scritto da Francesco Angrisani - 25 Ottobre 2026 10:06

«La Terra chiamò», mobilitazione nazionale a Roma il 5 dicembre per il clima e la sicurezza dei territori

Testimonianze, approfondimenti scientifici, musica, arte e cultura accompagneranno la giornata, dando voce alle esperienze delle comunità locali e promuovendo il confronto sulle azioni necessarie per affrontare la crisi climatica

Sabato 5 dicembre, dalle 12.30 fino al tramonto, Piazza del Popolo, a Roma, ospiterà «La Terra chiamò», una manifestazione nazionale per riportare la crisi climatica tra le priorità del dibattito pubblico e dell’agenda politica.

Promosso da ASviS, Fondazione Symbola, Future Food Institute, Greenpeace Italia, Kyoto Club, Legambiente, Marevivo, Venice Climate Week e WWF Italia, l’evento riunirà rappresentanti del mondo scientifico, amministratori locali, imprese, associazioni, organizzazioni di volontariato, artisti e giovani generazioni.

Al centro della giornata ci saranno gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico sulla salute, sull’agricoltura, sul Mediterraneo e sulla sicurezza delle comunità, insieme alle soluzioni già disponibili per contrastarne gli impatti.

La manifestazione rivolgerà al Governo e alle forze politiche quattro richieste: restituire centralità alla questione climatica nelle politiche nazionali; accelerare la transizione energetica e la riduzione delle emissioni; rafforzare l’adattamento dei territori agli impatti climatici; applicare concretamente il principio «chi inquina paga».

Testimonianze, approfondimenti scientifici, musica, arte e cultura accompagneranno la giornata, dando voce alle esperienze delle comunità locali e promuovendo il confronto sulle azioni necessarie per affrontare la crisi climatica.

La scelta del 5 dicembre richiama inoltre due ricorrenze internazionali: la Giornata mondiale del suolo e la Giornata internazionale del volontariato. Due occasioni che sottolineano il ruolo delle comunità e dell’impegno collettivo nella tutela dell’ambiente e nella costruzione di un futuro più sicuro e sostenibile.

Cavese, dopo la maturità scientifica prosegue gli studi in Economia e Commercio, ma è il mondo del volontariato a segnare in modo decisivo il suo percorso umano. Fin dal 1980 si impegna nell’associazionismo ambientalista, muovendo i primi passi nel M.A.P.A.N. (Movimento Anticaccia Protezione Animali Natura), con cui promuove campagne di sensibilizzazione contro la strage dei cuccioli di foca destinati all’industria delle pellicce. Il suo impegno civile si amplia con iniziative di respiro internazionale, tra cui la raccolta firme a sostegno della candidatura di Nelson Mandela al Premio Nobel per la Pace. Per quasi un decennio dedica tempo ed energie alla tutela dei cani abbandonati, collaborando con un ricovero situato tra Vietri sul Mare e Molina, occupandosi dell’assistenza agli animali e della sensibilizzazione sul tema del randagismo. Parallelamente porta avanti un percorso politico locale, diventando consigliere della Prima Circoscrizione di Cava de’ Tirreni nella Lista Verde Alternativa, con un’attenzione particolare alla tutela ambientale e alla partecipazione civica. La sua vocazione per uno stile di vita sostenibile si traduce anche in un progetto imprenditoriale: è cofondatore de L’Orto Biologico, negozio specializzato in alimenti biologici che da quasi quarant’anni promuove un’alimentazione sana, il consumo consapevole e il rispetto dell’ambiente.

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