Migranti Sudanesi: crisi umanitaria, massacri e guerre di potere
La guerra civile in Sudan è diventata un dramma globale che intreccia potere, economia e diritti negati. Dietro le cifre e le strategie militari, si consuma una crisi umanitaria che chiede giustizia e responsabilità internazionale
Sudan, guerra civile in atto dal 2023 a causa dell’esercito sudanese SAF (Forze Armate Sudanesi) e delle guerre di supporto rapido, sta iniziando ad essere una questioni di ordine mondiale.
Questo tandem fatto di forze armate regolari contro l’RSF (Forze di Supporto rapido) gruppo paramilitare guidato da Dagalo, sta piegando in due il Nord Africa tra Kartum e Kartum Nord. Le RSF hanno avuto la meglio spostandosi in Potsudan. I combattenti RSF si erano ritirati in Al Fasher che era rimasto l’unica roccaforte del Darfur per diciotto mesi.
Una guerra molto lunga che si sta concludendo con il controllo del Darfur con una ritirata delle forze di supporto rapido colliso con la guerra civile e intanto la popolazione si sposta da Tahuila fino alla Croazia dove a molti civili è stato negato soccorso.
Il riarmo del Sudan è da evitare ad ogni costo. La libertà di alcuni popoli dipende dall’economica globale e nel caso in cui la cooperazione sia eventualmente auspicabile in altri e totalmente da negare, a eccezione del reale diritto internazionale.







