Manovra economica: è ancora fumata nera per la trattativa con l’Unione europea

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(foto tratta dal sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri)

Il premier Conte punta a convincere Bruxelles con poco più di 7 miliardi di tagli per portare il deficit dal 2,4% al 2%. Ma l’Ue in partenza chiede uno sforzo da 16 miliardi per far calare il deficit strutturale.

I conti ancora non tornano. Non solo perché Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno detto “no” a far slittare a giugno le misure più costose, reddito di cittadinanza e “quota 100”. Ma anche perché vogliono ‘investire’ su nuove, costose, misure, come il saldo e stralcio delle cartelle di Equitalia. Non emerge ancora, nella riscrittura della manovra, la correzione attesa dall’Europa per evitare all’Italia la procedura d’infrazione.

Il deficit calerà. Di quanto e come, non è dato sapere, neanche al termine dell’ennesimo vertice di governo sulla legge di bilancio. Giuseppe Conte punta a convincere Bruxelles con poco più di 7 miliardi di tagli per portare il deficit dal 2,4% al 2%. Ma l’Ue in partenza chiede uno sforzo da 16 miliardi per far calare il deficit strutturale: per un’intesa, secondo alcune fonti, serve di più. E’ “complicato” il negoziato, ammette il presidente del Consiglio. Ma, aggiunge, “non impossibile”.

Conte vedrà il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker martedì sera o mercoledì a Strasburgo. Ma l’incontro sarà probabilmente interlocutorio perché, spiegano fonti italiane, la Commissione chiede al governo italiano cifre precise, messe nero su bianco e votate dal Parlamento. Due gli step con cui, entro il 19 dicembre, i gialloverdi possono provare a evitare la bocciatura: un nuovo Documento programmatico di bilancio (da votare entro il 13 in Cdm e portare alle Camere), che riveda i saldi della manovra abbassando deficit e debito nel prossimo triennio; un voto del Senato su un “superemendamento” che cambi i connotati della manovra, siglando l’impegno della maggioranza in Parlamento a rientrare nei binari delle regole europee. Ed è dal “superemendamento” che parte il lavoro di Conte.

L’inquilino di Palazzo Chigi vede a pranzo Giovanni Tria. Poi, intorno alle 16, riceve Luigi Di Maio e Matteo Salvini, con Riccardo Fraccaro, Laura Castelli e Stefano Buffagni per il M5s, Giancarlo Giorgetti e Massimo Garavaglia per la Lega. Sul tavolo premier e ministro però non portano ancora la proposta finale. Perché l’avallo politico che avrebbe reso subito praticabile l’aggiustamento tecnico, non c’è: alla richiesta di far partire a giugno “quota 100” e reddito di cittadinanza, i leader di M5s e Lega hanno risposto “no”. Di Maio assicura che si riuscirà a tagliare il deficit senza cambiare le due misure, perché i costi di entrambi sarebbero stati sovrastimati.

Salvini, di pochissimo più morbido, spiega che a inizio anno “quota 100” partirà: se poi – ad esempio per gli statali – serviranno aggiustamenti per “evitare di lasciare vuoti gli uffici”, ci saranno finestre più lunghe per l’andata in pensione. Ma, aggiunge il leader della Lega, “entro il 2019” tutti i 600mila interessati da “quota 100” saranno messi in condizione, se vorranno, di lasciare il lavoro.

