L’ANGOLO DELL’ANIMA I No che completano il cammino dei percorsi d’amore

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Nei giorni scorsi tre giovani hanno tentato nella nostra città di bruciare i capelli ad una minorenne

La piccola faida adolescenziale che ha determinato una reazione traumatica grave nella giovane ragazza cavese ha certamente dei risvolti lontani nel tempo.

Tre suoi coetanei le hanno cosparso il corpo ed i suoi lunghi capelli con del materiale infiammabile, mentre per fortuna il loro gesto è stato evitato dall’intervento tempestivo di un adulto passante.

Ci chiediamo se questi giovani nel pieno dell’adolescenza non fossero consapevoli della grave azione che stavano per compiere.
E come poi, moti di rabbia e sentimenti di gelosia riescano ad accecare il controllo del gruppetto che ancora non accetta un No ricevuto!

Probabilmente proprio gli adulti di riferimento, in questo complesso percorso di vita che guarda il terzo millennio -ancor più distanziati dagli effetti della pandemia- intendono ancora celarsi o comunque mettersi da parte, fino a non ammettere, molto spesso, le gravi responsabilità di non accompagnare in maniera adeguata,i bambini prima e gli adolescenti poi, verso l’accoglienza e l’accettazione di quei No tanto importanti talvolta, senza per questo generare frustrazioni in queste generazioni in evoluzione.

Proprio quei No che completano il cammino dei percorsi d’amore!

Tentiamo ripetutamente di trovare giustificazioni, casomai psicologiche, per ridimensionare la pena a questi giovani aggressori che rischiano di trasformarsi in giovanissimi omicidi.
Per assicurare protezione e salvare sia le vittime che i giovani carnefici, noi adulti dovremmo ritrovare la dignità ed il coraggio di dichiarare che gli aggressori hanno gravemente sbagliato. Nella speranza che la giustizia sia esemplare, che la pena sia senza sconti!

Altrimenti vittima e carnefici non potranno salvarsi a lungo tempo. Solo attraverso questi percorsi di consapevolezza ed il coraggio di chiare dichiarazioni da parte degli adulti, la vittima, come nel caso del nostro grave evento, o le vittime in generale, potranno elaborare il trauma in maniera chiara.
Mentre nei giovani carnefici porterà (speriamo) ad iniziare a costruirsi nella propria mente un processo di autoregolazione che il vecchio Freud rappresentava e identificava nel Super Io; la famosa istanza che una volta ben costruita e consolidata nella mente del bambino, lo aiuta a regolarsi appunto nell’organizzazione e messa in atto di azioni adeguate e non disfunzionali o distruttive per il mondo esterno.

Certamente il grave evento accaduto avrà delle ripercussioni psicologiche verso tutte le famiglie coinvolte. A questo punto io auguro a queste famiglie di non trovare scorciatoie che trasformino l’evento grave in una bravata da ragazzi. E, più di ogni cosa, che questa sia l’occasione maestra per offrire un segnale serio agli adolescenti nell’assumersi quelle responsabilità fondamentali per il rispetto della vita propria ed altrui.

Questa è la volta in cui noi adulti riusciremo ad aiutare questi ragazzi solo affermando e ribadendo loro il loro sbaglio.

Diciamolo ampiamente: no, hai sbagliato, paga e cresci, si perché così crescerai!
Forse solo così diventeranno adulti responsabili!

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