Cavesi… o guelfi e ghibellini?

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L’Italia, si sa, ha una storia ricca di campanilismi e di antiche lotte intestine. Dopo l’impero romano (che talvolta comincio a rimpiangere, soprattutto se penso ai lavori pubblici di oggi ed ai burocrati di Bruxelles) il nostro Paese ha fatto la “fortuna” degli stranieri, diventati padroni in casa nostra proprio per le divisioni che ci affliggono da secoli…. Cava, ovviamente, non si differenzia da questa storia, anzi la accentua: invece di essere uniti nel cogliere e far fruttare le enormi potenzialità paesaggistiche, turistiche e commerciali ereditate dai nostri avi, facciamo di tutto per dividerci, ostacolarci a vicenda, trovare il pelo nell’uovo, criticare fino al punto da aspirare alla “distruzione” dell’opera di quello che individuiamo di volta in volta come “avversario” da abbattere…

Riflettiamo, tanto per capirci, sulle recenti diatribe tra i fans di fra’ Gigino e quelli del sindaco Enzo Servalli. Molti si “intruppano” in una delle due fazioni ed immediatamente, moltiplicando i loro “anatemi” su facebook, si affannano alla “demolizione” sistematica del ”nemico”.

A costo di perdere “simpatie”, sottolineo che questo sport non mi piace e lo trovo autolesionistico, indipendentemente dal parteggiare per l’uno o per l’altro. E’ proprio il “parteggiare” che acceca molti concittadini, i quali farebbero meglio a fermarsi un attimo, iniziare a riflettere e rendersi conto dei pregi che, in entrambi casi, mi sembrano di  gran lunga superiori ai difetti….

Fra’ Gigino ha ricostruito dal nulla, con il solo contributo dei fedeli, un tempio semidistrutto dal sisma dell’80. Ha rivitalizzato l’intera zona, creato posti di lavoro, riacceso una religiosità con aspetti popolari che vanno comunque rispettati, anche se possono ovviamente essere condivisi o meno. Ha con sforzi notevoli aperto una mensa per i poveri, vorrebbe realizzare un centro di assistenza per i malati terminali, convoglia a Cava – con attività continue – un mare di persone superiore a qualunque altra iniziativa   finora realizzata…. Potremmo andare avanti, ma ci fermiamo, osservando che il “personaggio” – come ogni essere umano – non è scevro da difetti, scatti d’umore, non tollera peli sulla lingua, talvolta forse ne trova fin troppi, comunque credo che se non ci fosse o se non proseguisse le sue opere Cava perderebbe moltissimo….

Quanto detto, d’altro canto, non significa che il sindaco non abbia il diritto-dovere di esercitare il proprio compito. Questi primi giorni di era Servalli, in verità, mi sembrano più che accettabili. Il primo cittadino è partito col piede giusto, con cose utili: pulizia dei giardini pubblici e delle strade, visita alle forze dell’ordine ed all’Ospedale…. Il tutto mi sembra in linea con l’invito che spesso gli ho rivolto: essere un sindaco di strada, allontanare o almeno ignorare gli adulatori (che non mancano mai), rendersi conto che il consenso si ottiene partendo dalle piccole cose fattibili, dai particolari. Mai rinchiudersi nel Palazzo, mai ignorare la vita di tutti i giorni dei semplici cittadini. A tal proposito, cogliamo l’occasione per segnalare quelle che ci sembrano delle criticità: su Viale Marconi e sulle traverse collegate andrebbero installati dei cartelli che indichino il diritto di precedenza. Gli incidenti ed i dissidi sono all’ordine del giorno, proprio a causa del mancato rispetto da parte di chi si immette sul viale, fregandosene dei diritti altrui. Altro problema: su Viale Crispi il doppio senso, francamente, non ha ragioni d’essere: commercianti e cittadini aspettano con ansia il rispristino del senso unico circolare, anche al fine di liberare posti per parcheggiare le auto.

Ultima segnalazione: centralizzare il parcheggio degli autobus frazionali: in tutte le città il parcheggio è centrale, non si può pensare che si vada in periferia per raggiungere il mezzo pubblico…

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