«La Terra chiamò», mobilitazione nazionale a Roma il 5 dicembre per il clima e la sicurezza dei territori
Testimonianze, approfondimenti scientifici, musica, arte e cultura accompagneranno la giornata, dando voce alle esperienze delle comunità locali e promuovendo il confronto sulle azioni necessarie per affrontare la crisi climatica
Sabato 5 dicembre, dalle 12.30 fino al tramonto, Piazza del Popolo, a Roma, ospiterà «La Terra chiamò», una manifestazione nazionale per riportare la crisi climatica tra le priorità del dibattito pubblico e dell’agenda politica.
Promosso da ASviS, Fondazione Symbola, Future Food Institute, Greenpeace Italia, Kyoto Club, Legambiente, Marevivo, Venice Climate Week e WWF Italia, l’evento riunirà rappresentanti del mondo scientifico, amministratori locali, imprese, associazioni, organizzazioni di volontariato, artisti e giovani generazioni.
Al centro della giornata ci saranno gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico sulla salute, sull’agricoltura, sul Mediterraneo e sulla sicurezza delle comunità, insieme alle soluzioni già disponibili per contrastarne gli impatti.
La manifestazione rivolgerà al Governo e alle forze politiche quattro richieste: restituire centralità alla questione climatica nelle politiche nazionali; accelerare la transizione energetica e la riduzione delle emissioni; rafforzare l’adattamento dei territori agli impatti climatici; applicare concretamente il principio «chi inquina paga».
Testimonianze, approfondimenti scientifici, musica, arte e cultura accompagneranno la giornata, dando voce alle esperienze delle comunità locali e promuovendo il confronto sulle azioni necessarie per affrontare la crisi climatica.
La scelta del 5 dicembre richiama inoltre due ricorrenze internazionali: la Giornata mondiale del suolo e la Giornata internazionale del volontariato. Due occasioni che sottolineano il ruolo delle comunità e dell’impegno collettivo nella tutela dell’ambiente e nella costruzione di un futuro più sicuro e sostenibile.







