Cava, a colloquio con il vicesindaco e assessore alla cultura Armando Lamberti

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il vicesindaco prof. Armando Lamberti

Ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università di Salerno, vicesindaco ed assessore alla Cultura dei Comune di Cava de’ Tirreni, Armando Lamberti  ha un curriculum accademico di assoluto prestigio a livello nazionale, promotore e relatore di convegni giuridici nazionali e internazionali, autore di numerose pubblicazioni scientifiche. Ha ricoperto, altrresì, incarichi nazionali di particolare rilievo e persino autore e conduttore di un programma per la RAI articolato in venti puntate sulla Costituzione.

Da sempre impegnato nel mondo della Chiesa, del sociale e del volontariato, Armando Lamberti alle ultime elezioni comunali fu candidato sindaco con l’appoggio di tre liste civiche ottenendo il 18% dei consensi e quasi seimila voti, dopo essere stato candidato alla Camera dei Deputati nel 2013, risultando il primo dei non eletti con la lista civica del premier uscente Mario Monti in rappresentanza del mondo cattolico e quale espressione della Comunità di S. Egidio.

Da febbraio 2019, in un momento molto difficile in termini di credibilità politica dell’Amministrazione comunale, è entrato in maggioranza e nella giunta del sindaco Servalli dopo un percorso di confronto  molto  lungo e sofferto. Grazie alle forti sollecitazione dello stesso sindaco Servalli e del centrosinistra, l’accordo fu suggellato da documento politico-programmatico di oltre 30 pagine. Nell’ambito di questo patto veniva condiviso tanto la realizzazione del grande progetto Cava Città Parco Culturale, l’istituzione della relativa Fondazione e la candidatura di Cava de’ Tirreni a Capitale Italiana della Cultura per il 2024. In altri termini, la scelta della cultura come asset strategico dell’Amministrazione comunale e quale motore dello sviluppo della città.

Allora avremo il Vicesindaco Armando Lamberti candidato alle elezioni regionali? E con quale lista? 

Sono state settimane intense, ho ricevuto molte sollecitazioni da diverse formazioni politiche che sosterranno la candidatura di Vincenzo De Luca, e in particolare dai miei amici della Comunità di Sant’Egidio. Ma, per una serie di ragioni, ho rinunciato perché intendo portare a termine l’impegno preso con i cavesi con la mia candidatura a sindaco nel 2015 e,poi, con l’accordo politico-amministrativo sottoscritto con Vincenzo Servalli nel febbraio 2019, che ha visto il mio ingresso in giunta come Vicesindaco ed Assessore: contribuire ad un grande rilancio della Città attraverso la Cultura, attuare il Progetto “Cava de’ Tirreni Città Parco Culturale” e presentare la candidatura della Città a Capitale Italiana della Cultura per il 2024.

Dall’esterno però si è avvertita una certa conflittualità in queste ultime settimane tra lei e il sindaco Servalli, tra il suo movimento politico e la maggioranza. Insomma, abbiamo sentito parlare di mancanza di agibilità politica e non ci dica che non si sia sfiorata la rottura. È così? E come mai?

L’accordo trail sindaco Servalli e il Movimento Civico “Cava ci Appartiene” è stato il frutto di un lungo confronto politico – amministrativo che ha avuto al centro la definizione di un progetto programmatico e ha richiesto un lavoro di mediazione e condivisione tra forze che partivano da posizioni differenti, considerato che io e Servalli ci eravamo contrapposti nella campagna elettorale del 2015. Ora, il progetto andava ulteriormente sottoposto ad una verifica e ad un approfondimento per un accordo elettorale di largo respiro. La nostra alleanza è nata e si è consolidata, non in funzione di poltrone da richiedere o da conquistare ma, sulla base di una strategia di rilancio e di sviluppo della nostra Città, che guardava ben oltre i limiti del mandato quinquennale.

