Manovra economica, c’è il via libera del Senato

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(foto tratta dal sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri)

Il Senato conferma la fiducia al Governo sulla manovra economica. I voti a favore sono stati 167, 78 i contrari, 3 gli astenuti. Nel documento finale confermati il taglio ai finanziamenti e il blocco delle assunzioni nella Pubblica amministrazione. Il testo alla Camera il 28 dicembre

Il Senato conferma la fiducia al Governo sulla Manovra economica. I voti a favore sono stati 167, 78 i contrari, 3 gli astenuti, tra cui il senatore a vita Mario Monti e il parlamentare pentastellato Gregorio De Falco, ex ufficiale di Marina diventato celebre nella vicenda del naufragio della Costa Concordia.

Il Pd, nel corso delle dichiarazioni di voto, aveva annunciato un ricorso alla Corte Costituzionale. Il testo approvato al Senato torna alla Camera per la terza lettura. Il testo approderà in Aula a Montecitorio il 28 dicembre. Nella versione finale del provvedimento sono confermate alcune delle misure principali ma arrivano anche delle novità. A partire dalla sforbiciata al fondo per gli investimenti che passa dai 9 miliardi in tre anni inizialmente previsti a 3,6 miliardi. Per il 2019 il fondo scende a 740 milioni di euro (contro i 2.750 precedenti), nel 2020 a 1.260 milioni (da 3.000 milioni) e nel 2021 a 1.600 (da 3.300).

Il governo assicura però che non ci sarà alcun “taglio agli investimenti”. Confermato il blocco delle assunzioni fino al 15 novembre 2019 per la Presidenza del Consiglio, i ministeri, gli enti pubblici non economici e le agenzie fiscali, mentre per le università è posticipato al primo dicembre, con l’eccezione dei ricercatori a contratto che potranno essere assunti come professori nel corso del 2019.

NUOVA REGOLAMENTAZIONE PER GLI NCC (noleggio con conducente)

Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge recante disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea. Il decreto-legge introduce una nuova regolamentazione della disciplina del servizio di noleggio con conducente. Il testo del decreto ricalca in gran parte quello inizialmente incluso nel maxiemendamento alla manovra, poi stralciato per problemi di coperture. Si prevede che gli Ncc possano operare in ambito provinciale ma senza dover tornare sempre in rimessa. La deroga è prevista se nel ‘foglio di servizio’ già sono indicate “più prenotazioni oltre la prima”. Prevista in aggiunta anche una deroga per 2 anni per chi abbia contratti con società di altri territori, stipulati fino a “15 giorni” prima dell’entrata in vigore del decreto. Per le sanzioni si prevede invece una moratoria di 90 giorni sempre dall’entrata in vigore del decreto.

Previsto anche lo stop al rilascio di nuove autorizzazioni fino alla piena operatività di un nuovo “archivio informatico pubblico nazionale” che registrerà tutte le licenze anche dei taxi.

Le misure del maxiemendamento

Tassazione per le pensioni d’oro

Il taglio sulle pensioni d’oro (che sarà valido dal 2019 per 5 anni) sarà del 15% per i redditi compresi tra 100mila e 130mila euro lordi e arriverà al 40% per quelle superiori ai 500mila euro. Cinque in tutto le aliquote previste.

Previsto un taglio:
– del 25% per gli assegni compresi tra 130.001 e 200mila euro,
– del 30% per quelli compresi tra 200.001 e 350.000 euro,
– del 35% tra i 350.001 e i 500.000 euro.

Taglio all’adeguamento delle pensioni oltre i 1500 euro

Taglio per 3 anni dell’adeguamento delle pensioni oltre i 1.522 euro al mese (3 volte il minimo): la decurtazione maggiore, fino al 60%, scatta per gli assegni oltre i 4566 euro. L’indicizzazione piena ci sarà solo per le pensioni fino a 1.522 euro, poi sono previste sei fasce di tagli. L’adeguamento sarà infatti del 97% per assegni tra fino a 2029 euro, 77% fino a 2537 euro, 52% fino a 3042 euro, 47% fino a 4059 euro, 45% fino a 4566 euro e 40% oltre 4566 euro, che è nove volte il minimo.

Il piano per la vendita del patrimonio immobiliare

Deve essere messo a punto “entro il 30 aprile” il nuovo “programma di dismissioni immobiliari” che punta a ottenere non meno di 950 milioni aggiuntivi nel 2019 e altri 150 milioni l’anno nel 2020 e 2021. Il piano individuerà le “modalità di valorizzazione dei beni” dello Stato, della Difesa, come le caserme in disuso, e delle altre pubbliche amministrazioni. Agli enti locali che contribuiscono andrà una quota degli introiti tra il 5 e il 15%.

Blocco delle assunzioni

Presidenza del Consiglio, ministeri, enti pubblici non economici, agenzie fiscali e università non potranno assumere personale a tempo indeterminato prima del 15 novembre 2019. Non compaiono invece gli enti locali. Secondo la  Relazione tecnica i risparmi sono pari a 100 milioni in termini di indebitamento netto.

Web tax

Arriva la nuova web tax sui servizi digitali. La nuova misura con aliquota al 3% sui ricavi dovrà essere versata entro il mese successivo a ciascun trimestre.
Verrà applicata ai soggetti che prestano servizi digitali e che “hanno un ammontare complessivo di ricavi non inferiore a 750 milioni e che hanno un ammontare di ricavi derivanti dalla prestazione di servizi digitali non inferiore a 5,5mln di euro. Nelle casse dello Stato dovrebbero entrare 150mln nel 2019, 600mln nel 2020 e 600mln nel 2021.

800 mln contro dissesto idrogeologico

Per l’avvio e la realizzazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico sono stanziati 800 milioni di euro per il 2019 e 900 mln per ciascuno degli anni 2020 e 2021. Alla copertura degli oneri – spiega la relazione tecnica – si provvede tramite la riduzione del Fondo per gli investimenti delle amministrazioni centrali.

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