L’acqua non si vende

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Prosegue senza sosta l’attività dei “Comitati Acqua Bene Comune” per rendere effettivamente pubblico l’Ausino.

Infatti, dopo l’importante convegno del 15 giugno 2015, tenutosi presso il C.U.C. di Cava, al quale partecipò, tra gli altri, Padre Alex Zanotelli, e dopo la conclusione della tornata elettorale, che ha visto il successo, a Cava de’ Tirreni, di Vincenzo Servalli, i Comitati A.B.C. di Cava e Vietri sul Mare si sono riuniti mercoledì 2 luglio per mettere a punto la proposta di delibera da presentare al neo eletto Sindaco Servalli, affinché si avvii, a Cava, la procedura per la totale pubblicizzazione dell’ AUSINO.

Anche Padre Zanotelli, nel convengo del 15 giugno, aveva esortato i Comitati A.B.C. di Cava di rendersi promotori dell’avvio di tale procedura, relativamente alla quale c’è da ricordare che tutti i candidati Sindaci, prima delle elezioni, benché con qualche distinguo, si erano impegnati.

Fedele a tale impegno il neo eletto Sindaco Servalli, appena dopo la sua elezione, aveva chiesto ai Comitati una proposta di delibera da presentare alla Giunta e al Consiglio comunale.

Frattanto nell’Ausino vi sono state fibrillazioni, solo in parte dovute al cambio di amministrazione comunale, e che hanno visto le dimissioni del Presidente, Avv. Matilde Milite, aspramente contestata nel corso della conferenza stampa del 22 giugno scorso per presentare il nuovo “logo” dell’Ausino.

In quella sede venne appurato che l’Ausino, nonostante l’ obbligo della massima trasparenza dovuta dalla Società, che ricordiamo essere una “Società per azioni con capitale interamente pubblico”, su esplicita richiesta dei partecipanti a quella conferenza, alcuni dei quali responsabili dei Comitati per l’acqua pubblica, venne evidenziato che essa ha bilanci a dir poco scarsamente trasparenti, tant’è che sembra non siano state correttamente appostate alcune voci attive e passive, e che nessuno, né i Sindaci dei Comuni partecipanti, né gli Organi interni di controllo, l’hanno rilevato.

La conseguenza di tale anomalia è stata la contestazione pubblicamente fatta dal Sindaco del Comune di Vietri sul Mare, proprio in merito alla scarsa trasparenza del bilancio 2014, nel corso dell’Assemblea che l’Ausino ha indetto per l’approvazione del bilancio; e, sebbene il bilancio sia stato approvato, ma con una maggioranza risicata, quella contestazione sembra essere stata la causa scatenante delle dimissioni della Presidente, l’avvocato Matilde Milite.

A questo punto il Sindaco Servalli ha due problemi da risolvere:

– il primo, è quello del rinnovo delle cariche amministrative di Ausino, del quale, in quanto Comune “capofila” (un discorso a parte va fatto per i Comuni di Salerno e Pontecagnano che, pure se fanno parte di Ausino, non fruiscono dei servizi e dovrebbero cedere le loro quote per far entrare sei Comuni che, pure fruendone, sono esclusi dal capitale dell’Ausino) è uno dei maggiormente rappresentativi;

– il secondo e più importante problema consiste nell’accoglimento della proposta che gli verrà presentata dal Comitato A.B.C. di Cava per la trasformazione di Ausino in “Società Speciale Consortile di Diritto Pubblico finalizzata alla produzione, erogazione e gestione del Servizio idrico integrato nei territori dei Comuni Consorziati”.

La trasformazione richiesta è l’unica strada da percorrere per evitare i rischi che i 76 Comuni dell’ATO 3 (Agro Nocerino-Sarnese e Vesuviano) hanno corso e che li ha sottoposti alle grinfie della GORI che, ricordiamo, in quei territori sta operando nei confronti dei cittadini forzature di ogni genere per ripianare i suoi bilanci deficitari derivanti da gestioni a dir poco dissennate. Anche GORI è una Spa a prevalente capitale pubblico, ciononostante quella prevalenza di capitale pubblico non ha nessun potere decisionale proprio perché la Spa viene amministrata con criteri privatistici e, stranamente, le decisioni vengono assunte dalla minoranza dei partecipanti costituite da privati: proprio questo si vuole evitare nell’Ausino, per la totale privatizzazione del quale già un’avvisaglia si era avuta alla fine dell’Amministrazione Galdi, allorquando si corse il rischio che essa venisse incorporato da Gori, e solo la mobilitazione dell’opinione pubblica, grazie ai Comitati, consentì di scongiurare che ciò avvenisse.

In merito alla questione GORI nell’ATO A.3 va riconosciuto l’ottimo e conducente lavoro di contrasto che i Comitati A.B.C. di quei Comuni hanno svolto e stanno svolgendo per sottrarsi a quello che è divenuto un vero e proprio incubo in quanto GORI, quando può, procede indiscriminatamente anche ai distacchi di fornitura  di quegli utenti giudicati morosi, pure se in passato hanno sempre pagato puntualmente le bollette emesse.

In merito alla questione dei Comuni di Salerno e Pontecagnano c’è da dire che essi non  rientrano nell’area Costa di Amalfi, ma attualmente partecipano al capitale dell’Ausino Spa. C’è da sciogliere, qundi, il  nodo della loro estromissione in maniera da far subentrare i Comuni di Acerno, Atrani, Castiglione dei Genovesi, Furore, Minori e Scala che fanno parte di quell’Area: e anche di questo si deve far carico il Sindaco Servalli.

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