per le quali, poi, puoi pagare conseguenze che ti portano a impelagarti in difficoltose diatribe per evitare danni.

Avendo bisogno di un “pulsiossimetro”, un apparecchietto che, applicato a un dito, misura la quantità di ossigeno nel sangue; interrogando Google mi è balzata agli occhi la pubblicità di Amazon, il grosso venditore on-line di quasi tutto; su quel sito, in passato, ho acquistato qualcosa, senza problemi. Questa volta mi è andata male, non tanto per l’apparecchietto in se stesso, che funziona, ma per due motivi: ho scoperto che avrei potuto comprarlo qui a Cava, con la differenza di un euro; ma ho pure scoperto che Amazon ha riutilizzato i miei codici per farmelo pagare più volte.

Infatti, quando si acquista on-line, il venditore chiede di essere pagato in anticipo, mediante carta di credito o altro sistema di pagamento, io ho preferito indicare la carta bancomat perché è controllabile all’istante l’importo addebitato, invece con la carta di credito si attende circa un mese per rilevarlo dall’estratto conto dello stessa.

Purtroppo male ho fatto perché Amazon ha memorizzato i miei codici e, pure spedendomi un solo apparecchio, mi ha più volte addebitata la stessa partita.

Per evitare ulteriori problemi ho dovuto bloccare la carta bancomat e denunziare ai Carabinieri l’accaduto, configurando una truffa.

Tornando al tanto decantato cashback (restituzione, rimborso), c’è l’obbligo non solo di aderire, tramite uno degli organizzatori del sistema, ve ne sono diversi, ma di rilasciare anche le indicazioni dei metodi di pagamento e le coordinate bancarie del conto sul quale desideri che ti venga accreditato il rimborso.

Praticamente si comunicano ad una organizzazione privata dati sensibili che non dovrebbero essere mai, ripeto mai, segnalati a chicchessia: la mia esperienza con Amazon lo conferma.

Peraltro il rimborso delle spese effettuate, con un massimo di 150,00 euro, è sottoposto ad una serie di condizioni, non acquistare on-line, e questo è logico perché si vuole incentivare l’acquisto presso gli esercenti, procedere ad un numero minimo di acquisti, eccetera.

E anche per la mia recente disavventura, ho deciso di non aderire.

Detto questo passiamo alla pure tanto pubblicizzata “Lotteria degli scontrini”, introdotta dal nostro Governo, gestita dall’Agenzia delle Entrate, per la quale il discorso è del tutto diverso.

Confermata dalla Legge di bilancio 2021, entrerà in vigore il prossimo 1° gennaio, non è obbligatoria la partecipazione, né per i clienti, né per gli esercenti, ma in tal caso i clienti possono segnalarlo all’Agenzia delle Entrate.

In sostanza è una lotteria controllata direttamente dallo Stato, una lotteria sul consumo, come l’hanno definita, con settimanali, mensili e annuali, e punta sul conflitto d’interessi tra consumatori e commercianti, tendenzialmente orientati ai pagamenti in contanti.

Quindi per poter partecipare i pagamenti dovranno essere effettuati solo con carta di credito o carta bancomat.

Settimanalmente ci saranno 15 estrazioni con premi da 25.mila euro per i consumatori e di 5.mila euro per i negozianti.

Mensilmente ci saranno 10 estrazioni con premi da 100.mila euro per i consumatorie e 20.mila per i negozianti.

Il maxi-premio di fine anno è di 5 milioni per i consumatori e di 1 milione per i negozianti.

Per poter partecipare il consumatore, dal sito del Governo, deve chiedere il suo codice della lotteria, cosa molto semplice da fare, ottenuto il quale deve esibirlo al negoziante all’atto del pagamento; se il negoziante lo rifiuta, il cliente è libero di non comprare e segnalarlo all’Agenzia delle Entrate.

L’onere della trasmissione degli scontrini grava interamente sul commerciante il quale lo fa tramite i nuovi registratori di cassa collegati con l’Agenzia delle Entrate, in vigore già dal 2020.

Inizialmente era stata prevista una pesante sanzione per l’esercente che si rifiuta di aderire alla lotteria, successivamente tale sanzione è stata soppressa, ma con la facoltà per il cliente di segnalarlo.

A mio avviso questa è una buona iniziativa, e vanno smentiti anche i timori che l’Agenzia delle Entrate possa controllare, tramite la stessa, i consumi dei cittadini in quanto già ora l’Agenzia ha tutti gli strumenti per farlo.

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