scritto da Redazione Ulisseonline - 03 Luglio 2026 11:45

Salerno, Italo Cirielli contro l’assessore regionale Claudia Pecoraro: “La memoria non diventi censura. Le istituzioni non temano i libri”

Il responsabile regionale Enti Locali di Fratelli d’Italia, Italo Giuseppe Cirielli De Mola, replica duramente all’assessore regionale Claudia Pecoraro, che aveva criticato la scelta di ospitare nel Salone dei Marmi la presentazione del libro E me ne vanto. Storia di Carlo Falvella. Per Cirielli, l’intervento dell’assessore rappresenta “un attacco grave alla libertà di espressione” e finisce per “offendere la memoria di Falvella”, mentre il dibattito cittadino si infiamma tra richieste di revoca dell’autorizzazione e accuse di censura mascherata da superiorità morale

Libertà di espressione, memoria e istituzioni:

Cirielli attacca Pecoraro sulla presentazione del libro dedicato a Carlo Falvella

 

La polemica sulla presentazione del libro E me ne vanto. Storia di Carlo Falvella, scritto da Tony Fabrizio e pubblicato da Altaforte Edizioni, continua ad accendere il dibattito politico salernitano. Dopo le critiche dell’assessore regionale Claudia Pecoraro, che ha contestato l’uso del Salone dei Marmi — luogo simbolo della Resistenza — per ospitare un evento legato a una casa editrice già esclusa dal Salone del Libro di Torino per la sua vicinanza a CasaPound, arriva la replica di Italo Giuseppe Cirielli De Mola, responsabile regionale Enti Locali di Fratelli d’Italia.

Nel comunicato, Cirielli afferma di “non comprendere il senso dell’intervento dell’assessore”, sostenendo che dietro parole “apparentemente misurate” si nasconderebbe “un attacco grave alla libertà di espressione, alla libertà editoriale e al diritto di discutere pubblicamente anche pagine complesse della nostra storia”. La presentazione di un libro, aggiunge, “non può essere trattata come una minaccia per le istituzioni”.

Il nodo centrale della sua critica riguarda la memoria di Carlo Falvella, giovane militante del Fronte della Gioventù ucciso nel 1972. Secondo Cirielli, contestare la presentazione del volume significa “negare dignità al ricordo di una vittima della violenza politica”, oltre che “comprimere la libertà culturale”.

Il Salone dei Marmi, sottolinea, “non dovrebbe essere usato per escludere, ma per testimoniare che le istituzioni appartengono a tutti i cittadini, non solo a chi si riconosce in una determinata parte politica”. Invocare l’antifascismo per impedire un evento culturale, conclude, “tradisce il senso stesso della democrazia: una democrazia matura non teme le parole, non teme i libri, non teme il confronto”.

La vicenda si inserisce in un clima di forte tensione politica: diversi consiglieri comunali hanno chiesto la revoca dell’autorizzazione, mentre il fronte opposto denuncia il rischio di una “censura mascherata da superiorità morale”. Un dibattito che, a Salerno, sembra destinato a proseguire.

Rivista on line di politica, lavoro, impresa e società fondata e diretta da Pasquale Petrillo - Proprietà editoriale: Comunicazione & Territorio di Cava de' Tirreni, presieduta da Silvia Lamberti.

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