Non nego che possano esserci state diversità di vedute. Ma quello che conta è l’obiettivo comune, che, se perseguito, permette di superare anche le incomprensioni. Non solo negli ultimi tempi, ma anche in precedenza, abbiamo avuto più volte bisogno di “oliare il nostro rapporto”. E ci siamo sempre riusciti, perché “volevamo stare insieme”. L’agibilità politica di cui si parlava è la certezza di un sostegno pieno rispetto agli obiettivi primari per cui “Cava ci Appartiene” è entrata a far parte, dopo quattro anni di opposizione serie e costruttiva, dell’amministrazione Servalli, e che sono collegati alla omogeneità valoriale, alla caratterizzazione di Cava de’ Tirreni come “Città Parco Culturale” ed alla relativa individuazione di risorse adeguate per sostenere questo Progetto. Se all’interno della coalizione si avvertono resistenze più o meno forti in questo campo, o si superano oppure l’alleanza scricchiola. Ma ancora una volta, grazie alle buone intenzioni nostre e del Sindaco, ci siamo incamminati insieme lungo la strada già intrapresa.

Ci dica la verità: non crede che lei e il suo movimento rischiate di scomparire nel melting pot di una coalizione un po’ troppo larga e disomogenea messa in piedi da Servalli per questa competizione elettorale? 

Chi ha idee, proposte politiche, progetti supportati da approfondimenti di spessore e di ampio respiro, pensati per il rilancio della città, non scompare, ma focalizza il dibattito cittadino su temi di interesse generale.

Non credo e non temo, quindi, che il nostro movimento rischi di scomparire all’interno della coalizione, proprio per il ruolo di seconda gamba dell’Amministrazione che abbiamo assunto al momento dell’Alleanza. E non è una “gamba” fatta solo di muscoli e ossa, ma è una gamba ricca di pensiero, di idee e di iniziativa, oltre che portatrice di un’identità valoriale che ha una sua fisionomia ben precisa, sia all’interno della coalizione che all’esterno. Non nego che qualche rischio in più possa esserci in sede di votazione, dato il gran numero di candidati e di liste: ma sono convinto che identità, presenza e qualità ci aiuteranno ad affermarci anche in questa consultazione.

Lei alle scorse elezioni comunali  fu candidato sindaco con il suo movimento politico “Cava ci appartiene”. Poi negli ultimi anni è entrato in maggioranza e assunto la carica di assessore e vicesindaco di Servalli. È ancora convinto che sia stata una buona scelta?

Al momento della scelta, la mia convinzione era assoluta, anche se non mi nascondevo le difficoltà. I nostri due mondi potevano tranquillamente incontrarsi e le nostre strade non erano mai state fortemente in opposizione, se si considerano i buoni rapporti che ho sempre avuto col PD, sia di collaborazione in passato sia per una mia potenziale candidatura proprio alle scorse primarie in cui primeggiò Servalli. E voglio, con molto piacere, anche ricordare che nel 2002, insieme al compianto dottor Franco Prisco, ho fondato “Cava l’Ulivo e oltre…”, anticipando, con visione prospettica, la nascita dello stesso Partito Democratico.

Perciò non sono pentito della scelta: che sia stata buona o meno, preferisco rimandare il giudizio alla fine delle operazioni. In fondo, avevamo previsto un “matrimonio” a tempo di almeno sette anni. Ne sono passati solo due. Ergo…

Ci fa il bilancio di questo anno e mezzo da assessore e vicesindaco?

Nel corso di questo anno e mezzo in cui ho ricoperto il ruolo di vicesindaco, ho avuto modo di vivere un’esperienza esaltante: lavorare al servizio della mia comunità. Era stata una scelta sofferta, perché sapevo che i miei impegni come professore ordinario all’Università erano già onerosi e il Comune avrebbe assorbito molto del mio tempo, ma ho lavorato giorno e notte perché non c’è niente di più gratificante di impegnarsi per la propria città, e Cava de’ Tirreni merita ogni sacrificio.

Come Vicesindaco, direi che il bicchiere è per tre quarti pieno, soprattutto per quanto riguarda l’interpretazione del ruolo, che di solito, almeno sul piano della visibilità pubblica, è messo notevolmente in ombra. Invece, non ho vissuto nell’ombra e in molte iniziative io e il Sindaco siamo stati “compagni”, senza problemi per entrambi.

