Manovra economica: finalmente c’è l’intesa con l’Europa

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(foto tratta dal sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri)

Il premier Giuseppe Conte e il ministro Giovanni Tria hanno inviato una lettera di impegni formali alla Commissione europea per evitare il lancio della procedura Ue sul debito italiano. Oggi il verdetto definitivo.

Dopo la lunga e complessa trattativa con l’Europa sulla manovra, il traguardo sembra raggiunto. Manca l’ufficializzazione ma il governo italiano e la Commissione europea – secondo fonti del Mef – avrebbero siglato un accordo “tecnico” che oggi sarà al vaglio dei commissari Ue. Da Palazzo Chigi trapelano ottimismo e prudenza.

L’invito è quello di mantenere la riservatezza per l’ultimo tratto del negoziato avviato per evitare al Paese la procedura di infrazione dopo la bocciatura della manovra. Prima di qualsiasi annuncio, si aspetta la comunicazione ufficiale da parte dell’esecutivo Ue attesa per oggi. La retromarcia compiuta dal governo, che ha ridotto il deficit/pil nominale dal 2,4% al 2,04%, non sembrava fino a poche ore fa sufficiente a soddisfare le richieste europee.

Bruxelles ha sempre insistito infatti su una riduzione del disavanzo strutturale. E per giorni la trattativa è andata avanti, passando dal livello tecnico al livello politico. Il governo italiano ha inviato ieri alla Ue un nuovo schema dei saldi accompagnato, secondo quanto trapelato, anche da una revisione della stima di crescita del Pil dall’1,5% all’1% per il 2019.

“Credo che l’1% possa essere un target non solo realizzabile ma realistico, e che sulla base di questo obiettivo si possa sviluppare una politica d’investimento sana”, ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Stefano Buffagni, osservando come “la revisione di questo parametro sia già stata abbondantemente anticipata” perché “i dati dicono che c’è un rallentamento dell’economia mondiale”. Se domani l’intesa sarà ufficializzata il governo dovrebbe presentare un maxiemendamento in Aula al Senato con le modifiche alla manovra che riguarderanno le due misure cardine: reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni, con un taglio di circa 7 miliardi della spesa in deficit.

In manovra al momento sono stanziati circa 16 miliardi per i due interventi bandiera: i 6,7 miliardi previsti per quota 100 dovrebbe essere decurtati di circa 2 miliardi, come annunciato da Matteo Salvini.

La dote per il reddito di cittadinanza dovrebbe scendere da 9 a 7,1 miliardi – di cui uno riservato ai centri per l’impiego – e i beneficiari saranno 5 milioni. Il provvedimento dovrebbe partire a fine marzo 2019. Ma non è ancora chiaro come saranno rimodulate le due misure cardine.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nei colloqui con i partner europei avrebbe espresso la contrarietà del governo alla sottrazione di ulteriori risorse a quota 100 sulle pensioni e a un eventuale rinvio del reddito di cittadinanza a giugno. (fonte Confcommercio)

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