Cava, la sfida dei rifiuti

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Con l’insediamento del nuovo Consiglio comunale è ufficialmente iniziata la consiliatura del sindaco Enzo Servalli. Per farla breve, ora si comincia a fare davvero sul serio.

Da fare, in effetti, c’è tanto, resta solo l’imbarazzo della scelta. Per ora, sembra che la nuova Amministrazione voglia partire dai rifiuti, una delle emergenze che sarà affrontata nell’immediato. Non è l’unica, è vero, ma da qualche parte si doveva cominciare.

E’ dell’altro giorno, infatti, la delibera con cui la Giunta ha inasprito le sanzioni per i cittadini che non rispettano le regole cui attenersi nella differenziazione dei rifiuti e negli orari e modalità di conferimento.

E’ ovvio che una simile misura, per quanto necessaria, lascia il tempo che trova se non è accompagnata da una adeguata campagna di comunicazione, che l’Amministrazione Servalli intende attivare da subito, e contestualmente da un puntuale controllo del territorio.

Occorre, ovviamente, anche altro se si vuole risolvere alla radice la questione.

In primo luogo, infatti, è indispensabile sollecitare la collaborazione dei cittadini, non solo richiamandosi giustamente a principi etici e civici, ma anche e soprattutto con un sistema oggettivo di premialità, che concretamente promuova chi fa bene il suo dovere di cittadino rispetto alla raccolta differenziata dei rifiuti, e penalizzi chi, invece, è negletto o crede di fare il furbo.

La situazione, purtroppo, sotto questo punto di vista si è molto deteriorata negli ultimi anni. Si è fatto poco o nulla in termini di premialità, di sensibilizzazione dei cittadini, di controllo. E’ successo che la parte buona e maggioritaria della città è stata sommersa dai rifiuti di una minoranza di cittadini indisciplinati e incivili.

Diciamo la verità, da questo punto di vista, si è fatto acqua da tutte le parti o quasi. La Metellia si è limitata a fare al meglio la sua attività di raccolta (e la cosa in sé non è poi così di poco conto, anzi) , ma non è andata oltre. Forse la politica non glielo ha consentito e di sicuro non l’ha aiutata. E, d’altronde, il povero assessore comunale al ramo, Fortunato Palumbo, abbandonato a se stesso, ha cercato di fare del suo meglio per contrastare il fenomeno dei rifiuti abbandonati in ogni dove e ad ogni ora, ma il suo è sembrato più che altro l’inutile sforzo di chi cerca di svuotare il mare con il secchiello.

In questi ultimi anni, insomma, non è stata messa in campo neanche un po’ di comunicazione per ribadire le più elementari  istruzioni su una corretta raccolta differenziata, sugli orari di esposizione e ritiro dei rifiuti, sulle modalità di conferimento e così via, ma non c’è stata neanche un’adeguata innovazione nella raccolta stessa dei rifiuti.

Sul tema, appare scontato affermare che c’è stato scarso impegno della politica, poco proiettata verso il futuro, con un generalizzato e colpevole calo di tensione.

Alla fine, anche se le percentuali delle quote di raccolta differenziata sono state accettabili, i risultati negativi si sono visti, non solo per i cumuli di rifiuti che adornano tuttora la città, ma anche per il conto salato dei costi della raccolta, trasferiti poi nelle bollette stratosferiche che famiglie e imprese sono state e saranno chissà ancora per quanto costrette a pagare.

Ora, però, è tempo di puntare dritto alla  riduzione dei costi e dei rifiuti prodotti, ma ciò sarà possibile, come evidenziavamo prima, solo coinvolgendo i cittadini, le varie formazioni sociali presenti sul territorio, l’opinione pubblica. Occorre, in altri termini, uno sforzo corale, convinto, condiviso.

Per farla breve, tutti insieme, dobbiamo puntare ad un obiettivo ambizioso ma conseguibile: i rifiuti zero. D’altro canto,  è questo un punto programmatico dell’attuale Amministrazione che, ragionevolmente, fissa il conseguimento di questo risultato entro il 2020.

La città, però, se ben sollecitata e indirizzata è, nel suo complesso, più che matura per raggiungere risultati significativi anche in tempi più ristretti. Occorre, però, saper lavorare in termini politici, amministrativi e di comunicazione.

In conclusione, la sfida dei rifiuti non è semplice, ma è alla portata di questa Amministrazione e della città. I primi risultati dovranno, però, cominciare ad essere ottenuti nel giro di qualche mese. Quello che oggi, per gli attuali amministratori comunali, può essere attribuito alle presunte ed eventuali manchevolezze di chi li ha proceduti nel governo della città, non potrà valere più tra qualche mese .

Di questo, però, il sindaco Servalli ne ha piena consapevolezza.

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Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore di due pubblicazioni, Testimone di parte, edita nel 2006, e Appunti sul Governo della Città, edita nel 2009.

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