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Opinioni

Il Vangelo non chiede il cervello all’ingresso

Il Vangelo non chiede mai un atto di fede cieca. Chiede fiducia, sì, ma una fiducia intelligente. «Venite e vedrete», dice Gesù. Non: “Spegnete il cervello e sentite qualcosa”. Quando la folla smette di capire e inizia solo a pretendere miracoli, lui se ne va

vangelo

«Ciò che la mente non può accettare, il cuore non potrà mai adorarlo». Se c’è una frase che mette in crisi una certa idea “addomesticata” di cristianesimo, è proprio questa. Perché il Vangelo, piaccia o no, non è mai stato un anestetico emotivo. Non nasce per tranquillizzare, ma per scuotere. Non per spegnere le domande, ma per accenderle.

Eppure oggi il rischio è chiaro: ridurre il Vangelo a una sensazione, un qualcosa che “fa stare bene”, purché non disturbi troppo. Ma basta aprire le pagine evangeliche per capire che Gesù non gioca su questo terreno. Parla in parabole che confondono, risponde con altre domande, provoca cortocircuiti mentali. Non cerca follower entusiasti, ma persone disposte a pensare fino in fondo.

Il Vangelo non chiede mai un atto di fede cieca. Chiede fiducia, sì, ma una fiducia intelligente. «Venite e vedrete», dice Gesù. Non: “Spegnete il cervello e sentite qualcosa”. Quando la folla smette di capire e inizia solo a pretendere miracoli, lui se ne va. Quando un discepolo non comprende, Gesù non lo umilia: rilancia, spiega, accompagna. La fede evangelica non nasce dall’ignoranza, ma dall’incontro tra una Parola esigente e una mente che osa restare aperta.

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Ed è qui la sfida, soprattutto per i giovani: come adorare un Dio che non si può interrogare? Come amare una verità che non può essere pensata? Se il Vangelo viene presentato come un pacchetto emotivo, prima o poi il cuore si stanca. Ma se viene accolto come una provocazione che attraversa la ragione, allora può diventare fuoco vero.

Forse il problema non è che il Vangelo sia troppo difficile. Forse è che lo abbiamo reso troppo facile. E allora la domanda resta lì, scomoda e necessaria: stiamo credendo davvero al Cristo vivo, o a una versione che non disturba né la mente né il cuore?

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Foto di Gennaro Pierri

Gennaro Pierri

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista…

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