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Bonus 65% per l’efficienza energetica: perché potrebbe cambiare il mercato della casa

Secondo una simulazione di Unimpresa, l’aumento della detrazione dal 50% al 65% per la prima casa potrebbe generare fino a 1,5 miliardi di investimenti aggiuntivi l’anno. La misura, se stabile e pluriennale, avrebbe effetti immediati su famiglie, Pmi e valore degli immobili

Bonus 65% per l’efficienza energetica: perché potrebbe cambiare il mercato della casa

L’ipotesi allo studio del governo di riportare al 65% la detrazione fiscale per gli interventi di efficientamento energetico sulla prima casa potrebbe produrre un forte impulso agli investimenti privati. Una simulazione del Centro studi di Unimpresa stima che, a parità di risorse nette disponibili da parte delle famiglie, l’innalzamento dell’aliquota potrebbe mobilitare fino a 1,5 miliardi di euro aggiuntivi l’anno, con una crescita potenziale del 42,9% rispetto ai 3,617 miliardi investiti nel 2025.

Il beneficio economico per i cittadini sarebbe significativo: su 10.000 euro di lavori, il vantaggio fiscale passerebbe da 5.000 a 6.500 euro, riducendo il costo netto da 5.000 a 3.500 euro, cioè del 30%. L’effetto sarebbe ancora più marcato nel 2027, quando l’aliquota per la prima casa dovrebbe scendere al 36%.

Gli interventi più diffusi — infissi, isolamento termico, pompe di calore — rappresentano oltre l’84% degli investimenti e coinvolgono filiere produttive molto radicate sul territorio: serramentisti, imprese edili, installatori, tecnici e produttori di materiali. Per questo Unimpresa sottolinea che una detrazione più forte non è solo una misura fiscale, ma può diventare uno strumento di politica industriale ed energetica, capace di sostenere consumi, occupazione e valore degli immobili.

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Il vero nodo, secondo l’associazione, è la stabilità delle regole: aliquote che cambiano ogni dodici mesi generano incertezza e frenano la capacità di programmazione di famiglie e imprese. Un incentivo al 65% garantito per almeno tre anni, con procedure semplici e controlli mirati, trasformerebbe il bonus da misura congiunturale a programma di investimento strutturale.

Partendo dai dati del 2025, la leva teorica porterebbe gli investimenti da 3,6 a oltre 5,1 miliardi. Anche in uno scenario prudente, con metà della capacità effettivamente utilizzata, l’impatto resterebbe rilevante: circa 775 milioni di euro di nuovi lavori. (fonte Unimpresa)

 

clicca qui per leggere la news di Unimpresa

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Foto di Giuseppe Carratù

Giuseppe Carratù

Dottore commercialista iscritto all’Ordine Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di di Salerno; Revisore legale dei conti; Docente di fascia A per corsi avviamento start-up Invitalia,…

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