Napoli, il MANN riparte: i visitatori tornano al Museo

0
35

Per l’emozione non aveva dormito: ieri mattina alle 9, è Tina, titolare di abbonamento annuale OpenMANN, la prima a varcare la soglia del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Dietro di lei, in attesa di ritirare il ticket alla biglietteria, ci sono Domenico, medico del Santobono, Vincenzo, libraio ed appassionato di archeologia, Adriana, insegnante in pensione: tra i primi venti, che hanno avuto in dono la pubblicazione “E quindi uscimmo a riveder le stelle” dedicata da Enzo Petito e Luigi Spina ai soffitti affrescati dell’Archeologico, ci sono anche Fabrizio e Marina, studenti universitari. La ragazza è archeologa e sogna di ritrovare le braccia delle Venere di Milo, mentre il compagno frequenta la facoltà di scienze e tecnologia della chimica industriale.

E poi ci sono anche i bambini che ritornano al MANN: i primi sono Enrico e Simone, che, a giugno dopo il lockdown, erano già stati al Museo per la mostra sulle Grotte di Lascaux.

La mattinata procede con tranquillità ed allegria: gli allievi del corso di Laurea triennale in Hospitality Management dell’Ateneo federiciano, con le docenti Valentina Della Corte (coordinatrice corso) e Rossana Valenti (professoressa di “Cultural paths and tours”), visitano la sezione Preistoria e Protostoria del MANN, con un percorso ad hoc tra collezione permanente, mostra su Lucy di Tanino Liberatore )(realizzata in rete con COMICON) ed allestimento dedicato Etruschi.

Una lezione sul campo, in accordo con l’Ufficio Comunicazione ed i Servizi Educativi del MANN, per interrompere la didattica a distanza e comprendere come costruire una strategia di marketing finalizzata a valorizzare i beni culturali.

“Non siamo solo consumatori e produttori, ma anche contemplatori. I luoghi dell’anima, cioè i musei, da oggi ci indicano prepotentemente questo aspetto unico dell’uomo, che deve essere tutelato ad ogni costo”, commenta il Direttore del MANN, Paolo Giulierini.

Alle 16, sono 150 i visitatori (una trentina gli abbonati), che hanno scelto il Museo per questo viaggio nell’arte che ritrova il suo pubblico.

Il MANNCaffè, riallestito con foto d’epoca del Museo tra fine Ottocento e primi del Novecento, ha predisposto per il pubblico un menù stagionale con specialità del territorio.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.