Il quarto di bicchiere non pieno? Lo attribuirei a qualche equivoco nei rapporti interni, che ha limitato il mio coinvolgimento effettivo in alcune questioni: ma ogni volta ci siamo chiariti. Succede, tra persone per bene e in buona fede. Per quanto riguarda, l’Assessorato alla Cultura, il bicchiere lo considero mezzo pieno. Da una parte, fin dall’inizio, ho premuto perché la Cultura fosse parte fondamentale dell’identità non solo dell’Amministrazione ma anche della Città. E ne sono una riprova gli Stati Generali della Cultura,l’inserimento di Cava de’ Tirreni nella Rete delle Città della Cultura, i progetti presentati e finanziati dalla Regione Campania e dai Ministeri competenti, le iniziative culturali di alto profilo scientifico promosse, organizzate e co-organizzate dall’Ente, i convegni promossi per l’appr.ofondimento su alcune questioni nodali relative alla storia della Città, la ricchezza e l’originalità delle iniziative per Cava Estate e Natale a Cava 2019, il sostegno dato alle tante iniziative che nascono nel territorio (tra cui ricordo il nascente Museo di Mamma Lucia e i lavori del Centro Studi per la Storia di Cava), soprattutto il cammino intrapreso per la creazione di “Cava de’ Tirreni Città Parco Culturale” e la candidatura a Capitale Italiana della Cultura nel 2024. La parte mezza vuota del bicchiere è data dal fatto che alcune di queste sono strategie di lungo corso e quindi richiedono tempo e risorse: e non sempre su questi punti i miei compagni di strada mi sono sembrati pienamente convinti, per cui spesso ho dovuto e devo continuare a lottare.

Tuttavia, restiamo fiduciosi nel perseguire con il massimo impegno questi grandi obiettivi per il futuro della Città, con la convinzione che – come amava dire Nelson Mandela – “un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso”.

Non è un po’ pochino? Insomma, non è che poi ci sia stato, soprattutto nel settore della cultura, questo grande cambio di passo?

Non mi sembra per niente “pochino”, almeno nelle intenzioni e nelle potenzialità, dove il cambio di passo c’era e c’è. E non mi si venga a dire che la montagna ha partorito il topolino, perché la montagna è ancora incinta e il parto avverrà tra un po’ di tempo. Soprattutto, vogliamo dimenticare che, per un progetto almeno quinquennale, un anno e pochi mesi è un tempo troppo limitato per una valutazione drastica, in senso positivo e in senso negativo. Soprattutto, vogliamo dimenticare che da febbraio in poi l’emergenza Covid ha sconvolto, bloccato o almeno condizionato tutto? E, particolare non insignificante, voglio ricordare che, essendo anche Assessore delegato alla Sanità, ho dovuto giocoforza concentrare la mia attenzione proprio sull’emergenza Coronavirus.

Quindi, a mio avviso, il cambio di passo c’è stato e come. E’ stato avviato, con gli Stati Generali della Cultura un lavoro progettuale dettagliato sul rilancio culturale della città. Dall’autunno questo lavoro va completato a partire dagli strumenti operativi, come la Fondazione che avrà, oltre che compiti di programmazione culturale, anche quelli di gestione del grande patrimonio immobiliare dei contenitori.

D’accordo. Allora veniamo al futuro. Le è stato garantito dal sindaco Servalli un ruolo altrettanto rilevante e significativo nel prossimo governo cittadino soprattutto per quanto riguarda le politiche culturali?

Vale quanto detto prima: le intenzioni ci sono, ma poi tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Quanto al ruolo rilevante, fermo restando che molto dipenderà anche dal consenso elettorale, il Sindaco mi considera ancora la seconda gamba dell’Amministrazione, ma ovviamente, per quanto riguarda gli incarichi, non può sbilanciarsi anzitempo, anche per rispetto degli altri alleati. Un segno di questa considerazione è dato proprio dalla recente intervista rilasciata a Cavatizie.it, dove egli mi nomina chiaramente come suo “compagno d’attacco”.

