Due novembre: fiori nei cimiteri per 2 italiani su 3
È quanto stima la Coldiretti in occasione della ricorrenza del 2 novembre che vede quest’anno il crisantemo ancora protagonista, con circa 10 milioni di esemplari acquistati tra fiori recisi e piante in vaso
Crisantemi, produzione condizionata dal clima ma prezzi stabili
La produzione di crisantemi ha registrato quest’anno problemi a causa dei cambiamenti climatici ma nonostante ciò i prezzi all’origine pagati ai floricoltori si sono mantenuti sui livelli dello scorso anno (+0,6% nell’ultima settimana di ottobre rispetto allo stesso periodo del 2025), secondo l’analisi Coldiretti su dati Ismea.
La produzione di crisantemi in vaso si concentra soprattutto in Liguria, Toscana, Piemonte, Veneto, Lombardia e Friuli, mentre per quelli recisi i territori più vocati sono quelli del Centro-Sud, in particolare Sicilia, Puglia, Campania, Calabria e Lazio.
Forme e colori, le varietà del fiore simbolo del 2 novembre
I crisantemi sono disponibili in diverse forme, dal pon pon al fiore grande, dall’anemone alla margherita fino allo spider, con uno o più fiori per stelo. Si trovano anche in ciotola, nella forma a «cuscino rotondo», e in una vasta gamma di colori: accanto ai tradizionali giallo e bianco si sono affermate tonalità che vanno dal viola scuro al prugna fino ai colori bruciati.
Florovivaismo italiano, un comparto da oltre 3,5 miliardi di euro
La produzione del crisantemo è una delle tecniche più complesse del florovivaismo italiano. Occorre infatti programmare con precisione la fioritura, dosando le ore di buio e di luce e ricorrendo alla copertura delle piante in funzione del momento in cui i fiori dovranno essere messi in commercio. Una varietà che valorizza la ricchezza della produzione florovivaistica nazionale, che si conferma uno dei comparti di maggiore rilievo dell’agricoltura italiana, con un valore della produzione che nel 2025 ha superato i 3,5 miliardi di euro: circa 1,9 miliardi riconducibili al vivaismo e 1,6 miliardi alla floricoltura. A livello nazionale il settore conta circa 19mila imprese, attive su una superficie complessiva di 30mila ettari. (fonte Coldiretti)





