scritto da Redazione Ulisseonline - 17 Giugno 2026 12:45

Oggi si celebra la Giornata mondiale contro la desertificazione e la siccità

Desertificazione: in 50 anni scomparsi 2,4 milioni di ettari di pascoli

Negli ultimi cinquant’anni sono scomparsi 2,4 milioni di ettari di prati e pascoli, una superficie grande quanto la Lombardia, con effetti dirompenti sull’assetto idrogeologico dei territori, sulle attività di allevamento e sulla biodiversità.

A lanciare l’allarme è la Coldiretti in occasione della Giornata mondiale contro la desertificazione e la siccità, istituita dall’Onu. Un appuntamento focalizzato quest’anno sul tema dei pascoli e delle terre aride, considerati ecosistemi vitali ma troppo spesso sottovalutati.

Secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, nel 1970 la superficie agricola a prati e pascoli permanenti ammontava a 5,5 milioni di ettari. Dopo cinquant’anni ne restano circa 3,1 milioni.

Un fenomeno che ha ridotto la disponibilità di superfici per l’allevamento, aumentando la dipendenza da mangimi e i costi di produzione. Ne hanno risentito molte produzioni tipiche legate al pascolo, con il rischio di una maggiore omologazione del cibo.

Sul piano ambientale, la perdita di prati e pascoli ha determinato una diminuzione della biodiversità, penalizzando habitat fondamentali per impollinatori, insetti e fauna selvatica. L’abbandono di queste aree ha inoltre favorito l’accumulo di vegetazione, aumentando il rischio di incendi e di dissesto idrogeologico.

È venuta meno anche una funzione importante di assorbimento del carbonio nei suoli, utile per contrastare i cambiamenti climatici. A pagarne il prezzo sono soprattutto le aree interne e montane, colpite da spopolamento e perdita di attività economiche.

Piano invasi e gestione dell’acqua

In occasione della giornata contro la desertificazione, Coldiretti rilancia la proposta di un piano nazionale degli invasi dotati di sistemi di pompaggio in grado di produrre energia elettrica.

Si tratta di un progetto cantierabile che consentirebbe di trattenere e accumulare l’acqua piovana durante tutto l’anno, riducendo gli effetti degli eventi estremi e contribuendo a prevenire esondazioni e allagamenti.

I bacini, realizzati con materiali naturali e senza cemento, sarebbero destinati ad usi civili e agricoli, oltre a rappresentare una fonte di energia idroelettrica rinnovabile.

Il piano prevede anche il recupero delle infrastrutture idriche esistenti e il potenziamento delle reti di distribuzione, per una gestione più efficiente delle risorse.

Negli ultimi tre anni gli eventi climatici estremi hanno provocato danni per circa 20 miliardi di euro all’agricoltura italiana, secondo Coldiretti. (fonte Coldiretti)

Rivista on line di politica, lavoro, impresa e società fondata e diretta da Pasquale Petrillo - Proprietà editoriale: Comunicazione & Territorio di Cava de' Tirreni, presieduta da Silvia Lamberti.

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