Quale risultato si augura e prevede per la sua lista di appoggio a Servalli,”Cava ci appartiene”?

Il Movimento Cava ci Appartiene nasce sei anni fa ed è ben radicato sul territorio, e la nostra lista presenta significative candidature. Ci auguriamo una conferma e un miglioramento rispetto al successo ottenuto cinque anni fa. Sarebbe una bella soddisfazione avere uno o due consiglieri in più rispetto ai due del 2015.E’proprio in continuità con il Progetto presentato per quella candidatura mi fa piacere concludere ribadendo che per il nostro Movimento “le frazioni sono il cuore della Città” e che con il nostro impegno vogliamo contribuire a “dare un futuro alla speranza”.

Il sindaco Servalli vincerà al primo turno?

Gli avversari sono tanti e determinati e ciò, d’altra parte, è un bene per la democrazia che si nutre della dialettica tra maggioranza e opposizione: più forte è l’opposizione, più salda è la democrazia.  Comunque, primo o secondo turno, siamo fiduciosi. Il primo tempo della partita Servalli l’ha giocato bene, con buoni risultati ed una positiva immagine di credibilità. Ma la fase decisiva della partita deve ancora essere “giocata”…

I cavesi valuteranno il grande lavoro fatto in questi cinque anni, i progetti avviati da completare, i finanziamenti ottenuti e sceglieranno di non far perdere tempo inutile alla città.

E della discesa in campo di Fra Gigino, lei che non fa mistero della sua fede e delle sue radici cristiane ed è espressione del mondo cattolico, cosa pensa?

Luigi Petrone, da frate e da Padre guardiano, tanto ha dato e tanto ha anche “esagerato” e alla fine tanto ha anche pagato. Se nel tempo in cui era in auge si fosse candidato, le sue chance non sarebbero state poche. Ma ora che è solo il cittadino Luigi Petrone credo che possa avere un consenso “dignitoso” ma molto relativo. Quanto alla comune dimensione cristiana e cattolica… beh, valuterà la coscienza di ogni elettore. Ma non credo che “Cava ci appartiene” possa esserne danneggiata. Forse, il bacino di Petrone è altrove e più ampio. Ognuno si fa le fratellanze sue…

E, per concludere: Le vie del Signore sono infinite.

Un’ultima domanda. Cosa c’è dietro l’angolo per Armando Lamberti?

Io chiederei cosa c’è dietro l’angolo per la città. Sono anni che Cava vive di ricordi di un passato importante: è ora di guardare ad un futuro ricco di occasioni per una rinascita culturale, economica e produttiva. La Città ha un potenziale inespresso, un centro storico cittadino unico per i portici, gli stessi centri storici frazionali antichi e suggestivi, una paesaggio verde ancora ben conservato, una storia antica, un folklore importante, un’Abbazia millenaria, chiese ricche di opere d’arte importanti,  una comunità operosa e soprattutto amante della propria terra. Tutto questo può fare la differenza se connesso ad un progetto di spessore come quello che sto realizzando. Cava de’ Tirreni “Città Parco Culturale”, un Progetto Visione che possa creare opportunità di lavoro per i giovani e il miglioramento della qualità di vita di tutti i cavesi.

Per uno come me, primo dei non eletti alla Camera dei Deputati nel 2013, consigliere comunale e poi Vicesindaco e assessore, potenziale candidato come capolista alle elezioni regionali, che ha alle spalle una carriera, me lo si consenta, prestigiosa nel campo universitario e che ha ricoperto importanti incarichi istituzionali a livello nazionale,cosa può esserci dietro l’angolo se non la continuazione della mia attività culturale e scientifica e la pratica del mio spirito di servizio per la collettività? Se poi verranno anche ulteriori gratificazioni personali, non è follia sperarle e sarebbe follia rifiutarle…

Insomma, il professore Lamberti si ritrova perfettamente in quel che affermava Rita Levi-Montalcini:  «Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella “zona grigia” in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva».

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