Non ho più spazio per il peso degli altri
Possiamo ascoltare senza farci carico di tutto. Possiamo essere gentili senza consegnare a chiunque le chiavi della nostra serenità
Una mia alunna mi scrive che sta attraversando uno dei periodi più pesanti della sua vita. Sta male, fisicamente e mentalmente. E aggiunge una frase che mi è rimasta dentro: «Non ho più voglia di pensieri negativi, discussioni, provocazioni o persone che aggiungono peso a quello che già porto dentro».
Me la immagino mentre prova a tenere insieme le giornate, magari sorridendo anche quando non ne ha voglia. Poi arriva qualcuno, le racconta un problema, pretende una risposta, apre una discussione inutile. E lei, che avrebbe bisogno soltanto di posare la borsa per terra, si ritrova a portare anche quella degli altri.
Eccoci arrivati al punto: abbiamo trasformato la disponibilità in una tassa sugli affetti. Se vuoi bene, devi esserci. Se non rispondi, sei cambiato. Se non ascolti, sei egoista. Se chiedi un po’ di silenzio, qualcuno si offende. Come se la nostra presenza fosse un servizio sempre aperto, senza orari e senza manutenzione. Ma penso esserci discussioni necessarie, verità che bruciano, persone che ci contraddicono proprio perché ci vogliono bene.
Non dobbiamo fuggire da tutto ciò che ci disturba. Dobbiamo imparare a distinguere ciò che ci mette in discussione da ciò che ci consuma senza costruire nulla. È una differenza sottile, ma decisiva. E c’è una cosa che dovremmo imparare a scuola, prima ancora di tante nozioni: non siamo obbligati a stare male per dimostrare che amiamo qualcuno. Possiamo voler bene e, nello stesso tempo, dire «adesso non ce la faccio». Possiamo ascoltare senza farci carico di tutto. Possiamo essere gentili senza consegnare a chiunque le chiavi della nostra serenità. Naturalmente, anche gli altri hanno i loro giorni storti. Nessuno è leggero sempre. Il problema nasce quando una relazione diventa un trasloco continuo: uno porta, l’altro scarica, e alla fine nessuno sa più dove mettere sé stesso.
A quella ragazza dirò di diventare più forte. Forse è già stanca di doverlo essere. Le dirò che può concedersi il diritto di respirare, di scegliere le proprie battaglie, di non rispondere a ogni provocazione. E che, quando il peso diventa troppo, chiedere aiuto non è un’altra debolezza da nascondere. Mi domando, piuttosto, quanti ragazzi e quanti adulti stiano facendo la stessa cosa: sorridono, rispondono «tutto bene», mentre dentro cercano disperatamente un posto dove non debbano difendersi da nessuno…. comunque farò una lezione su questo!







