Capitan Nima, quota periscopica, quarta esplorazione

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Per qualche giorno si riesce a tenere il Nautilus a riposo, poi vi sono circostanze che richiedono che si rimetta in viaggio per esplorare cosa avviene in giro.

Vincenzo Servalli ci sto io

Da Facebook. “Le rampe ed il sottovia veicolare, tutti hanno fatto, tutti hanno detto, tutti hanno scritto. Poi, arriva Servalli e, finalmente, si aprono le rampe e si apre il sottovia dopo 39 anni!

Il piano urbanistico comunale, molti hanno scritto e molti hanno fatto. Poi arriva Servalli e si approva il Puc dopo dieci anni!

La palestra Parisi, stava lì, cadente e pericolosa dal terremoto dell’80’. Molti hanno scritto, molti hanno fatto, poi arriva Servalli abbatte la palestra e realizza una bella piazza!

I prefabbricati pieni di amianto. Molti hanno scritto, molti hanno detto, poi arriva Servalli elimina i prefabbricati e realizza la più importante azione di bonifica dall’amianto, della storia della città!

Potrei continuare a lungo ma non voglio tediarvi.

Ho fatto solo il mio dovere e molto resta da fare.

Poi viene qualche imbecille e dice: non è stato fatto niente.”

Sublime! Propongo al Megadirettore Petrillo di assumerlo come collaboratore, pure lautamente pagato (ma da noi di Ulisse è solo volontariato e gratuito), perché Servalli, quando ci si mette, supera tutti!

Ma gli devo chiedere: Vincè, perché ti sei fermato? Potevi andare avanti per un bel po’, così la vittoria elettorale, che è già tua, sarebbe stata al primo turno.

Amenità odontoiatriche

Dio non voglia che si debba avere a che fare con un dentista, sono guai.

In verità di dentisti e odontotecnici ce n’è in giro tantissimi, e poi Cava è particolarmente ben fornita, sono tanti che si fa pure fatica a contarli.

Tutti bravi? Boh! Ai posteri l’ardua sentenza.

Qualcuno bravo veramente, in passato l’ho conosciuto: grande professionista, umile e disponibile, modico nelle pretese; non aveva nemmeno la segretaria in anticamera, faceva tutto lui, forse per questo non veniva tanto considerato.

Poi prese il volo, si trasferì a Salerno, e non l’ho più visto.

Ma chi passava “sotto i suoi ferri” stava a posto per la vita, poteva “bere acqua” a volontà, le sue protesi erano inattaccabili.

A Cava rimasero i professoroni, per un appuntamento devi passare per la segretaria, per la ragioniera, metterti in fila, magari con la dentiera in mano, e alla fine farti pure un prestito in banca per pagare, come oro, un molare di resina.

Con certa gente è meglio non avere a che fare, ma quando serve ti guardi in giro e scegli, ti dai il pizzico sulla pancia e vai, e che Dio te la mandi buona.

A me non è andata tanto bene.

Prima visita, esame, radiografia, esplorazione, rimozione tartaro, sbiancamento, con annessi e connessi.

Consiglio finale: usare sempre spazzolino elettrico.

Corro a comprarlo, ricambi compresi, mi costa quasi come la visita, pazienza, quando ci vuole…

Qualche mese dopo a controllo; trovo un sostituto, stesso iter, e, alla fine mi chiede se per caso uso lo spazzolino elettrico, io baldanzoso glielo confermo, e lui quasi mi fa uno straccio: mai, mi impone, meglio quello normale con questo dentifricio.

Corro in farmacia, ed eseguo.

Mesi dopo ulteriore controllo. Trovo altro sostituto il quale mi chiede perché non uso lo spazzolino elettrico.

Evidentemente sono diventato idrofobo, ancora le mie urla risuonano nel fabbricato, e  mi rimbombano nelle orecchie.

Se questi sono i professoroni metelliani, ho deciso di cambiare città, forse mi andrà meglio. Chi sa!

Illusioni da Coronavirus

Qualcuno, durante la fase acuta della pandemia si era illuso che il Covid.19 ci avrebbe fatto diventare migliori, con la convinzione che le traversie ti migliorano, qualche speranza l’ho avuta anch’io.

Poi, passata la fase acuta, siamo tornati alla dura realtà quotidiana post-pandemia e ci siamo accorti di quanti siamo stati sciocchi.

Quando siamo impauriti, smarriti, stressati dalla preoccupazione, abbiamo bisogno della solidarietà altrui, di sentirci parte di un tutto, di avere amici intorno a noi, e se capita di incontrare pure qualcuno che prima fingevi di non conoscere, gli fai le feste, e quello magari pensa: ma questo chi è?

E ci ricordiamo di Dio, delle preghiere, e magari ci manca la Santa Messa festiva, che prima fingevamo di dimenticare, e poiché non viene celebrata in Chiesa, la segui per la TV, e alla Consacrazione ti inginocchi pure, magari dietro il divano, perché quasi ti vergogni di farti vedere così devoto.

Ipocrisie a raffica, passato il Santo, finita la festa, passato il pericolo torniamo come prima, anzi peggiori.

Gesù, ma come siamo strani!

Distanziamento 

Prima domenica di primavera, sole a bacinelle, giornata caldissima, mi imbarco, con la mia pandetta, per Agropoli, tutta litoranea fino a Paestum, poi circonvoluzione dei Templi, strade interne fino al bel lungomare San Marco, alberghi quasi tutti chiusi, in compenso bar ristoranti e pizzerie aperte, molta gente in spiaggia.

Mi fermo di fronte alla Casa vacanze Residence Verdemare, lunga spiaggia in parte libera, un grande stabilimento balneare con ombrelloni bleu.

Spiaggia libera quasi libera, pochi bagnanti molto distanti l’uno dall’altro, ma nello stabilimento bleu distanziamento zero, ombrelloni a distanza ravvicinata, sotto ognuno di essi tra sdraio, sedie e canotti pneumatici una folla; insomma distanziamento zero, e tutti giulivi a prendere il sole, l’ombra e probabilmente anche il Covid.19. E dire che di spiaggia ce n’è a iosa!

La gente non ha capito un bel niente! Speriamo bene!

La giornata si è poi conclusa male, perché all’incazzatura del mancato distanziamento si è aggiunta, al ritorno, pioggia a catinelle, anzi a bagnarole, la fila delle vetture che rientravano iniziava a Paestum e me la sono portata fino a Salerno; insomma all’andata un viaggio di un’ora, al ritorno quattro ore sotto la pioggia.

Ma che bella giornata, come cantava nel 1968 Ugolino!

E giacché pure il Nautilus si è intristito, tiro giù il periscopio e torniamo mogi-mogi in rada.

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