Basta? No, spiegano le fonti di governo che seguono la trattativa con Bruxelles. Perciò Tria – che in questa fase ricopre un ruolo più ‘tecnico’ – nel pomeriggio non prende parte all’incontro con i vicepremier, che serve a fare un lavoro di
“scrematura” preliminare. Per arrivare all’intesa serve infatti avvicinare le posizioni degli alleati di governo sui tanti nodi ancora irrisolti. E così, la Lega dà il via libera al taglio delle pensioni volute da Di Maio, a patto di introdurre il “saldo e stralcio” sulle cartelle di Equitalia sponsorizzato da Salvini. Si aggiungono nuove misure, si correggono temi divisivi come l’ecotassa sulle auto. E si cercano anche soluzioni per spingere gli investimenti, come la norma “speciale” annunciata dal leader M5s per accelerare il potere di spesa dei sindaci. “Non spendiamo soldi a vanvera ma con questa manovra diamo un segno di speranza”, assicura Salvini. Ma alla pressione dei ceti produttivi, che sfogano il malcontento soprattutto coi leghisti, si somma lo spettro di una recessione a livello mondiale.

E’ il fattore che preoccupa anche il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia che, senza girarci intorno si fa portavoce degli industriali che “al 100% è contro questa manovra, solo espansiva e non per la crescita”.

 

Ecco gli ultimi emendamenti approvati e che ora devono passare per l’esame dell’Aula della Camera prima di ottenere il primo via libera del Parlamento e passare al Senato.

CONFERMATA LA MAGGIORAZIONE TASI – La norma permette di ‘salvare’ i bilanci di molte amministrazioni. L’aliquota potrà essere mantenuta allo stesso livello individuato fino a quest’anno, cioè ad un massimo dello 0,8 per mille in più dell’aliquota ordinaria, rimanendo in comuni come Roma e Milano all’11,4 per mille anziché al 10,6 per mille.

BONUS 18/ENNI NON PIU’ A TUTTI – Gli stanziamenti a favore scendono da 270 a 230 milioni. L’Isee sarà uno dei criteri per definire la platea. I 40 milioni sottratti saranno distribuiti ad altre attività culturali: dal Fondo unico per lo spettacolo al sostegno di cori e bande, da iniziative culturali in zone terremotate alla riqualificazione delle periferie.

INCENTIVI AUTO GREEN, TASSA A CHI INQUINA – Il meccanismo è stato ribattezzato ‘bonus malus’: per l’acquisto di elettriche, ibride o piccole auto a metano o diesel arriveranno incentivi fino a 6.000 euro, ma per chi compra vetture inquinanti sarà introdotta una tassa da 150 a 3000 euro legata alle emissioni.

IMMOBILI STRUMENTALI, LA DEDUCIBILITA’ IMU SALE AL 40% – Approvato l’emendamento  dei relatori che raddoppia al 40% la deducibilità ai fini  Irpef e Ires l’Imu dovuta per gli immobili strumentali. Il via libera alla nuova ‘Imu capannoni’ e’ arrivato nell’ultima seduta della Commissione prima del via libera al disegno di  legge per l’esame dell’Aula. I relativi oneri vengono stimati  in 290,3 milioni nel 2020 e 166,9 milioni a partire dal 2021.

SCONTO PER SEGGIOLINI ANTIABBANDONO – Arriva un milione di euro per il 2019 per incentivare l’acquisto di seggiolini con i dispositivi audio.

SCUDO ANTI-SPREAD PER BANCHE E SOCIETA’ NON QUOTATE – Le società non quotate e che non emettono titoli negoziati su mercati regolamentati potranno non applicare i principi contabili internazionali.

PIU’ FONDI PER SICUREZZA URBANA – Le risorse che possono essere destinate all’assunzione a tempo della polizia municipale salgono da 5 a 30 all’anno.

ASSUNTI 18MILA COLLABORATORI SCOLASTICI – I lavoratori, attualmente dipendenti di ditte private, saranno assunti via concorso nel 2019. Il risparmio di 274 milioni tra 2020 e 2021 confluirà nel il fondo ordinario di funzionamento delle scuole.

NUOVA STRETTA ANTI-BAGARINAGGIO – I biglietti dovranno essere nominali per spettacoli, a partire dai concerti, nelle strutture con capienza oltre i 5000 spettatori, come stadi o palazzetti. Sono esclusi balletto, jazz, musica classica e circo. (fonte Confcommercio)

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