L’amore non serve a essere felici. O forse sì, ma non come crediamo
Un amore che non promette perfezione né possesso, ma la libertà difficile di volere il bene dell’altro senza trasformarlo in una risposta ai nostri bisogni. Un sentimento che non nasce per completarci, bensì per insegnarci a non confondere la felicità con l’idea di avere qualcuno da tenere stretto. Forse il suo vero obiettivo è questo: imparare a esserci senza pretendere
Una mia alunna stamattina mi ha lasciato una domanda: «Prof, qual è l’obiettivo dell’amore»? Bella domanda. Perché una risposta sembra facile finché non provi a darla sul serio.
La prima cosa che mi è venuta in mente è che forse abbiamo sbagliato proprio la parola: obiettivo. Siamo abituati a dare uno scopo a tutto. Studiamo per un voto, lavoriamo per uno stipendio, ci alleniamo per un risultato.
E così finiamo per trattare anche l’amore come un investimento: quanto mi restituisce? Quanto mi fa stare bene? Quanto mi costa? Il mercato, del resto, ci ha abituati a un’idea curiosa: ogni attrito è un difetto da eliminare. Se qualcosa non funziona, si cambia. Se una relazione diventa complicata, ci chiediamo se ne valga ancora la pena. Come se una persona dovesse garantirci la stessa soddisfazione di un acquisto riuscito.
Ma l’amore non è un servizio clienti. E l’altro non è stato messo al mondo per risolvere i nostri problemi. Amare significa anche scoprire che esiste qualcuno che non possiamo programmare, aggiustare a nostro piacimento, costringere a somigliarci. Qualcuno che ci fa perdere una discussione, ci scompiglia le abitudini, ci obbliga a fare i conti con parti di noi che avremmo preferito lasciare in pace. Attenzione, però: non sto dicendo che amare significhi soffrire, sopportare tutto o restare dove si viene feriti. Una relazione che umilia, controlla o spegne la libertà non diventa buona soltanto perché la chiamiamo amore.
C’è qualcosa di più esigente.
L’amore dovrebbe farci diventare capaci di volere il bene dell’altro senza pretendere di esserne proprietari. Persino quando quel bene non coincide con ciò che avevamo immaginato per lui. È una libertà difficile, perché ci chiede di esserci senza mettere il nostro nome su ogni cosa. Forse l’obiettivo dell’amore non è arrivare a dire: «Finalmente ho trovato qualcuno che mi completa». Forse è poter dire, un giorno: «Da quando ti conosco, non ho più bisogno di possederti per sapere che sei importante».
Alla mia alunna non ho ancora dato una risposta definitiva e la cosa mi crea panico….







