Il pensionato che diventa assassino

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Un giovane romeno di 28 anni è stato ucciso, in provincia di Milano, con colpi d’arma da fuoco dal proprietario della casa dove era entrato per rubare. L’omicida, un pensionato di 65 anni, legalmente in possesso dell’arma, è ora accusato di omicidio volontario. Su questo si è immediatamente scatenata la polemica politica. La vicenda è spinosa. Il pensionato che diventa un assassino non è un eroe e non gli va data la medaglia, ma può essere condannato per eccesso di difesa? Un fatto è certo, il comune cittadino si sente indifeso ed in pericolo finanche nelle mura domestiche. La verità è che c’è troppo lassismo e poca severità nel comminare le giuste pene ai delinquenti, i quali sembrano, al contrario,  godere sempre di qualche beneficio o di uno sconto di pena, se non addirittura di un errore di procedura o di una scappatoia legale. L’impressione, purtroppo, è di vivere in un Paese dove la legge si applica con rigore per gli onesti e all’ingrosso per i malfattori. Norme più dure e procedure più rigorose per combattere i malviventi, anche in termini di prevenzione, sono i rimedi più concreti per ridare quella maggiore percezione di sicurezza che adesso i cittadini non hanno per nulla. (foto Giovanni Armenante)

 

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Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte, edita nel 2006, Appunti sul Governo della Città, edita nel 2009, e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso, edita nel 2018, nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

1 commento

  1. 21.10.2015 – By Nino Maiorino – Il discorso è sempre lo stesso: leggi e Istituzioni sono sempre più amiche di Caino, le vittime sono e si sentono sempre più indifese e, direi, discriminate, oggi si ha la sensazione che essere delinquenti sia un privilegio ed essere vittime una sventura irreversibile. Il tutto a causa di scelte politiche deleterie che hanno aumentato la frustrazione dei cittadini i quali, abbandonati a se stessi ed alla quotidiana violenza, non possono fare altro che armarsi e, se hanno il coraggio, sparare. E se la politica non si renderà conto di ciò e non interverrà, il “far-west” aumenterà.

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